Scienziati annunciano sciopero fame e scrivono alle massime cariche dello Stato e ai vertici Tv

[inline:1]Lettera aperta inviata alla cortese ed urgente attenzione: -del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi -del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi -del Presidente della Camera Pierferdinando Casini -del Presidente del Senato Marcello Pera -del Presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai Claudio Petruccioli -del Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò -del Direttore Generale della Rai Flavio Cattaneo -del Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.

Illustri Autorità, Signore, Signori, mentre siamo giunti a meno di tre settimane dalla scadenza referendaria del 12-13 giugno prossimi, abbiamo deciso -da scienziati, da ricercatori, da accademici, da cittadini- di rivolgerci a voi per le diverse funzioni di garanzia o di massima responsabilità istituzionale, politica e civile che ciascuno di voi riveste.

Riteniamo che sia in corso, in piena flagranza e con massima gravità, una profonda ferita non tanto dei diritti nostri o di quanti sono più direttamente interessati dagli effetti della Legge 40, ma dei diritti fondamentali di tutti i cittadini italiani.

In particolare, contro ciò che le leggi scritte tassativamente prescrivono e che è ribadito da regolamenti e delibere degli organismi di vigilanza e controllo, è sistematicamente negato il diritto dei cittadini a “conoscere per deliberare”, ad essere correttamente e completamente informati sulla rilevante scadenze elettorale che si approssima.

Quando già amplissima parte della campagna è alle spalle, sulle reti del servizio pubblico, l’informazione delle cosiddette “tribune” è relegata negli anfratti più oscuri dei palinsesti; quella delle cosiddette “trasmissioni di approfondimento” è pressoché nulla; quella dei telegiornali, tranne eccezioni, è irregolare nella quantità e discutibilissima nella sua qualità, assai spesso partigiana, scorretta, faziosa. E’ insomma in pieno corso non solo l’alterazione di una prova democratica, ma la commissione di un preciso reato: quell’attentato ai diritti politici dei cittadini (fattispecie chiaramente individuata dall’articolo 294 del Codice Penale) che può compiersi attraverso l’”inganno” ed è volto ad “impedire l’esercizio di un diritto politico” o a “indurre qualcuno ad esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà”.

Se possibile, appare ancora più patente il comportamento antigiuridico, oltre che civilmente indecente, del maggiore “concorrente privato” della Rai, Mediaset, che nonostante obblighi legislativi altrettanto precisi, e nonostante rassicurazioni e promesse private del presidente Confalonieri, opera per cancellare completamente (lo ripetiamo: per cancellare completamente) la nozione stessa dell’esistenza della prova referendaria.

Per questo, da scienziati, da ricercatori, da accademici, da cittadini, da persone che vogliono continuare ad avere fiducia in coloro a cui sono affidate responsabilità così rilevanti, chiediamo a ciascuno di voi di fare, con tempi adeguati alla gravità della situazione, quanto è necessario e possibile per interrompere questi comportamenti, e restituire ai cittadini italiani quanto è loro sottratto. Chiediamo che siano immaginate ed immediatamente inverate le misure compensative indispensabili per evitare di accettare a priori che il risultato referendario sia fondato su una gara falsata, antidemocratica.

Analogo intervento torniamo a sollecitare su almeno un’altra vicenda, che pure non potrà non interessare le autorità internazionali di monitoraggio elettorale. Ancora una volta, infatti, come già accadde nel 1999 (e si tratterebbe, di nuovo, di un evento inammissibile, in base agli standard di legalità elettorale internazionalmente accettati), saranno conteggiate ai fini del quorum alcune centinaia di migliaia di elettori italiani residenti all’estero, che non potranno in alcun modo esercitare i loro diritti elettorali (perché morti, dispersi, o per altre ragioni), e la cui inclusione tra gli elettori ha il solo obiettivo di rendere ancora più difficile il raggiungimento del quorum, e -con esso- l’efficacia giuridica dell’eventuale decisione abrogativa degli elettori.

Anche in questo caso, ci appelliamo a voi perché, in extremis, si superi la certa illegalità della prova elettorale: è ancora possibile sventare la vera e propria truffa che è in pieno corso ai danni dei cittadini e della legalità teoricamente vigente.

Riteniamo che nulla possa o debba rimanere intentato: interventi sanzionatori e di ripristino da parte delle autorità di controllo, ai fini del risarcimento di quanto è stato finora sottratto ai cittadini; messaggi alle Camere del Capo dello Stato; sedute straordinarie delle Camere; interventi normativi del Parlamento e del Governo. E’ in causa -insistiamo- non l’interesse nostro, o dei promotori del referendum, o dell’una o dell’altra porzione dell’elettorato, ma la concreta possibilità di evitare che legalità scritta e diritti dei cittadini siano ancora ridotti ad un mero flatus vocis, ad una flebile ed inutile emissione di voce, con concorso attivo oppure omissivo delle stesse istituzioni della Repubblica.

Per queste gravi ragioni, opponendo nuova speranza e nuova fiducia ad ogni tentazione di rassegnazione, e sperando di riuscire -così- ad interpellare le vostre coscienze, abbiamo deciso di avviare -dalla prossima mezzanotte- uno sciopero della fame, in attesa di risposte, atti e fatti concreti. E’ per tanti di noi un atto imprevisto, oltre che una decisione che ben difficilmente avremmo assunto, se non ci fossimo trovati dinanzi ad una realtà che ci appare gravissima, non ulteriormente tollerabile. E -teniamo a sottolinearlo- non lo facciamo per imporre (o anche solo per proporre!) un punto di vista: vi ricorriamo -invece- per aiutare i titolari di massime funzioni istituzionali e civili a far prevalere la lettera e lo spirito della legalità scritta.

Hanno deciso di promuovere con noi questa iniziativa e di partecipare allo sciopero della fame Demetrio Neri (Ordinario di Bioetica all'Università di Messina, membro del Comitato Nazionale per la bioetica), Maurizio Mori (membro del Direttivo della International association of bioethics), Adolfo Allegra (Direttore del Centro Andros, Palermo), Anna Pia Ferraretti (ginecologa, componente del Direttivo della Società Europea per la Riproduzione e la sterilità), Luca Gianaroli (Direttore Scientifico della Società italiana Studi di medicina della Riproduzione), Claudio Giorlandino (Direttore Centro Artemisia), Marcello Crivellini (Professore di organizzazione sanitaria al Politecnico di Milano), Fabrizio Starace (Direttore area sociosanitaria ASL Caserta 2, Docente di Epidemiologia comportamentale Università di Napoli). Si sono aggiunti negli ulitimi minuti anche Carlo Flamigni (Direttore Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica I° "P. Sfameni" di Bologna. Membro Comitato Nazionale per la Bioetica) e Antonino Forabosco (Professore di Genetica medica all'Università di Modena e Reggio Emilia).

Rimaniamo in attesa di riscontri, sperando che siano adeguati -per contenuti e tempestività- a quanto vi sottoponiamo.

A presto, auguri e grazie.

Gilberto Corbellini (ordinario di storia della medicina, Università "La Sapienza")
Luigi Montevecchi (medico, ginecologo)

le adesioni allo sciopero della fame dei ricercatori, medici, accademici, scienziati

Lunedì, 23 maggio, 2005 - 16:28

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vespa

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