Michele Ainis: Astensione, a ministri e prelati vietata la propaganda

La Stampa
02/06/2005
Michele Ainis

Chi ha funzioni pubbliche e gli uomini di culto che invitano a non votare rischiano da 6 mesi a 3 anni. Da La Stampa

La norma - anzi la doppia norma - stava sotto gli occhi di tutti, come la Lettera rubata di Allan Poe. Si tratta di due leggi che puniscono la propaganda astensionista se fatta da persone che ricoprono un incarico pubblico o da ministri di culto. Qualcosa che in questi giorni sta avvenendo con frequenza sempre maggiore nell'approssimarsi della scadenza del voto referendario, ma che finora e stata rivendicata come un diritto. Invece, secondo la legge, andrebbe sanzionata. Tutti possono consultare il testo di queste leggi, visitando rispettivamente il sito della Camera (www.camera.it) e quello dei costituzionalisti (www.associazionedeicostituzionalisti.it).

Vediamo dunque insieme di che cosa si tratta. L'articolo 98 del testo unico delle leggi elettorali per la Camera afferma che chiunque sia investito di un potere, di un servizio o di una funzione pubblica, nonché «il ministro di qualsiasi culto», e punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni se induce gli elettori all'astensione. A sua volta, l'articolo 51 della legge che disciplina i referendum (la n. 352 del 1970) estende la sanzione prevista dal precedente articolo alla propaganda astensionistica nelle consultazioni referendarie.
Un problema - e che problema! - per i giuristi che avevano liquidato un pò frettolosamente la questione. Un problema doppio per chi lancia appelli all'astensione dall'alto d'una cattedra, o in qualità di sindaco, ministro, presidente di un istituzione pubblica, specie se elevata. Un problema triplo per le gerarchie ecclesiastiche, per i vescovi, per le migliaia di parroci.

E, naturalmente, ignorantia iuris non excusat. Le polemiche sull'astensione hanno accompagnato tutta la campagna referendaria e sono destinate a scaldarsi ancora. Ma stavolta non si tratta di una discussione: ci sono due leggi che parlano chiaro. E' legittimo spendersi in favore del non voto? La questione ha innescato un diluvio di polemiche, talvolta al di sopra delle righe. Eppure l'opinione che accusa di scorrettezza costituzionale l'astensionismo “militante

Mercoledì, 1 giugno, 2005 - 18:04

commenti

La verità, cari referendari,

La verità, cari referendari, è che siete in grossa crisi e vi appellate a tutto, ma proprio tutto. Siete davvero penosi, invece di convincere il 50% più uno degli italiani mandate scomuniche, voi sì, a destra e a manca. E nessuno risponde sulle dichiarazioni di Fassino e Cofferati di qualche anno fa.......

è difficile raggiungere il q

è difficile raggiungere il quorum se i cattolici che dovessero andare a votare saranno PECCATORI! VERGOGNA!!!!!!!!!! non fermiamo la ricerca, 4 si!!!!

il reato di induzione all'astensione

Se qualcuno è interessato ad approfondire la questione, lo invito ad ascoltare l'intervista che il sottoscritto ha reso a radio radicale il 9 maggio u.s. (ma trasmessa il 20 maggio alle ore 01.36 di notte...) nella quale chiarisco (con un certo anticipo rispetto ai recenti clamori di stampa...) tutta la problematica giuridica sull'argomento. Il sito web, come è noto, è http://servizi.radioradicale.it/ondemand/ Cordiali saluti a tutti. Avv. Francesco Fonderico

Ne abbiamo parlato anche qui...

Nell'articolo di Michele Ainis, l'articolo 98 del testo unico delle leggi elettorali per la Camera e' citato in modo incompleto, cosi' come l'articolo 51 della legge (n. 352 del 1970) che disciplina i referendum: testo unico e legge non parlano solo di induzione all'astensione, ma anche di induzione ad un particolare orientamento di voto (quindi "si" e "no" nel caso di un referendum). Inoltre, il dovere civico di cui all'art. 48 della Costituzione e' verso lo Stato che ci chiama alle urne, non verso una minoranza di cittadini (o di 5 consigli regionali) che ci chiama a votare per un referendum (art. 75 della Costituzione). Comunque, di tutto cio' abbiamo tentato di parlare anche qui (a proposito della legge elettorale) e qui (a proposito di costituzionalita' dell'astensione). Cari saluti, Renato Scotti

Denuncia

Testo Unico delle Leggi Elettorali DPR 30 marzo 1957, n. 361 e successive modifiche, tuttora vigente Art. 98 - Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto (1), chiunque investito di un pubblico potere (2) o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.

è una settimana che ne parlo

Lui', il problema non è legale, é politico. Non si vuole affondare il colpo per non stranìre i cattolici ancora indecisi. Il punto é tutto qui. Ciao. p3t3rpan

Ruini condannato?

Leggo con favore di queste leggi, ma sinceramente non credo che vedremo mai Ruini, o altri alti prelati, condannati... :( Già mi immaggino il coro di proteste contro chiunque voglia condannare Ruini.... non ci stiamo avviando verso uno Stato teocratico..... già ci siamo :((((((((((

Obbligatorietà dell'azione penale (???!!!...)

Nessuno (per quanto risulti) dei tanti solerti Procuratori della Repubblica ha ancora deciso di intraprendere una qualsivoglia "azione penale" - pur obbligatoria - nei confronti di alcuno di coloro che hanno quotidianamente violato e quotidianamente violano, con proterva insolenza, i chiari e non opinabili divieti di legge ricordati dal prof.Ainis sulla "STAMPA". Non sono un tecnico del diritto penale, ma suppongo che anche tali "omissioni" costituiscano di per sè illeciti penalmente rilevanti.

Quel che non capisco è perch

Quel che non capisco è perché si debba aspettare l'autonoma azione della magistratura. Se davvero si tratta di reati, denunciamoli noi, no? A cominciare dai casi più noti e devastanti: Ruini ecc.

Come Fassino, Cofferati o Bertinotti

Già, come gli inviti all'astensione a suo tempo lanciati da Fassino, Bertinotti o Cofferati. Eccoli: 14 giugno 2003 Se un referendum è sbagliato bisogna ridurne i danni, far mancare il quorum in modo da non pregiudicare misure legislative che affrontino la materia (P. Fassino, DS, l’Unità, in occasione del referendum sull’art. 18) 12 maggio 2003 …il carattere inutile e dannoso che ha questo referendum e la necessita' di evitare i danni che potrebbe produrre. Il modo migliore per renderlo inutile è non partecipare al voto. (P. Fassino, in occasione del referendum sull’art. 18) 12 maggio 2003 Questa è la strada migliore secondo me: non andare a votare. Il referendum è uno strumento democratico dagli effetti semplificati a volte addirittura rozzi, è un istituto di fronte al quale bisogna porsi laicamente scegliendo tra le tre ipotesi possibili: sì, no, non voto… Per questo penso che si possa decidere consapevolmente, ripeto consapevolmente, come esercizio attivo il non partecipare al voto. (S. Cofferati, Articolo 18: io non vado a votare. Intervista a S. Cofferati, l'Unità) 9 aprile 1999 Il Prc si batte per il ‘no’ al referendum ma non crede sia giusto ‘criminalizzare’ l’astensione, perché è anch’essa un’espressione politica. Sono contrario a criminalizzare quello che decide di non andare a votare, perché un referendum deve essere anche capace di guadagnare un consenso da parte degli elettori. E se non lo guadagna non è colpa dei cittadini ma del referendum stesso. (F. Bertinotti, in occasione del referendum sull'abolizione della quota proporzionale, intervista all'ANSA) (leggi qui quando l'argomentazione di Bertinotti era utilizzata dai DS in occasione del referendum sull'art. 18: http://www.dscagliari.it/varie/ds-art18-dom-risp.pdf)

Che c'entra? Fassino, Coffera

Che c'entra? Fassino, Cofferati e Bertinotti sono forse ministri di qualche culto?

C'entrano perche' il testo unico li menziona

Il testo unico della legge elettorale, art. 98 eccetera non tira in ballo solo ministri di culto, ma si riferisce ai seguenti soggetti: "Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare" Torno a suggerire di leggere per intero non solo il precedente articolo 98, ma anche l'art. 51 (e non solo) della legge 352/1970 prestando attenzione al fatto che non si parla solo di induzione all'astensione... Cari saluti, Renato Scotti
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