Non lasciamoci ingannare dal libro "Sante Ragioni"

di Rocco Berardo

Per gli autori Pievani e Castellacci Welby era solo “un attivista per i diritti dei disabili”. L’Associazione Coscioni? Cancellata come il suo impegno politico.

Nella prefazione al suo libro "Se una notte di inverno un viaggiatore" Italo Calvino descrive il lettore che, dentro una libreria, passa fra scaffali colmi di libri che vorrebbe leggere e non ha mai letto, di altri che vorrebbe rileggere, di altri ancora che se avesse il tempo sicuramente leggerebbe. Come nei panni del personaggio di Calvino mi ritrovo in una libreria, una di quelle che hanno pile di libri accatastati verticalmente come grattacieli, e la mia attenzione si ferma su uno con un titolo accattivante: "SANTE RAGIONI", preceduto in piccolo da una frase che ne sconvolge il senso: "Non lasciamoci ingannare dalle...". Sottotitolo: "Dal nascere al morire: La mano della Chiesa sulla nostra vita", di Telmo Pievani e Carla Castellacci. Sfogliando qua e là le prime due parole che si incontrano sono "Giovanni Nuvoli", e poche righe più giù "Piergiorgio Welby".

Scorrendo via via il libro, si vede che parla di testamento biologico, di eutanasia, di fecondazione assistita, di staminali, di family day, poi di bioetica e persino della composizione del "Comitato Nazionale", che di questo argomento dovrebbe istituzionalmente occuparsi. Sarà un libro su di noi, si potrebbe immaginare. A dire il vero non si trovano, lì per lì, citazioni sui radicali o sull'Associazione Coscioni, ma forse non si è guardato con sufficiente attenzione. Verso 13,60 euro alla cassa e il libro è mio.

Lo leggerò con calma e ci sarà tutto, penso. Bene, se una notte d'inverno ti dovessi imbattere anche tu in questo libro, scopriresti che Piergiorgio Welby non è stato il co-Presidente dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, ma - proprio così è scritto - "...fino a che la progressione della malattia non gli aveva impedito di continuare, Welby era stato un'attivista per i diritti dei disabili...". Mi fermo qui nella disamina del volume: inutile andare avanti, su decine e decine di citazioni di Piergiorgio Welby la cifra informativa è sempre la stessa: Welby, secondo gli impagabili autori, è nato dal nulla. Della vicenda di Piergiorgio viene rimossa e condannata all'oblio la connotazione politica, quella forte, decisa, cosciente, inequivocabile connotazione che lui aveva voluto dare alla sua vita, fino all'ultimo giorno quando chiese che la drammatica sera del 20 dicembre 2006, assieme ai familiari, fossero al suo fianco anche i compagni di lotta Marco Pannella, Marco Cappato e Rita Bernardini.

E' la stessa fine che tocca ancor oggi alla memoria di Enzo Tortora. E lo stesso si può dire di Giovanni Nuvoli, che aveva potuto parlare, far sapere di sé e delle sua intenzioni ben oltre la sua piccola e isolata stanza di rianimazione, grazie alle iniziative e alla collaborazione - da lui fortemente voluta - dell'Associazione Coscioni, in particolare di Marco Cappato e del medico radicale Tommaso Ciacca. In quel libro, nonostante una continua relazione sui casi Welby e Nuvoli, nulla di tutto questo: non una parola sulla parte più significativa delle loro storie, delle loro vicende umane. E poi: il referendum sulla fecondazione assistita? Su Luca Coscioni ancora nulla: un silenzio davvero, per le coscienze, assordante. Parlerà, almeno genericamente, di sfuggita, di radicali? Nemmeno questo contentino. Zero assoluto.

Almeno nelle note? No, nelle note tutti i documenti sono tratti dal sito dell'Aduc, ma non certo dal sito dell'Associazione Coscioni. Di fronte a queste - ormai quotidiane - evidenze il lettore del libro potrebbe essere colto quantomeno dall'ironico sospetto che l'Italia sia tornata sotto la giurisdizione politica del Vaticano, com'era stata prima del 1870 e della breccia di Porta Pia. Impressione esagerata, forse, sul solo piano formale, ma drammaticamente esatta sul piano politico, culturale, civico e morale: l'Italia è assoggettata al potere della Chiesa, e sui temi della laicità c'è ormai da stare continuamente all'erta, perché nonostante le professioni di fedeltà alla Repubblica, alla Costituzione e al suo spirito laico, in Italia non c'è nessuno che osi opporsi a quel potere, e tutto può accadere.

Avrete anche voi notato che il termine "radicale" è ormai attribuito - del tutto impropriamente, e anzi abusivamente - alla Sinistra Comunista- Verde (li definiscono così, "Sinistra radicale" anche dopo la formazione della cosiddetta "Sinistra-Arcobaleno"). C'è da attendersi che la stessa sorte tocchi all'Associazione Coscioni (magari a vantaggio di una qualche associazione cattolico- integralista) visto che il processo politico è ormai volto, sempre più spregiudicatamente, non solo alla censura delle attribuzioni politiche, ma perfino dell'esistenza delle forze realmente antagoniste e alternative.

La loro clandestinizzazione e, prima o poi, l'oblio sulle loro iniziative, è l'obiettivo consapevole o "naturale" - da riflesso pavloviano - di un regime che autoalimenta la propria illegalità assecondando la cifra di un politicantismo corrotto e senza moralità. Sarebbe così difficile vedere affermata la moralità di riconoscere Welby nella sua qualità di co- Presidente dell'Associazione Coscioni? Forse no. Il riconoscimento potrebbe essere, anzi, patrimonio comune e condiviso dall'opinione pubblica intera. Forse quella laicità che in Italia latita sarebbe invece viva e robusta, se il cittadino medio fosse informato chiaramente e onestamente da libri, giornali, e televisioni, così da essere messo nelle condizioni di riconoscere, e quindi sostenere, coloro che si battono per difenderla e affermarla. Come vediamo dagli esempi qui citati, questo non avviene.

Il libro di cui abbiamo parlato offre, in quarta di copertina, una citazione di Ernesto Rossi: "Io appartengo alla sparutissima schiera di coloro che credono ancora sia dovere di ogni uomo civile prendere la difesa dello stato laico contro le ingerenza della Chiesa in Parlamento, nella scuola, nella Pubblica Amministrazione". Ecco - se gli autori ce lo consentono - anche noi apparteniamo, probabilmente, alla "sparutissima schiera" alla quale si ascriveva Rossi. Purtroppo, se l'informazione continuerà a comportarsi come in questo libro, gli "sparutissimi" diverranno presto "sparitissimi". E dunque, in conclusione, cari Pievani e Castellacci, andate a quel paese, italiano o vaticano che sia. Lascio a voi la scelta.

Sabato, 12 gennaio, 2008 - 16:54

commenti

peccato..

"In questo contesto il riferimento all'Associazione Coscioni ci poteva entrare, ma anche no. Come autrice ho fatto una scelta, che è stata quella di non farcela entrare." non è che non ce l'ha fatta entrare: ci ha fatto entrare solo ciò che le serviva. ma il fatto stesso di trascurare il principale (se non l'unico) artefice dell'emersione di questioni così importanti, come se l'esistenza dell'associazione coscioni fosse un dettaglio irrilevante per lo sviluppo di una società fondata sul diritto, rende "sante ragioni" null'altro che un utile compendio di cronologie di eventi, un lavoro di compilazione. quello che continua a stupirmi, è come invariabilmente si coltivino rivalità e divisioni, laddove bisognerebbe sviluppare sinergie.

Onestamente, che del libro

Onestamente, che del libro non si parli della vita di Welby é la cosa che meno mi tange. Un libro scritto per analizzare le ingerenze della Chiesa deve necessariamente interessarsi al caso e non alla vita di questa o quella persona, di cui al lettore del libro - per quanto possa esserne interessante la biografia o pensiero - non interessa in quell'ambito del discorso.

Complimenti, Castellacci!

>Castellacci scrive:

>In questo contesto il riferimento all'Associazione Coscioni ci

> poteva entrare, ma anche no.

> Come autrice ho fatto una scelta, che

>è stata quella di non farcela entrare. Se a Berardo non piace

>questa scelta ha tutto il diritto di criticarla, ma cosa c'entra la censura?

 

Ma cosa vuol dire questa frase?

Che razza d'idiozia! Come si fa a parlare di Piero Welby senza parlare dell'Associazione Luca Coscioni?

E' come scrivere una biografia su Silvio Berlusconi senza parlare di Forza Italia!

La solita persecuzione anti-Radicale, complimenti!

Voi paragiornalisti e le vostre volute mutilazioni di biografie le conosciamo bene: lo schema e' sempre lo stesso, ossia parlare d'un certo personaggio amato dalla gente eliminando completamemente dalla sua storia l'impegno politico con il Partito Radicale.

Ecco cosa e' successo alle biografie di Enzo Tortora, Leondardo Sciascia, Gino Bramieri, Oriana Fallaci, Gigi Sabani, ecc ecc...

Non v'e' traccia dell'impegno politico con i Radicali!

Vegognatevi

www.coscioniunige.altervista.org

VIVA I RADICALI

http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=97756&numero=6252&title=DOWNLOAD da http://win.casoli.info/severinomingroni/la_comunicazione_della_mia_lis.ppt abbasso i dogmatismi religiosi e politici.

risposta

Chi fosse interessato può leggere la mia risposta qui: http://valideragioni.ilcannocchiale.it/post/1745482.html
Cordialmente
Carla Castellacci
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