Perché i nuovi diritti civili occorrono al PD. Senza sarebbe più debole e povero.

di Luigi Manconi*

Sarò al Congresso di Salerno poiché mi piace rivendicare con vanità il fatto di essere stato il primo a presentare in Italia un disegno di legge sul testamento biologico nel 1995. Seguo questo tema, cui dobbiamo dedicare molte energie. Poi sarò al Congresso perché la vicenda di Piero Welby ha rappresentato un'autentica svolta nella mentalità italiana. "Dal corpo dei malati al cuore della politica" è una parola d'ordine che io condivido incondizionatamente; il corpo è al centro dei conflitti politici di tutte le società democratiche, con la sua materialità, con la sua corporeità, con ciò che rappresenta nell'esistenza quotidiana delle persone in termini di piacere e di sofferenza è la vera questione centrale della politica contemporanea. Spiace che pochissimi se ne siano accorti, e i radicali sono tra questi e dunque mi sembra doveroso che io sia con loro in queste battaglie. Da sempre il linguaggio produce, fa, determina conseguenze. Parlare male è un momento di manipolazione della coscienza che si manifesta spesso nella lotta politica. Oggi si definiscono "questioni eticamente sensibili" quelli che invece sono i "diritti civili", che hanno a che fare con gli spazi di libertà, rimandano all'autodeterminazione dell'individuo e a garanzie sociali di emancipazione degli individui che sono prioritarie rispetto a tutto. Prima ancora di un qualsiasi giudizio morale vale infatti una questione di libertà. Il dibattito attuale è gravemente alterato dal fatto che l'opzione morale riguarda il sistema di valori di origine cristiana cattolica nel nostro paese e che, di fronte a questo, nel migliore dei casi c'è spesso una rivendicazione dei diritti civili in chiave utilitaristica, "sindacalistica". Questo è un errore clamoroso a cui anche i non credenti hanno contribuito, rinunciando a creare un proprio sistema di valori moralmente fondato. Questo è il nodo, cioè il fatto che alla fondazione morale di parte cattolica non siamo stai in grado di opporre una politica che abbia un fondamento morale di origine non cattolica. Ritengo che il Partito Democratico abbia interesse al fatto che siano presenti al proprio interno diverse opzioni morali e culturali, come ritengo che queste tematiche possano essere rappresentate comunque anche dai radicali che, fedeli alla tradizione della "doppia tessera", debbono ottenere questa libertà di tesseramento. Se nel PD le tematiche di natura libertaria fossero espunte sarebbe un grave impoverimento, una riduzione della possibilità di attrazione di quel partito. Quando io aderii al partito Democratico ritenevo che all'interno le opzioni anche radicalmente diverse dovessero confrontarsi, poiché sono rappresentative della società. Se selezionassimo le opzioni politiche e culturali ci condanneremmo a una condizione di minorità. Serve una sede unitaria per discutere di quelle questioni.

 

*Sottosegretario alla Giustizia, esponente del Partito Democratico, Luigi Manconi è uno dei parlamentari iscritti all’Associazione Coscioni

Lunedì, 4 Febbraio, 2008 - 13:27
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