Intervista a Stephen Minger

Minger: “Per capire, la chiesa dialoghi con gli scienziati"

di Giulia Innocenzi

Lo scienziato degli embrioni uomo-animale lotta per l'approvazione finale della sua ricerca in Parlamento.

Bisogna essere pronti a spendere molto tempo e fatica per spiegare la scienza ai politici, alla stampa, a far passare il messaggio all'opinione pubblica, fare capire alle persone quello che vogliamo fare con la nostra ricerca". A dirlo è Stephen Minger, lo scienziato degli embrioni ibridi uomo-animale, in un'intervista lampo, rilasciata dall'aeroporto di Heathrow in partenza per un laboratorio di Copenaghen. L'appuntamento era per il giorno prima, ma l'audizione parlamentare cui ha partecipato, nei giorni caldi del dibattito per l'approvazione della legge per la fertilità e l'embriologia, si è protratta più del dovuto. "Negli scorsi due anni ho probabilmente passato migliaia di ore a rilasciare interviste alla stampa".

Stephen Minger,cosa sta succedendo nell'avanzatissima Gran Bretagna? Come si è arrivato al rifiuto dei ministri cattolici di votare la legge sull'embriologia e la fertilità?

La vicenda parlamentare è andata di pari passo al sermone pasquale del Cardinale di Scozia, O'Brien, che ha definito la mia ricerca "esperimenti alla Frankenstein". Il risultato è stato che il Primo ministro ha concesso libertà di voto su tre punti della legge: la creazione degli embrioni ibridi uomo-animale, la necessarietà del padre nella fecondazione assistita, la possibilità di far nascere un figlio con il giusto patrimonio di tessuti per salvare la vita del fratellino o della sorellina.

“Budda ha spiegato che ognuno deve giungere alla decisione finale attraverso la ricerca e la
sperimentazione, non affidandosi soltanto ai testi
religiosi. Quando la scienza
contraddice chiaramente le
convinzioni buddiste
accetteremo la scienza, non
le antiche credenze”.
(Dalai Lama. “Il mio Tibet. Conversazioni con il Dalai Lama”, di Thomas Laird, pubblicato da Mondadori).

Il nostro pensiero si rivolge al modo in cui i risultati delle scoperte della ricerca scientifica e tecnologica sono stati talvolta applicati. Nonostante gli enormi
benefici che l’umanità può trarne, alcuni aspetti di tale applicazione rappresentano una chiara violazione dell’ordine della creazione”
(Dall’intervento tenuto
da Joseph Ratzinger all’ONU).
".

Se l'Embryo bill non passerà,la sua ricerca sarà in pericolo.Tuttavia, gli inglesi si erano già espressi in favore della ricerca sugli embrioni ibridi.Perché il governo ora si tira indietro?

Sono fiducioso che la legge verrà adottata, anche nei suoi punti più controversi. Penso che il lavoro degli scorsi due anni darà i suoi frutti. Dalla nostra parte, però, possiamo contare sul supporto dell'opinione pubblica, della comunità scientifica, delle associazioni di malati. Tutto ciò ricade sulle spalle dei singoli parlamentari.

Negli Stati Uniti,la visita del Papa ha segnato una fase dell'amministrazione Bush. Conseguenze per l'avanzamento della scienza nei due paesi?

Penso che la Chiesa cattolica in Gran Bretagna abbia pochissima influenza, i cattolici rispetto alla popolazione rappresentano una percentuale molto bassa. La Chiesa, però, si è impegnata molto nel fronteggiare la ricerca sugli embrioni. E' molto importante discuterne, cercare il confronto. Abbiamo organizzato degli incontri con cardinali e parlamentari cattolici, nel tentativo di aprire un dialogo, cosicché possano almeno capire quello che stiamo facendo e le possibili conseguenze della scoperta di nuove terapie.

Se i paesi occidentali mettono troppi paletti alla scienza,pensa che le terapie e i farmaci del futuro dovranno appoggiarsi alla ricerca scientifica dei paesi in via di sviluppo? Non sorgerebbero maggiori questioni etiche?

Questa è una questione su cui sicuramente bisognerà soffermarsi. Ho meno remore nei confronti di paesi come la Cina, in cui gli scienziati devono seguire stringenti linee-guida etiche per fare clonazione e ricerca su embrioni e per portare nuove terapie nelle cliniche. Occorre invece stare attenti a paesi come l'India, dove la regolamentazione è quasi assente, nonostante gli scienziati abbiano tentato di inquadrare la ricerca in una cornice etico-normativa. Tuttavia, al momento si registra un'anomia che suscita molti dubbi, soprattutto fra i miei colleghi in Europa. Sarebbe auspicabile una regolamentazione internazionale sulla ricerca scientifica, tuttavia ad oggi non vi è l'interesse politico per dare vita a un organismo giuridico di tal fatta.

Quale pensa possa essere la causa principale del rapporto conflittuale fra Chiesa e Scienza?

Non saprei dire esattamente. Penso che la Chiesa non abbia ancora capito cosa stiamo facendo. Nel dibattito parlamentare in corso, un prete anglicano ha sottolineato che secondo lui gli embrioni creati da trasferimento nucleare di diverse specie animali, non equivalgono agli embrioni umani. Questo perché non possono essere impiantati, e anche se lo fossero, non potrebbero sopravvivere. Non hanno il potenziale di diventare esseri umani. La Chiesa cattolica non ha colto questo aspetto. Proprio per questo vogliamo instaurare un dialogo con la Chiesa, per far sì che possano veramente capire ciò che vogliamo fare.

Come sta andando la ricerca sugli embrioni ibridi?

Per essere onesti, noi non abbiamo ancora cominciato. Sto ancora facendo domanda per i finanziamenti, semplicemente perché non avrebbe avuto senso chiedere fondi senza avere la certezza che il governo avrebbe autorizzato la ricerca. Ma so che Lyle Armstrong, dell'Università di Newcastle, ha cominciato a produrre embrioni uomo-animale per la ricerca, visto che hanno ottenuto la licenza all'inizio dell'anno. Non ho dubbi che Armstrong avrà probabilmente successo nella sua ricerca.

Continua a pensare che la Gran Bretagna sia il migliore paese al mondo dove fare ricerca scientifica?

La mia opinione non è cambiata, anzi, forse si è consolidata, dopo quanto è successo in Parlamento. Inizialmente il governo era contro la nostra ricerca, ma dopo due anni di intenso dibattito siamo riusciti a convincerli della sua bontà e qualità. Ciò dimostra che gli scienziati possono influenzare il governo e l'opinione pubblica. Se l'Autorità per la Fertilità e l'Embriologia avesse rifiutato la nostra ricerca, l'avrei accettato, ma non avrei avuto lo stesso atteggiamento nei confronti di un rifiuto ideologico da parte del governo. Bisogna però avere la volontà di affrontare tutto questo.

Sabato, 31 maggio, 2008 - 16:14
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