Nella sentenza ho riletto il mio percorso

Nella sentenza ho riletto il mio percorso
Ho pianto, non per lui, non per motivi etici, non per motivi morali.
Ho pianto per la sua sofferenza. Per la sofferenza della moglie.
Degli amici. Di chi ha dato una mano. Ho pianto per il mio dolore,
di mia mamma di mio fratello degli amici che ci hanno aiutato durante
la malattia (SLA) che mi ha portato via mio padre 4 mesi fa.
Ho pianto per quello che la velocità della malattia (15 mesi) non
mi ha permesso di fare. Ho riletto nella sentenza il percorso
fatto da noi, non in anni ma in mesi (15),
con le sue differenze, ma con molti, troppi
punti in comune.
Fabrizio Comper
Verona

Lunedì, 5 novembre, 2007 - 17:13
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