Parentopoli universitarie

“Non riesce, ma si impegna”. Così ti nomino il ricercatore

di Aldo Bianchini

Il caso di Nicola Pasquino, figlio del rettore dell’Università di Salerno, unico a presentarsi al concorso per un posto di ricercatore. La vicenda raccontata in esclusiva dal giornalista che ha portato il caso alla ribalta.

"Laureato non ti voglio - Nell'industria solo cinque dipendenti su cento hanno fatto l'università. Un record negativo in Europa che penalizza lo sviluppo. E una ricerca rivela che spesso a evitare i "dottori" sono proprio gli imprenditori". Inizia con questo titolo un approfondimento di Luca Piana su "L'Espresso" n.26/2008 che descrive alla perfezione il degrado in cui stanno sprofondando le Università italiane che sfornano "cervelli ignoranti". Di chi la colpa? verrebbe da chiedersi. Probabilmente del livellamento verso il basso, in senso culturale e didattico, dei numerosi docenti, assistenti e ricercatori che operano negli atenei grazie alla cosiddetta "parentopoli"; come dire che se non si è figlio, nipote o parente di un "barone" nell'università non si entra.

Il caso, forse più clamoroso, di parentopoli lo ha subito l'Università di Salerno/Fisciano dove addirittura il figlio del Rettore "Raimondo Pasquino", dopo la laurea nel 2001, avrebbe (usiamo il condizionale per dovere!) ottenuto nel 2004 un posto di ricercatore (Tecnologie e sistemi di lavorazione) nella stessa università retta dal padre come unico candidato. Del caso ne hanno parlato un po' tutti, da "La Repubblica" al "Corriere della Sera". Il quotidiano "La Repubblica" del 10/10/2007, infatti, pubblica per primo la notizia che il figlio del Rettore avrebbe superato il concorso di ricercatore, senza avere pubblicato un bel nulla. Come dire né una monografia, né un saggio, né un articolo, né una formula scientifica. Niente di niente, insomma, neppure un rigo.

Verrebbe da dire "il tutto a costo zero" per un impegno di spesa pari a 100.000,00 euro all'anno, euro più euro meno. Tanto devono, infatti, le università mettere a bilancio per un posto di ricercatore. Basta consultare il sito di quella università per verificare la fondatezza della denuncia attraverso la lettura dei verbali ancora in rete, salvo loro recente eliminazione. Riferendosi al candidato-vincitore sui sei partecipanti, l'ex-dottorando napoletano ironizza sulla "grande qualità della persona" e sostiene che "il rettore Pasquino, dell'Università di Salerno," (come la figlia del rettore Trombetti, N.d.R.) "ha nel suo stesso dipartimento, e quindi ateneo, il figlio come ricercatore." A tale proposito, il dottorando Enrico Martinelli (della federico II di Napoli) dalle pagine del citato quotidiano riferisce su alcune incongruenze apparentemente inverosimili per quanto concerne la verbalizzazione degli atti di quel concorso svoltosi in piena estate del 2004 e richiama l'esigenza di una indagine della magistratura. A suo dire, infatti, mentre nei rispettivi giudizi individuali i commissari escludono a verbale l'esistenza di pubblicazioni del vincitore, nella valutazione collegiale sostengono, sempre a verbale, l'esatto contrario. E, cioè, che "il giudizio positivo sulle pubblicazioni"; ma di quali pubblicazioni si favella! Da qui il dubbio legittimo di Martinelli e l'esigenza di un'indagine della magistratura. Potrebbe sempre trattarsi di un errore materiale, aggiungeremmo noi.

Quello che sorprende è che il giorno dopo, l'11 ottobre 2007, sempre nelle pagine regionali de "La Repubblica" riservata ai lettori, il quotidiano pubblica una seconda lettera dal titolo preoccupante e deciso insieme: "Salerno, indaghi la magistratura"; è una lettrice/universitaria salernitana disperata che chiede l'intervento della magistratura e denuncia che alle prove del 26 agosto 2004 (stesso giorno del compleanno del Magnifico) su sei candidati se ne presentò uno soltanto: l'ingegnere Nicola, figlio del rettore. Tutto verbalizzato, per carità, in forma assolutamente legale. Insomma in piena estate una commissione composta da vari docenti si riunisce per lo svolgimento del concorso.

Un altro lettore scrive per raccontare "il rischio di grave depressione della cultura della legalità che oggi esiste all'interno delle mura degli atenei" e con assoluta chiarezza spiega come si giunge alla designazione dei "commissari esterni" che sono quelli più "malleabili" dalla baronia universitaria nel buco nero della parentopoli. Si va avanti e si scopre che degli altri cinque candidati a quel posto di ricercatore uno non aveva la laurea idonea, un altro non aveva dato qualche esame necessario per quel posto, che nessuno poteva vantare apposite pubblicazioni, che alcuni di loro si erano laureati con voti al di sotto del 105 richiesto come minimo, e cosi via. Perché qualcuno non li interroga quei candidati? Perché non lo fanno i Procuratori della repubblica di Salerno o, forse, di Napoli per competenza territoriale visto che il figlio del Procuratore della Repubblica di Salerno è ricercatore nella facoltà di giurisprudenza di Salerno retta dal rettore Pasquino? L'inchiesta giornalistica locale risale all'ottobre del 2007; ad oggi c'è un solo indagato: il sottoscritto, denunciato dal Rettore per un'altra denuncia giornalistica che lo vede direttamente coinvolto e per la quale, grazie a Dio, è indagato anche Lui.

Il documento ancora online

Per leggere i verbali del concorso all'Università di Salerno che hanno visto protagonista Nicola Pasquino, figlio del Rettore, vai su: http://concorsi.seda.unisa.it/concorsi2004-1/ricercatore/rING-IND-16ing1... http://concorsi.seda.unisa.it/concorsi2004-1/ricercatore/rING-IND-16ing1...

La lettura ha dello straordinario: un concorso con un unico candidato presente, nessuna pubblicazione sul suo curriculum, ma con i giudizi entusiasti della commissione giudicatrice

Giovedì, 3 luglio, 2008 - 18:31
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it