Patrizia: dalle piaghe ad un sorriso

di Patrizia Pulcina

Mi chiamo Patrizia, sono di Vercelli e compirò 28 anni il prossimo luglio. Da quando ne avevo 3 soffro di una forma particolarmente fastidiosa, acuta e resistente di dermatite atopica. Vorrei dire subito che sono consapevole del fatto che esistono malattie ben peggiori della mia. Racconto questa mia storia solo per condividere con voi un percorso un po' complicato, nella speranza semplicemente di essere vicina al cuore di chi leggerà e soprattutto che qualcosa in Italia cominci a funzionare meglio in ambito medico-sanitario. Sono una studentessa universitaria, innamorata della vita e felice e grata di essere al mondo. A volte mi stupisco io stessa di come la mia voglia di vivere più nascosta e profonda abbia sempre il sopravvento e mi salvi di continuo dal perdere la speranza e il sorriso. Faccio parte di quel 10% di casi in cui la d.a. resiste anche dopo la pubertà. Generalmente è considerata come una malattia dei bambini, e, in effetti, sono i più piccini a soffrirne maggiormente (e secondo alcune statistiche in numero sempre crescente), ma pochi sanno che anche negli adolescenti e negli adulti il problema può persistere e in alcuni casi peggiorare. Ecco, questo è proprio il mio caso. La mia pelle mi ha creato problemi anche psicologici: già non mi consideravo una gran bellezza, con quelle labbra sempre gonfie e rosse, quegli occhi sempre segnati, quel prurito incessante: non era tanto facile far finta di niente, soprattutto col sesso opposto. Ovviamente ho provato e sperimentato ogni tipo di preparato, medicinale e cura.

Due anni fa ho creduto per la prima volta nella mia vita di aver toccato il fondo. Da mesi subivo un grave riacutizzarsi della malattia: molte zone del mio corpo erano ricoperte di piaghe. Il prurito era fortissimo e su tutto il corpo, zone intime comprese. Riuscire a dormire era un lusso che poche volte mi era concesso, la capacità di concentrazione quasi pari a zero. Inaspettata e inattesa è arrivata la separazione dal mio ex ragazzo: un trauma che ha portato ad un peggioramento repentino. Dalla sera alla mattina, letteralmente, le piaghe si sono espanse. Non riuscivo a lavarmi, il getto della doccia mi apriva la pelle come quando si pela una patata bollente, gli strati di crema che spalmavo sul corpo non erano mai sufficienti. Mio fratello mi ha vegliata fino alle cinque di mattina, una volta, perché i nervi erano a pezzi e il prurito così atroce che saltavo nel letto come un grillo. Risparmio ulteriori particolari, anche perché ogni volta che ripenso a quei giorni rivivo nel cuore la stessa sensazione di disperazione, di dolore infinito, di profondo sconforto e angoscia. Poi, piano piano, mi sono rimessa in piedi.

Tra alti e bassi ora sembra che le cose vadano meglio. Sto sperimentando cure nuove, speriamo che servano! Mi piacerebbe che il Ministero della Sanità decidesse di riconoscerla come malattia sociale, o che almeno le case farmaceutiche abbassassero i prezzi dei loro prodotti: io, o meglio, i miei genitori, sostengono spese non indifferenti per le cure. Nel mio piccolo combatto piccole quotidiane battaglie contro un corpo che a volte mi sembra si comporti in modo estraneo alla mia volontà. Ma sorrido, sempre... o almeno ci provo! E un sorriso e un abbraccio forte, coraggioso e sincero, a tutti coloro che lottano contro la propria sofferenza è tutto quel che volevo comunicare con la mia storia.

@pprofondisci Per leggere e commentare questa ed altre "storie di speranza", ww.lucacoscioni.it/flexinode/list/10

Mercoledì, 5 marzo, 2008 - 17:38

commenti

ciao

Ciao, quanto ti capisco. Anche io, come te, sono uno di quei pochi che "scatta" perchè dell'acido si sta spostando da dentro il corpo fino alla pelle, che dopo dieci ore di sonno non riesce ad alzarsi perchè è in ipoglicemia, dato che tutto lo zucchero è diventato acido cloridrico ed ha un sistema immunitario devastato da cortisone e antibiotici. La reazione della sanità a questa situazione è vergognosa e le conoscenze insufficienti... chi l'avrebbe mai detto che mi sarebbe bastato modificare la mia dieta... soffro ancora di D.A., ma è sensibilmente migliorata eliminando pane, pasta e dolci. Se vuoi fare due chiacchiere scrivimi. Ciao. Beppe.

Ciao Patrizia, mi chiamo

Ciao Patrizia, mi chiamo Denis e sono di un mese più giovane di te; ho letto il tuo articolo e ahimè, sembri la mia controfigura... sto curando il problema con cortisone e decine e decine di creme, avendo già provato omeopatia, ciclosporina senza alcun effetto.... Vorrei sapere se e come hai risolto il problema Un abbraccio da chi ti capisce perfettamente
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it