Meno "reality" più realtà. Quella di Luca e di Piero

di Nino Paravia

L’Associazione Coscioni avrebbe bisogno di pubblicizzare le storie di quelle persone malate che subiscono alcune leggi. La realtà vera è quella.

Lo slogan con cui siamo stati convocati al Congresso "Dal corpo dei malati al cuore della politica" non è solo uno slogan, ma un messaggio forte. Dobbiamo infatti andare al cuore della politica ma, se possibile ancor di più, al cervello della politica e, aggiungo, anche al cuore e al cervello della gente. La simbiosi che si è concretizzata negli ultimi tempi tra l'Associazione Coscioni e il Partito Radicale è stata prima da Rocco Berardo definita più volte come una" felice ambiguità" in quanto sono presenti nell'Associazione anche esponenti che, come me, provengono dell'altra parte politica e cioè del centro destra.

Francamente ho già espresso in passato qualche riserva su questa simbiosi, perché credo che se anche ha tanti aspetti positivi per la forza e la vitalità che molte idee radicali hanno avuto nel tempo e hanno tuttora, per cui certamente l'Associazione Coscioni riceve energia vitale, dall'altro il sentire interventi molto politici all'interno di questa tre giorni salernitana può creare non tanto l'ambiguità quanto qualche imbarazzo e disagio per persone come me che la pensano diversamente e sono collocate in un'altra area politica.

Questo non mi impedisce però di partecipare e di continuare a partecipare all'Associazione Coscioni, perché credo che il messaggio forte, la totale libertà di ricerca, deve appunto raggiungere cuori e cervello di tutti. Per fare questo allora parliamo un attimo di qualche aspetto deleterio del nostro sistema paese: il sistema dell'informazione. Credo che perché le idee vincenti arrivino al cuore e al cervello della gente sarebbe necessario un sistema informativo diverso, non quello radiotelevisivo che abbiamo, non quello della carta stampata. Ho il "merito" di avere avuto nel libro cult dell'anno scorso La Casta, l'unica citazione di politico in positivo per le mie denunce contro il lavoro nero in Parlamento.

Sono stato eletto due anni fa come indipendente nelle liste di Alleanza Nazionale, sono un imprenditore, quindi per me arrivare in Parlamento e scoprire di essere il primo, o tra i primi, ad avere una partita INPS e INAIL per il mio collaboratore parlamentare, ha creato qualche disagio. Non faccio antipolitica, perché la lascio fare a chi è più esperto; in Italia ne abbiamo tanti di esperti dell'antipolitica, da Beppe Grillo ad Antonio Di Pietro, che ricordo con qualche sofferenza, ma credo che l'Italia sia un paese un po' indiano, composto, come è, da molte caste: c'é la casta della politica, che tanti hanno scoperto grazie al libro di Stella e Rizzo, ma esiste anche la casta della magistratura; esiste la casta dei docenti universitari come esiste la casta dei giornalisti e potrei continuare all'infinito.

Ma è sui giornalisti che mi voglio soffermare. Il perché lo dico subito: per sbaglio sono iscritto anch'io a quella categoria perché, come confindustriale, ho creato una rivista e per farlo mi sono dovuto iscrivere all'ordine dei giornalisti, ovviamente nella categoria dei pubblicisti. L'Associazione Coscioni avrebbe bisogno di pubblicizzare i filmati che abbiamo visto al Congresso attraverso trasmissioni televisive qualificate; se ne potrebbe suggerire qualcuna al posto di un Grande Fratello o di tante altre. Si tratterebbe di veri e propri "reality", perché la realtà è quella, la realtà vera è quella, non ciò che siamo costretti a subire per un'informazione scadente.

Come sapete, a me piace parlare con chiarezza: l'espressione "ambiguità" ricordata da Rocco Berardo mi ha creato qualche disagio. L'informazione in Italia è fatta - innanzitutto - da tanto lavoro nero e precariato nei giornali e nelle televisioni, poi è fatta da grandi "soloni" del giornalismo, i quali, per modiche cifre che variano tra i 10 mila e i 30 mila euro al mese, vanno a dirigere organizzazioni sindacali e/o datoriali, in Confindustria sono venuti tante volte, dirigono ordini professionali ed altre associazioni oppure vanno a dirigere dei mini talk show per "modici" compensi pagati talvolta su fattura con Iva, anche se molto spesso in nero. Questi grandi soloni del giornalismo sono quelli che poi fanno i moralizzatori della classe politica e di altro.

Un po' più di pudore forse sarebbe necessario! Da tempo sul mio blog www.antonioparavia. it pubblico delle mie boutade, affermo una verità commentandola successivamente: l'Italia è un paese europeo dove si vendono meno giornali ma in compenso abbiamo i giornalisti più venduti! In Italia abbiamo giornalisti che si prestano a operazioni che non necessariamente mettono a contatto la realtà con la gente. Mi ha un molto colpito l'ottimo direttore del Sole 24 Ore, giornale che percepisce intorno ai 24 milioni di contributi per la legge sull'editoria pur essendo una società quotata in borsa.

Due anni fa ricorderete il famoso convegno dei confindustriali di Vicenza dove ci fu la bagarre con Berlusconi che, guarito improvvisamente dal colpo della strega, andò al dibattito al quale partecipavano Prodi e Tremonti. In quell'occasione Ferruccio De Bortoli lesse domande già conosciute dai due interlocutori. Questo è quello che avviene normalmente, mentre invece maggiore serietà e spontaneità potrebbero aiutare la gente a capire di più. Qualche altra considerazione politica mi è dovuta, perché tutti quelli che mi hanno preceduto lo hanno fatto in aggiunta a quanto detto sulla ricerca.

Altre ne potrete trovare sul mio blog, come i miei interventi in aula. Viviamo in un paese un po' strano, un paese che - sotto certi punti di vista - giudico sia immorale quando obbliga chi ha stati di sofferenza notevoli come quelle qui rappresentati, senza, al momento, una possibilità di soluzione, che li obbliga a procedure come quelle che ricordava Mina Welby. Oppure li confina a delle riviste per quanto riguarda l'invalidità, negando, malgrado i grandi sperperi, non solo l'assistenza ma anche quelle apparecchiature che servono alle persone che già hanno stati di sofferenza indicibili di potersi esprimere nel loro più legittimo diritto: quello di relazionarsi con gli altri.

E' bene che si sappia che queste attrezzature vengono negate malgrado sprechi ingenti! In questo paese, in cui Walter Veltroni vuole aprire 100 campus universitari, ci sono gli ospedali che sono delle piccole fabbriche di inefficienza, soprattutto nel sud, che costano allo Stato che potrebbe impegnare quei fondi per dare il giusto a chi ne ha diritto. Qui in Campania siamo nella terra di gente alla "Mastella", dove, al di là dell'immondizia, che sembra aver fatto nel sistema sanitario neanche il 5-10% di quanto fatto da un intellettuale della "magnamagna Grecia" Ciriaco De Mita, che da sempre governa la sanità in questa regione.

Il sistema formativo campano è affidato prevalentemente a organizzazioni sindacali e datoriali e serve per dare soldi ai formatori e non ai formandi. L'ultima l'ha denunciata un Consigliere regionale dei Ds, perché a sinistra si parla di unità, di Partito democratico, ma ricordo che in Campania il Partito democratico, da poco costituito, continua ad avere gruppi separati nelle istituzioni regionali, comunali e provinciali: da una parte la Margherita, dall'altra i Ds. Quel Consigliere regionale dei Ds ha fatto un'interrogazione al Presidente Bassolino circa i 700 milioni di Euro dati a un osservatorio per il suicidio.

Speravo che li avesse dati per un suicidio collettivo dell'amministrazione regionale campana, invece è soltanto per uno studio, insomma questo Consigliere critica formalmente il suo leader Antonio Bassolino. Marco Cappato mi perdoni se dico queste "cosine" ma le dico anche per invitarvi a una riflessione sui gruppi coi quali vorreste congiungervi, perché chiamare novità Veltroni, francamente, per me che lo ricordo a 18 anni già in politica, Parlamentare di 4 o 5 legislature, parlarne in termini di novità del sistema politico italiano, mi pare difficile. Come mi desta qualche difficoltà di comprensione questa novità delle consultazioni tra il Partito democratico ed esponenti del Partito Radicale, anche perché penso che sia noto a tutti che il Partito democratico ha svolto queste famose primarie previa una lottizzazione romana.

Quindi parlare di novità relativamente al Partito democratico quando c'é una lottizzazione delle regioni, francamente mi sembra alquanto strano. L'Associazione Coscioni mi rivedrà ancora, nonostante le ambiguità ricordate prima e nonostante quello che qualcuno può definire, in termini provocatori, un appiattimento sulla posizione dei Radicali. Confido che i Radicali, per tutto quello che di positivo hanno saputo esprimere nella vita del Paese negli anni '70 con alcune battaglie civili che hanno trasformato la società, sappiano valutare bene questo momento, perché non è tanto importante essere in Parlamento, soprattutto attraverso compromessi con Veltroni e con il Pd, ma è importante esserci nella realtà del Paese. Un'ultima battuta: siete ospiti di una città il cui arcivescovo è andato a votare alle primarie del Partito democratico. V'ho detto tutto!

Martedì, 4 marzo, 2008 - 16:30

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