"Nomenclatore" chi era costui?

di José De Falco

"Nomenclatore tariffario per le protesi ed ortesi", il nome è sicuramente respingente ed ai più non significa assolutamente nulla; ma per migliaia di malati e disabili da questo documento dipende la qualità della vita. Il "nomenclatore" altro non è che il documento in cui sono individuati i criteri per le prestazioni di assistenza protesica erogabili nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale, le norme vigenti prevedono che esso debba essere rinnovato al massimo ogni tre anni, l'attuale nomenclatore risale al 1999. Ad oggi, marzo 2008, non è stato ancora rinnovato, come giudicare questo immobilismo questa inanità della politica? L'innovazione tecnologica ha fatto passi da gigante anche nel campo protesico, Luca Coscioni lo ha sperimentato sulla sua pelle e proprio grazie ad essa è riuscito, quando la malattia gli impediva la parola, a presiedere Radicali Italiani e fondare l'Associazione Coscioni.

Luca non si è limitato ad utilizzare questa tecnologia ma dalla sua esperienza, con il suo esempio, è nata la campagna "libertà di parola". Era il 1999. In questi anni abbiamo dato rilievo politico allo scandalo del mancato rinnovo del nomenclatore, abbiamo fatto conoscere ai malati ed alle loro famiglie la possibilità di non essere costretti al silenzio, abbiamo conseguito delibere regionali con stanziamenti ad hoc per la fornitura di comunicatori simbolici. Nel gennaio del 2007 il ministro Turco, su nostra sollecitazione, si è impegnata a stanziare 10 milioni di euro come fondo speciale per l'acquisto nei comunicatori assumendosi l'impegno a rinnovare il nomenclatore. È stata istituita presso il ministero una commissione ad hoc per il suo rinnovo che dopo un anno ha licenziato un documento approvato il 26 marzo dalla Conferenza Stato - Regioni, nulla sembrerebbe arrestare ormai la sua emanazione salvo il necessario assenso del Ministero del Tesoro all'impegno di spesa. Mentre scriviamo siamo in attesa che il procedimento si perfezioni e la storia infinita di un obbligo di legge si concluda con "soli" sette anni di ritardo.

Queste pagine documentano la battaglia che abbiamo condotto: dovremmo esser fieri di esser stati il motore principale di questa riforma ma su tutto aleggia la triste consapevolezza di uno stato che non riesce ad onorare le sue leggi, di un contesto dove gli ordinari atti di buon governo sono conquistati palmo a palmo da i soliti Coscioni-Radicali; un gruppo di partigiani delle legalità che testimonia quotidianamente da cinquant'anni la sua scandalosa inintegrabilità ad uno Stato che spesso più che arcigno è semplicemente ottuso nella sua incapacità di corrispondere ai bisogni dei cittadini.

Martedì, 8 aprile, 2008 - 15:14
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