Scuola Luca Coscioni

Pedagogia e politica nella galassia radicale

di angiolo bandinelli

Resoconto e bilancio del primo esperimento della Scuola Estiva Luca Coscioni, un seminario su liberalismo e libera ricerca con la “variante” radicale.

Difficile dare un giudizio complessivo - come vengo sollecitato - sulla "scuola Coscioni" che si è svolta a Marina di Camerota tra il 15 e il 19 settembre. Penso che si chieda a me di darne un giudizio riepilogativo in quanto a me, assieme ad Annalisa Chirico, fu affidato da Marco Cappato e Rocco Berardo l'incarico di delineare una prima bozza dell'esperimento di seminario, mai prima tentato, ed anzi visto sempre con diffidenza nell'ambito della galassia radicale, per il rischio di possibile caduta nella mitologia delle dogmatiche e rituali scuole di partito. Partendo da una informale chiacchierata, con Annalisa lo scambio di idee, informazioni, giudizi e anche dissensi, per arrivare al risultato di quei cinque giorni, è stato complesso e lungo. Va comunque riconosciuto a lei, quasi al 100%, il merito di aver scovato validi docenti da associare nell'operazione. Per quel che ne ho ascoltato io (confesso, non li ho seguiti tutti...) le scelte sono state buone. E' stato assai interessante inseguire le sfaccettature attraverso le quali è stato riletto l'antico modello culturale-politico liberale. Visto che di liberalismo si parla ancora piuttosto a sproposito, questa parte del convegno è stata, a mio avviso, fondamentale e va ripresa, approfondendo ancora il confronto tra i diversi modelli di liberalismo, da quello classico a quello di tradizione italiana, al libertarismo spinto degli anarcocapitalisti e a quello radicale. Credo che su questi temi sia opportuno tornar sopra, in un momento in cui il liberalismo viene chiamato in causa, tra l'altro, dalla crisi del globalismo perfetto e dal ritorno di tendenze keynesiane. Personalmente, ritengo che la "variante" radicale del liberalismo sia una "sfida", e persino un superamento degli altri modelli. Ce lo dice già il titolo generale della scuola - o seminario - di Marina di Camerota, che associava insieme "liberalismo" e "libera ricerca". Solo nelle analisi e nelle lotte della Associazione Coscioni si è individuato il nesso inscindibile che lega, nell'attualità etico-politica non solo italiana, i due termini: dopo Galileo, ancora una volta il crinale degli scontri di libertà corre sui temi propri alla scienza, dalla sua domanda di libertà rispetto a poteri e fondamentalismi. Persino la relazione del prof. Mario Patrono, docente della Sapienza, "Le nuove frontiere del costituzionalismo", apparentemente lontana da questi problemi, ha offerto spunti di estremo interesse, quando ha evocato la necessità che le eventuali innovazioni in tema di possibili e auspicabili forme costituzionali pongano in primo piano i temi attinenti al nuovo e inedito posto che ha assunto il corpo dell'uomo come soggetto di diritto. Che ci sia bisogno di una elaborazione nuova dei temi propri alla galassia radicale lo hanno confermato peraltro, questa estate, altre occasioni nelle quali la galassia ha assunto una funzione che vorremmo dire, un po' enfaticamente, pedagogica. La scuola Coscioni si è aggiunta a una serie di eventi di diverso rilievo ma tutti convergenti verso quel fine: il "colloquio" sulla libertà religiosa, svoltosi a Bruxelles, nella sede del PE, alla fine di agosto, la commemorazione del XX settembre 1870 a Londra, il "Bar-Camp" tenutosi a Roma dal 3-5 ottobre sulla nondemocrazia italiana, promosso da radioradicale. it, nel corso del quale le voci dei partecipanti si sono incrociate in un rimbalzare di domande e risposte interattivo e dunque particolarmente stimolante. Ho suggerito agli organi dirigenti radicali di raccogliere insieme i momenti più interessanti e validi di queste diverse esperienze, così da offrire ai lettori una sorta di "enciclopedia" del pensiero, o forse proprio della "teoria" radicale. Potrebbe essere utile anche per quel mondo accademico che si ostina a ignorare la ricchezza degli spunti di ricerca teorica offerti dall'esperienza dei militanti di questa o quella ramificazione della galassia pannelliana. Mi pare che l'atmosfera di novità, e la tensione verso una ricerca dai confini originali dei cinque giorni di seminario, sia stata colta anche dagli studenti (e non studenti) che hanno partecipato ai lavori. In particolare, essi hanno riconosciuto che la scuola è stata "abbastanza originale come sviluppo e come contenuti", offrendo la "possibilità di accedere a contenuti e informazioni che avremmo avuto difficoltà a reperire", anche se avrebbe potuto dare "più spazio a proposte e interventi anche pratici", e stimolare "momenti di confronto". L'esperimento, si può insomma dire, è riuscito. Potrà essere perfezionato e sviluppato nelle prossime edizioni, che di certo non mancheranno.

Venerdì, 10 ottobre, 2008 - 18:03
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