Eutanasia e Biotestamento: 1) Organizza un'iniziativa comunale 2) Fai il tuo testamento biologico 3) Firma la petizione

tutti i tavoli svolti dall'inizio della campagna - preannuncia il tavolo

Mentre il Regime prepara la legge CONTRO il Testamento biologico, continua la raccolta firme "Con Welby e Englaro, liberi di scegliere: Petizione al Parlamento per il Testamento biologico e l'Eutanasia, per creare una rete di cittadini che vogliono resistere al potere clericale. E nei Comuni (mappa) l'iniziativa per il registro dei testamenti biologici. Anche attraverso la petizione al Comune (scarica la petizione per il registro) Partecipa anche tu! 

Noi sottoscritti,

chiediamo che nelle scelte relative alla fine della vita sia rispettato il diritto all'autodeterminazione di ciascun individuo, per abbattere il fenomeno dell'eutanasia clandestina e di quella cattiva morte "all'italiana", fatta di violenza contro i malati, accanimento terapeutico e imposizione di sofferenze;

chiediamo il riconoscimento legale del testamento biologico attraverso il quale le scelte individuali siano obbligatoriamente rispettate e che includa la possibilità di rinunciare alla nutrizione e idratazione artificiale;

chiediamo anche che sia effettuata un'indagine conoscitiva parlamentare sull'eutanasia clandestina e gli altri aspetti della morte all'italiana, e che siano discusse le proposte di legge per la legalizzazione o depenalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito.

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Lunedì, 30 agosto, 2010 - 19:02

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biotestamento dalle chiese tedesche

TESTAMENTEO BIOLOGICO PROPOSTO DALLA CHIESA CATTOLICA E DALLE CHIESE PROTESTANTI NELLA REPUBBLICA FEDERALE TEDESCA

 Ho avuto in mano (dall’associazione “Noi siamo Chiesa” di Milano) questo documento importante sulle dichiarazioni anticipate,che si compone di tre elementi : -

  1. disposizioni assistenziali-sanitarie del paziente cristiano (ovviamente può essere utilizzato da chiunque modificando o togliendo tale specificazione),dove si prevede anche la possibilità dell’assistenza religiosa secondo la propria confessione; è poi previsto uno spazio ,di seguito , per disposizioni aggiuntive
  2. Procura preventiva in cui si indica la persona che ci rappresenta nel dare forma o esprimere la propria volontà, nel caso in cui non lo si possa più fare personalmente; poi la procura suppletiva : nel caso in cui la persona sopraindicata(a rappresentarci) fosse impedita dall’esercizio del mandato -istruzioni vincolanti per assistenza e cure mediche; infine viene indicata una persona di propria fiducia , l’assistente, (può coincidere con quella nominata nella Procura preventiva, ma anche essere un’altra) e la persona che NON deve in nessun caso essere nominata come prestatore/trice di assistenza per sé.

Questo documento mi pare abbia una elemento in più, rispetto a quelli proposti in parlamento e altrove di notevole importanza : la possibilità di indicare , ANCHE il nome di chi NON SI VUOLE sia nominato come assistente (portavoce)delle proprie scelte. Questa possibilità è molto importante credo, perché spesso chi è contrario al testamento biologico individua un pericolo significativo(rispetto al quale non intravede una tutela,se non nel rinunciare a redigere tale strumento) nel fatto che una persona potrebbe essere ‘indotta’ a scrivere determinate cose. Indotta non tanto nel caso in cui le scriva in un momento passeggero di scoraggiamento(magari dettato dalla situazione ‘intorno a sé’ di non o mala assistenza, più che dalla propria malattia) perché in qs caso sappiamo che è possibile cambiarlo(il testamento), ma invece nel caso in cui ci siano persone che possono manipolarla psicologicamente nel tempo, si può essere vittime della manipolazione altrui anche fino alla fine dei propri giorni…. Credo ci si possa accorgere con largo anticipo quando si incontra una persona così, anche nella propria famiglia, e dunque la possibilità di indicare nel proprio testamento biologico il nome ANCHE di chi NON vorremmo ci rappresentasse o decidesse per noi nel caso di stato di incoscienza, può costituire un valore aggiunto di garanzia…. CHE NE PENSATE ?? annaF

Una proposta

Voglio lanciare una proposta (sotto certi aspetti anche provocatoria, ma non necessariamente): Fondare subito una associazione ONLUS, che riceva donazioni da chiunque lo voglia, al fine di organizzare gratuitamente viaggi in Stati della Comunità Europea, dove è prevista una regolamentazione sul fine vita diversa da quella che sta per approvare il parlamento Italiano. Così tutti ne potranno usufruire e non solo i ricchi. L'associazione dovrebbe avere anche un sito internet, in cui chiunque possa fare BIOTESTAMENTO da realizzarsi all'estero. Tutto questo in attesa di un referendum abrogativo o di un pronunciamento della Corte Costituzionale. http://www.nuoveteorie.blogspot.com/

DETENUTO MALATO DI 2 TUMORI POLMONARI AIUTATEMI VI PREGO

Salve sono Franzy trascrivo questa lettera da part di mio marito Raffaello Fanelli detenuto nel carcere di poggio reale e malato di 2 tumori polmonari ecco la lettera : le scrivo per raccontare la mia storia e riferire a lei quanto mi sta accedendo perché la possa far sapere a chiunque riterrà opportuno. Sono nato a Roma 42 anni fa’ e dopo una gioventù tormentata 10 anni fa’ incontro la persona giusta, la compagna della mia vita, mi sono rifatto una vita lavorando e trovando una serenità insperata. Questo fino a ca, anni fa’ quando scopro per caso di avere un tumore al polmone. Mi sottopongo subito a tutti gli accertamenti e decido poi di affidarmi alle cure di un centro specializzato in Germania dove ho effettuato trattamento , all’ epoca sperimentale, Con Radioterapia. Verificando lo stato del tumore, effettuata la terapia, Scopriamo che il tumore presentava una soddisfacente calcificazione che appariva integra ma si era creato un secondo k vicino che aggrediva i capillari sempre nello stesso polmone. Acconsento a fare ciclo di chemioterapia e finisco il terzo ciclo ad aprile 2008. Prima di iniziare la chemio però, visto che soffro di psoriasi dal’ 97 e ho avuto un rapido peggioramento della malattia che si e’ estesa sulle gambe dove nel mio caso diventa particolarmente violenta, strappa la pelle e crea delle ulcere di dimensioni notevoli, a me di ca 5 dita x 5 dita, prima della chemio ho effettuato 2 innesti cutanei di cui uno e riuscito ma’ sulla gamba sx non riesco del tutto ma’ fa’ spostare l’ulcera più in basso dove si e riformata. Decido quindi di tornare in Italia, dove già ero tornato nel 2007 tra un ciclo e l’altro e visto che già all’epoca sono stato costretto a chiudere la mia attività, anche perché in attesa del risultato della terza chemio avevo sentito di un nuovo metodo di cura per la psoriasi che praticavano a Napoli. Qui aspettando di verificare l’esito dell’ ultimo ciclo di chemio vengo arrestato perché giudicato in contumace in quanto dichiarato irreperibile io e non citato il mio avv. di fiducia che era regolarmente nominato per 2 procedimenti che si riferivano a fatti accaduti prima del ’97 e per cui non mi sono mai potuto difendere. Inizia quello che ritengo sia incredibile in un paese civile in cui si discute di giustizia, di diritti , di Eluana che non doveva morire e per la quale il governo ha fatta un decreto legge ad hoc in pochi giorni, anche se sappiamo tutti come e’ finita e poi discutiamo di costituzione ! ora se c’e’ un diritto che e’ un fondamento della costituzione e’ il diritto del singolo ad un trattamento dignitoso e umano sempre e comunque e il diritto di libertà alla cura in presenza di una malattia . Torno alla mia storia, arrestato a Napoli il 17 luglio 2008 e quindi associato al carcere di Poggio Reale sono stato subito ricoverato al centro diagnostico e terapeutico “ S. Paolo “ all’ interno del carcere dove rimango per oltre 2 mesi senza che nulla accade . Spiego subito al Dott : Terracciano , medico responsabile di questo C. D. T. la mia situazione e visto anche le mie pessime condizioni generali dopo alcune visite ed una lastra che evidenziava il tumore calcificato ma dell’altro si vedono solo macchie, viene richiesta dal pneumologo una T.A.C. . Mi viene anche chiesto di produrre le cartelle delle cure effettuate che faccio spedire a arrivano in istituto il 04/agosto/2008. Dopo che un agente di p. penitenziario firma per ricevuta del pacco questo non verrà più ritrovato , anzi accusato di dire il falso in merito a questo pacco vengo sfidato a produrre una ricevuta della consegna con firma dal V. Commissario Nunzia Di Donato. Una volta presentata la ricevuta con la firma mi verrà detto dal comandante il Com. Davanzo che la firma e illeggibile e quindi non si può stabilire chi ha firmato e capire dove e finito il pacco ! questo episodio e divenuto oggetto di denuncia insieme ad altre alla procura di Napoli che però a tutt’oggi non mi risulta abbia fatto nulla in merito a nessuna denuncia da me presentata da quanto sono qui. Il 22/ Settembre poi ho avuto una accesa discussione con il Dott: Terraciano perché , arrivato il referto della T.A.C. effettuata senza il necessario mezzo di contrasto visto che qui al C. D. T. non avevano eseguito il per me necessario trattamento antiallergico e la sospensione, la T. A. C. non e’ stata eseguita correttamente ma il referto ci diceva che oltre al tumore calcificato erano presenti macchie per le quali si consigliavano ulteriori accertamenti . Quindi discutevo del fatto che ritenevo nel mio caso già lunga una attesa di 2 mesi per fare una T.A.C. ma’ che poi fatta cosi non serviva a nulla perché ci dice quello che già sappiamo. Io invece ho bisogno di sapere se devo vivere o morire ! di tutta risposta mi dice che : “ non può pretendere cose rapide ed adeguate perché lei e detenuto e qui funziona cosi . Rimasto allibito da quanto di e stato risposto per la prima volta in vita mia rimango senza parole e non riesco neanche a rispondere . Tornato in cella ripenso a quanto mi e stato detto e visto che ho studiato giurisprudenza , cosciente che prima ancora di violare il giuramento d’Ippocrate che ha fatto come medico , questo signore ha infranto la legge e quindi decido di presentare per la prima volta una denuncia di questa condotta sia al procuratore Dott : Lepora che al magistrato di sorveglianza Dott: Labonia . Due giorni dopo vengo improvvisamente dimesso dal C. D. T. e allogato in padiglione anche se nel frattempo la mia ulcera non mi permette più di appoggiare il piede sx a terra e quindi deambulo solo con ausilio di bastoni canadesi e sedia a rotelle e gli accertamenti per i tumori non sono stati ancora fatti. Allocato al” Pad Salerno “ il Dott: Beatrice , medico del reparto , vista la cartella clinica e ascoltati i miei problemi meravigliandosi del perché ero stato dimesso dal C. D. T. mi dice chiaramente che deve iniziare tutto da capo. Effettuo in pochi giorni una visita oncologica presso l’ospedale Cardarelli e il medico visitatomi richiede con urgenza accertamenti indispensabili per fare una diagnosi precisa e poter intervenire con cure adeguate. Questi esami vengono immediatamente richiesti dal Dott: Beatrice e per oltre 10 giorni non succede niente. Quindi il medico decide di chiedere il mio ricovero urgente in ospedale e mi rassicura dicendomi che ora andrò in ottime mani. Purtroppo per altri 20 giorni non accade nulla, ne un accertamento , ne un prelievo di sangue per effettuare una verifica dei markes tumorali nel sangue e neanche il ricovero al C. D. T. per protesta perché si rende conto che anche i suoi continui solleciti rimangono inosservati. Il giorno 25/ ottobre torno al C. D. T. e qui vengo subito accolto in malo modo, minacciato e aggredito perché ho osato denunciare i medici e il C. D. T. alla procura . Nel giro di poche ore vengo messo in condizioni di firmare una richiesta di dimissione dal C.D.T. che prevede l’esonero della responsabilità del personale sanitario dell’ istituto per quanto mi potrà accadere, questo dopo che hanno tentato di immobilizzarmi al letto e applicarmi un catetere e essere stato aggredito fisicamente. Torno quindi al padiglione e qui il Dott: Beatrice che sembra essere al corrente di quanto accaduto mi tranquillizza dicendomi che provvedeva lui a fare il necessario. Decido comunque di denunciare l’accaduto sia alla procura che al mag. Di sorveglianza perché ritengo sia stato commesso più di un reato a mio danno e perche volevo fosse chiaro che non volevo concedere nessun esonero di responsabilità. Pochi giorni dopo però viene eseguita una seraticmafia con l’apparecchiatura disponibile in istituto , quindi una radiografia , della quale si evince che il tumore visibile con questa tecnologia presenta una calcificazione integra e quindi allo stato e da ritenere benigno. Sulla base di solo questo accertamento il dott: Beatrice revoca la richiesta di ricovero in ospedale esterno mantenendo in vita le richieste per markes, scientifico Ossia e T.A.C. con mezzo di contrasto richiesto dall’ oncologo . Passano i giorni, le settimane e non succede nulla, cambia però improvvisamente il medico di reparto, il Dott: Beatrice viene destinato ad altro incarico al C. D. T. e arriva in padiglione il Dott: Magliani che sollecita nuovamente gli accertamenti. Arriva dicembre e inizia a peggiorare rapidamente le mie condizioni. A natale riprendo a sputare sangue e pezzetti di capillari per bocca, i dolori aumentano esponenziale probabilità dovuta ad una bronchite correlata all’ attività tumorale, cosi mi viene spiegato e conseguente indolenzimento dei muscoli del polmone. Inoltre io soffro di claustrofobia e stati ansiosi dalla nascita che in condizioni normali tengo sotto controllo ma’ qui chiusi in cella 24 ore al giorno e con la porta blindata chiusa 12 ore al giorno mi rimane difficile e quindi ho continui attacchi di panico e forti dolori al petto. A Natale inizio ad avere difficoltà’ a mangiare e pochi giorni dopo non riesco pi ad ingerire ne acqua ne cibo ma rimetto qualsiasi cosa ingerisco. Il 05/ Gennaio torno all’ ospedale Cardarelli per la visita oncologica ma nella cartella clinica trasmessa per la visita mancano proprio quei accertamenti che erano necessari all’ oncologo per fare una diagnosi circostanza che riporta anche sul referto . Tornato in istituto dopo qualche giorno il medico si accorge anche che la seconda T.A.C. che aveva pochi giorni prima effettuato, era nuovamente stata eseguita senza mezzo di contrasto perché non era stato somministrato il per me necessario trattamento anti allergico quindi richiede una nuova T.A.C. che a fine gennaio vado a fare all’ ospedale ascalese che però l’ospedale si rifiuta di eseguire perche in cartella non risultano eseguiti gli esami del sangue necessari. Arrivato al 02 quando ormai il mio stato di deperimento e disidratazione e evidente, persi oltre 30 chili in solo 2 mesi , quindi il medico decide di ordinare nuovamente il mio ricovero al C. D. T. S. Paolo. Qui dove presta servizio l’ispettore Ascione che credo sia persona umanamente disponibile e che già conoscevo dal mio precedente ricovero, vengo però accolto in una cella isolata nella quale sono solo e che e in condizioni strutturali ed infrastrutturali indescrivibili. Mancano armadietti per riporre i vestiti, tavolo sedie, la TV e rotta e il bagno e privo di intonaca perche consumato da una perdita d’acqua da soffitto e sanitari sono permanenti. Quando ho chiesto spiegazioni del perché mi trovavo in questa cella isolato me e stato risposto che era per ordine del comandante e poi ho chiesto se poteva darmi un armadietto, una TV funzionante e di far eliminare le perdite d’acqua . Mi ha risposto che questa e Poggio reale ma che comunque avrebbe provato a fare qualcosa. Il risultato ad oggi e che le perdite dei sanitari sono state eliminate , dal soffitto no. Ho avuto un tavolino e uno sgabello. La TV resta rotta e i miei vestiti per terra . Molti dei medici ed infermieri che lavorano qui al C. D. T. quando cero io non ci sono più perché sostituiti con il subentro dell’ A. S. L. ma la situazione dei medici e peggiorata notevolmente , mancano sempre. Si e anche creata una tangibile situazione di rivolta e conseguente disagio tra il vecchio personale rimasto ed il nuovo mandato dall’ A. S. L.. Questo in maniera più attenuata si percepisce anche al padiglione dove il personale sanitario in servizio e sempre una sola persona . Di fatti c’e’ stato un progressivo disinteressamento dei singoli il che ha portato ad un netto peggioramento dell’ andamento generale per noi pazienti. A me nello specifico sono stati somministrati per ben 4 volte farmaci a cui sono risultato allergico . In due casi con notevoli conseguenze che solo con la somministrazione di cortisone e stata tenuta sotto controllo anche se per me con notevoli disagi e disturbi molto fastidiosi e un’ altra volta mi e stato prescritto un medicinale dallo psichiatra che poi ho scoperto essere chiaramente controindicato alle mie patologie. A gennaio invece le maldestre medicazioni che venivano effettuate , anche se non quotidianamente come prescritto, sulla gamba sx hanno portato ad un grave infezione e quindi il medico ho ordinato che le medicazioni fossero fatte solo dal chirurgo. Da qui i bonifici si sono visti perche da un mese , grazie all’ lavoro di questo medico, il miglioramento e netto e i dolori in stato di riposo della gamba sono notevolmente diminuiti. Da quanto però sono di nuovo al S. Paolo spesso mancano le richieste da parte del medico di reparto il dott: Terracciano per la visita chirurgica e quindi le medicazioni non vengono fatte . Questo comporta per me sopportare il dolore provocato dalla medicazione che si e staccata e quindi le bende aderiscono sull’ulcera il che provoca un dolore insopportabile accentuato dalle aderenze dei nervi nella gamba che si infiammano e fanno arrivare il dolore fino al cervello . Lei mi dirà con i problemi che ha pensa ad una medicazione ? ma come le ho detto i dolori che a me vengono procurati dall’ulcera, dalla mia claustrofobia che in questo regime carcerario per me e impossibile tenere sotto controllo quando ci sono molti altri istituti penitenziari che adottano regime al quale sarei piu compatibile e quindi soffrirei di meno, dai dolori continui ai bronchi . L’assenza completa di un qualsiasi trattamento sia rieducativo sia sociale , l’impossibilita’ di avere un libro dalla biblioteca d’istituto e tante altre piccole e grandi ingiustizie alle quali qui a Poggio reale si e sottoposti. Tutto questo rende la pena da espiare in questo carcere particolarmente afflittiva già per una persona in perfette condizioni di salute si figuri per me che ormai fatico a camminare anche con i bastoni canadesi perche mi mancano le forze, il fatto di stare 24 ore al giorno senza poter parlare con nessuno , non poter mai guardare la TV , il non vedere più una fine, una via d’uscita da questo incubo. Con fatica continuo a scrivere ma quando ero ancora più in forza relazionavo al mag. Di sorv. Dott. Sa Labonia settimanalmente o quasi chiedendo di intervenire esercitando la sua prerogativa di controllo su questo istituto ma nulla e mai accaduto. Ho scritto al D. A. P. ufficio ((((( trasferimenti detenuti a Roma chiedendo anzi supplicando un trasferimento motivando la richiesta con parte di questo racconto, perché la mia famiglia , mio figlio vivono a Roma e quindi sono molto disagiati per farmi regolarmente i colloqui anche se non ne hanno saltato uno dopo 2 mesi in cui per un errore di questa matricola nella mia posizione giuridica non potevano entrare . Ho denunciato piu volte alla procura di Napoli , cioè al procuratore dott: Lepore quando accaduto in merito a reati che ritengo siano stati commessi a mio danno per mano di personale di questo istituto tra l’altro con notevole difficolta’ perche qui non sono stato mai accettate mie denuncie dirette alla procura, ho scritto 3 lettere al quotidiano “ IL ROMA “ che ne ha pubblica 1 fino ad oggi, ho scritto al presidente della repubblica , al presidente del consiglio , al ministro della giustizia, ad un parlamentale del P. D. L. e ad uno del P. D. sperando che qualcuno facesse qualcosa. In cuor mio speravo che un parlamentare esercitando il suo diritto di visitare chiunque in carcere venisse qui a Poggio reale senza preavviso e trovandosi davanti alle vere condizioni in cui mi trovo mettesse in difficoltà chi qui chiaramente non sta facendo il suo lavoro con la necessaria attenzione e non potendo sottrarsi ad una realtà innegabile che quando viene qualcuno a visitare il carcere il carcere viene abilmente nascosta attraverso una visita guidata solo li dove le condizioni che si presentano sono sostenibili e senza far mai parlare i detenuti o portando l’ospite in visita dove sono accolti stranieri che non parlano Italiano. Nessuno però risposto o a intervenire il Mag. Di Sorv. Che non ha mai risposto ad una delle mie molte istanze , ne la procura che non mi ha mai sentito , ne un parlamentale, ne il governo e neanche il presidente della repubblica il quale in questi giorni sembra il più attento alla nostra costituzione nel mio caso in cui vengono infranti da mesi i miei diritti costituzionalmente garantiti non e intervenuto !! In questi giorni si sta discutendo di Eluana che e morta senza che ci fosse la certezza che questa fosse la sua volontà a prescindere dal fatto se sia giusto o no poter scegliere do morire se una persona non vuole vivere perche una malattia non consente una vita che ognuno per se ritiene appagata . Io pero so che voglio vivere, potrei farlo anche se fosse necessari asportare parte del polmone malato compromettendo in parte la mia qualità vita cosa che forse poteva essere evitata se si fosse intervenuti in temo. Ormai per me si tratta di sopravvivere al male e questo le istituzioni me lo dovrebbero garantire comunque e non negare perche condannato da un tribunale senza potermi difendere da ingiusta accusa cosa che potrei confutare se avessi la possibilità di trovarmi davanti ad un giudice . Si questo può ancora accadere perché ho presentato revisione e ricorso per le sentenze che oggi sono definitive ma dubito che avrò mai la possibilità di farlo perche i tempi di attesa per ottenere udienza sono molto lungi, nel mio caso credo proprio troppo lungi. Dubito che in questo istituto ci sta la volontà di consentire di curarmi in un ospedale , ne dubito visto quanto accaduto anche perché se io non ci fossi più le denuncie presentate morirebbero con me e quindi se qualcuno ha qualcosa da nascondere come posso pretendere che le stesse persone mi salvino la vita ! Ho letto sui giornali ieri dell’arresto di dirigenti della A. S. L. – NA 1 la stessa competente per questo carcere e sorrido pensando che 4 mesi fa ho denunciato alla stessa procura che ha richiesto questi arresti che avevo riscontrato irregolarità nella mia cartella clinica in quanto vi erano riportate visite che non ho mai effettuate e prescritti medicinali che non ho mai avuto . Ora e facile capire il perche A qualcuno queste visite sono state pagate e anche le medicine mai avute saranno però sicuramente state fatturate. Capisco ora ancora meglio un paese come il brasile che non concede il brasile che non concede una estradizione a chi per l’Italia si e macchiato di crimini orrendi . Sembra che sappiano meglio di noi che in Italia la giustizia e il rispetto della costituzione non e riservato a tutti. Direttore la prego se mi sono dilungato, ma mi creda, ho omesso molti episodi accaduti in questi 7 mesi qui e non ho approfondito le condizioni generali e il trattamento che si riceve in questo istituto sia per mano di chi e preposto a seguire i detenuti sia per mano della Polizia Penitenziaria che vigila, ingiustizie e abusi che subisce tutta la popolazione di questo carcere indistintamente dalla propria posizione giuridica o pericolosità Sociale . Io sono qui perche condannato per reati comuni e detenuto in una cella che e riservata solo a chi sottoposto a regime di 41 bis riservato a chi mafioso o pericoloso e io non solo colpito da questo provvedimento . Qui usufruisco di nulla neanche del passeggio all’aria aperta che spetta a tutti . Da quanto sono qui a Poggio Reale l’unica persona che veramente sta’ cercando di darmi un poco di conforto , e che cito contro la sua volontà , e un prete Padre Giulio che mi aiuta molto più di quanto lui stesso non si rende conto ed e l’unico con cui posso scambiare qualche parola ogni tanto. Le dico un ultima cosa, le ho scritto perche spinto dalla mia famiglia a cui non sono riuscito più a nascondere le mie reali condizioni. Io non amo la pubblicità e non mi piace essere compatito quindi solo davanti a tutto questo mi sono deciso . Fino ad oggi ero convinto che la magistratura in questo paese anche se con ritardo , anche se non sempre puntuale e attenta al singolo ma quanto a conoscenza di fatti preciso e palesi violazioni intervenisse invece qui non e cosi ! Ritengo che questo quando uno stato si arroga la prerogativa di togliere la liberta anche in attesa di giustizia non deve succedere! La ringrazio sin d’ora dell’ attenzione che verrà rivolgermi e mi auguro che tutto questo serva a qualcosa. Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento Porgendo Cordiali Saluti Raffaello Fanelli.

la vita non vale più niente

Chi in queste ore parla di regime non capisce niente nè di politica nè di Storia. L'attuale governo non è nè un regime nè un regime totalitario. Prova ne sia che l'onorevole Giancarlo Mazzuca del Pdl stamattina sul La7 a Omnibus ha detto testualmente che Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica italiana, ha fatto in pieno il suo dovere difendendo la Costituzione. Anche un deficiente capirebbe che se questo fosse un regime Giancarlo Mazzuca o Gianfranco Fini non potrebbero appoggiare in piena libertà e autonomia chi difende la libertà e la democrazia. Non è in discussione la democrazia in Italia. La prova schiacciante infine che ci troviamo in piena democrazia è dato dal fatto che il governo Berlusconi non ha bisogno di golpe per potersi imporre nel nostro Paese, gli bastano i numeri al Parlamento, dato che come tutti sanno tale governo è stato democraticamente eletto con libere elezioni. Sono di sinistra ma non per questo devo condividere un falsità grande quanto l'Everest. Il punto qua è un altro. Nel nostro Paese esistono due anime: quella del cattolicesimo in contatto con la Cei, la Chiesa di Roma e i moderati e i laici di sinistra, il mondo dei lavoratori di sinistra la galassia radicale e anticlericale. Storicamente questi due mondi sono stati sempre in pieno contrasto. Quello a cui stiamo assistendo oggi non è una manifestazione non del regresso ma del progresso della nostra società, almeno la società italiana. Prima gli scontri non erano a viso aperto, c'era molta ipocrisia in entrambi gli schieramenti e raramente ci si confrontava dicendosene quattro in piena libertà. Ciò è il segno dei tempi e la prova che la nostra società nonostante le difficoltà ci stia traghettando dall'era Post atomica a quella Nucleare. Oggi nell'era Nucleare si può dire tutto e sostenere le proprie posizioni pubblicamente giuste o sbagliate che siano, anche quando nel caso di Berlusconi e di Alfano esse sono delle vere e proprie provocazioni. Ma anche le provocazioni sono concesse in politica anzi sono addirittura auspicabili. Per cui le due anime dell'Italia si sono scontrate in campo aperto per fare prevalere il proprio orientamento. Il rischio del prevalere dell'orientamento clericale, garantista e statalista è quello che la nostra vita non valga più niente. Già la nostra vita si muove tra mille difficoltà, che aumentano con il peggiorare della depressione economica globale, se poi ci mettiamo che ci viene sottratto dalle nostre mani il bene più grande, quello di morire in pace e come vogliamo, viene fuori che siamo ridotti alla stegua di giocattoli o di cavie umane. Io penso che prevarrà il buonsenso, al di là delle provocazioni di Berlusconi e di Barragan, perchè tutti senza distinzione di estrazione e orientamento politico, vogliamo essere liberi di decidere della nostra sorte, nel caso che non ci trovassimo più in condizioni di decidere autonomamente. L'individuo deve essere libero di scegliere il rifiuto di essere alimentato e idratato, il rifiuto di essere dializzato, il rifiuto che gli siano praticate forme di respirazione meccanica. Il prevalere dell'orientamento della Cei e di una certa parte della Chiesa con in testa il pontefice Josef Ratzinger, riporterebbe senza tanti complimenti il nostro mondo e noi al periodo dell'Illuminismo. Noi come società abbiamo il dovere di non vanificare il livello di progresso sociologico e filosofico che abbiamo conquistato negli ultimi anni. Abbiamo il sacrosanto dovere di non vanificare le lotte del partito Radicale sull'aborto sul divorzio, sul testamento biologico e sulla libertà personale. Non ha importanza quanto questo ci costerà. La vita umana e la vita in generale valgono la pena di essere vissute solo quando si è liberi di decidere la propria sorte. Da sempre è così, da sempre l'uomo è stato libero di decidere. Veniamo al mondo proprio per questo, per sbagliare, per fare bene, ma soprattutto per decidere autonomamente. Se è vero che la mossa tempestiva e provocatoria del Vaticano ha rischiato di sovvertire l'ordine democratico di una nazione, è certo che molta parte della sinistra di ieri e di oggi ha avuto costantemente problemi di comunicazione. E' una vita che faccio attività politica e che sono di sinistra, anche se solo da pochissimo mi sono iscritto all'associazione Luca Coscioni e nel mio schieramento ho conosciuto un nutrito gruppo di persone che aveva una personalità a brandelli con un livello mentale di un bambino di un anno. Se è vero quindi che alcuna parte "tradizionalista" della nostra società sbaglia, è altrettanto vero che moltissima sinistra si è abituata a fare le barricate a fare i sit in a fare l'ostruzionismo a usare parole grosse e a minacciar rivoluzioni. La sinistra, nella sua interezza, deve rendersi conto che politicamente non ci può essere spazio per i bambini immaturi incomunicativi e disobbedienti. Il dialogo democratico prevede che tutti possano esprimere la propria opinione, di qualunque schieramento facciano parte. Paradossalmete quindi potrebbe essere stato proprio l'atteggiamento ridicolo giustiziaista e oltranzista di una parte della sinistra a produrre lo scontro. Sono uno scrittore professionista da due anni e mezzo, sono di sinistra, provengo da una famiglia di sinistra e non cambio opinione. Nè mi farò costringere da chicchessia a schierarmi contro Berlusconi per essere accettato dal mio schieramento. Essere di sinistra non significa essere avversario Berlusconi. Così come umanamente nessuno deve decidere per me, così politicamente nessuno deve decidere per me. W Riccardo Villari.

"Con Welby e Englaro, liberi

"Con Welby e Englaro, liberi di scegliere: tavoli fino al 20-21 febbraio nell'anniversario di Luca Coscioni: da subito tavoli in tutta Italia per i fine settimana, e grande mobilitazione per il 20 e 21 febbraio a tre anni dalla scomparsa di Luca. [Ecco in anteprima le 4 pagine di Agenda Coscioni sulla mobilitazione del 17 gennaio scorso [guarda]" Thanks for the helpful article.

testamento biologico

Nessuno ci chiede se siamo concordi all'idea di essere messi al mondo. Ci viene data la vita, ci viene imposta la vita senza chiedere il permesso. Io chiedo che almeno ci venga dato il modo per decidere della nostra morte, se quello che rimane di noi è solo un corpo che, senza l'ausilio delle macchine, sarebbe sicuramente esanime. Perché ogniuno di noi ha il diritto sacrosanto e irrinunciabile di chiudere gli occhi in pace, serenamente e senza inutili accanimenti che vengono da cuori, sentenze, "coscienze" o istituzioni.

Il «caso Englaro»: andare oltre il “silenzio” e le accuse di “om

Il «caso Englaro»: andare oltre il “silenzio” e le accuse di “omicidio” Molti slogan ad effetto si possono leggere e ascoltare sulla vicenda di Eluana Englaro, che sembra avviarsi verso l’esito che aveva chiesto per sé, nel momento in cui aveva espresso il rifiuto di restare “prigioniera di un corpo” incapace di consentirle ogni forma di vita intellettiva, affettiva e sociale: senza emozioni, ricordi, esperienze, relazioni. Gli slogan più ripetuti sembrano essere: «scenda il silenzio su questa vicenda», «lasciamo che sia il padre a decidere», «invidio chi ha certezze», «impediamo un atto di eutanasia», «non si può uccidere una persona togliendole cibo e acqua». Sia il silenzio sia il ricorso a espressioni fuorvianti come “omicidio” e “eutanasia” per designare l’interruzione dei trattamenti medici a cui è sottoposta Eluana Englaro e, in particolare, dell’idratazione e dell’alimentazione artificiali, sono due diverse modalità del rifiuto di affrontare razionalmente un caso che scuote le coscienze e presenta una notevole complessità sia sotto il profilo scientifico, sia sotto il profilo etico e religioso. Anche i casi complessi vanno affrontati e discussi, sapendo che le soluzioni che vengono prospettate mantengono margini di ambiguità e non possono pienamente corrispondere all’ideale (mai raggiungibile sui casi concreti) dell’accordo sul piano descrittivo e della valutazione morale. Non convince – anche se può essere compresa – la richiesta di restituire il corpo di Eluana al padre, l’unico che sarebbe in grado di interpretare le sue volontà e di fare il suo “bene”. Il corpo continua ad appartenerci fino alla fine della nostra esistenza e, se divenuti “incompetenti”, il rappresentante legale dovrà soltanto svolgere la funzione di chi si rende interprete delle volontà precedentemente espresse dal paziente, senza forzarle nella direzione di ciò che egli ritiene sia preferibile in termini di qualità della vita, di vita degna di essere vissuta. Il complesso iter giudiziario che ha condotto alla sentenza della Corte di Cassazione dell’ottobre 2007 e al decreto della Corte d’appello di Milano del luglio 2008 è servito per acquisire elementi di prova chiari e convincenti – nei limiti di ciò che è umanamente possibile fare – della volontà espressa da Eluana Englaro, prima di cadere in stato di incoscienza, di rifiutare ogni forma di sostegno vitale nel caso in cui si fosse presentato un quadro clinico con i caratteri dello stato vegetativo. Se il nostro corpo, si è detto, ci appartiene sino alla fine dell’esistenza e non appartiene ai nostri genitori, per quanto amore possano avere nei nostri confronti, esso non appartiene neppure allo Stato o a una Chiesa – neppure a una Chiesa con molti secoli di storia come la Chiesa di Roma – e neppure a chi esercita la professione medica, che non può arrogarsi il diritto di stabilire se una cura o un trattamento medico possono o debbono essere imposti o negati a un paziente senza acquisire il suo consenso informato. Se gli slogan che invitano al silenzio e a «lasciar fare» al padre Beppino Englaro vanno considerati come incongrui e sono un segno di debolezza da parte di chi non vuole esprimere una valutazione e pertanto fa ricadere unicamente la responsabilità della sospensione di alimentazione e idratazione artificiale sul padre (vorremmo dire, forzando un po’ le cose, «se ne lava le mani»), più gravi ancora ci sembrano le accuse di autorevoli esponenti della gerarchia cattolica (ad esempio quelle formulate dal cardinale Lozano Barragan, presidente del Consiglio degli operatori sanitari), che equiparano la sospensione dei trattamenti medici a un atto di omicidio. Le scelte omicide sono scelte nelle quali, scientemente e con l’intento di danneggiarlo, si sopprime un essere umano; qualora invece da un atto – ad esempio da un atto medico – consegue in un determinato arco temporale la morte per altre motivazioni, ad esempio per contenere il dolore con la somministrazione di antidolorifici, non è sensato parlare di omicidio. Si tratta in questo caso di azioni – di cui va certamente vagliata la liceità sotto il profilo etico e giuridico – che hanno indubbiamente come conseguenza la morte, ma che non muovono da una motivazione ostile nei confronti di chi cerchiamo invece di aiutare a far fronte a una situazione che risulta sia oggettivamente sia soggettivamente in-tollerabile. Si dirà: questi non sono casi controversi sotto il profilo etico. Altri sono i casi controversi: il caso Welby, il caso Englaro. Sono partito dai casi non controversi solo per sottolineare che non tutte le azioni che comportano la morte di una persona sono “omicidi”. Veniamo ai casi controversi. Tutti ricorderanno che la scelta responsabilmente assunta da Piergiorgio Welby, che venisse sospesa ogni misura di sostegno vitale nei suoi confronti – lasciando che il suo corpo scivolasse in tal modo verso la morte – venne fortemente contrastata e ritenuta come una scelta di carattere “eutanasico” da parte di autorevoli esponenti della gerarchia cattolica. Ma è opportuno – almeno per chi sui temi etici ritiene che sia indispensabile argomentare razionalmente le scelte anche nei casi più difficili – porre alcuni quesiti: a) costituisce davvero un attentato alla vita umana (e per i credenti un attentato alla vita donataci da Dio) rifiutare i trattamenti di sostegno vitale in situazioni nelle quali il mantenimento in vita appaia in contrasto con la valutazione da parte del soggetto che l’esistenza è divenuta in sommo grado in-sopportabile?; b) è ammissibile che lo Stato, la legislazione, coloro che esercitano la professione medica conculchino il fondamentale diritto dell’individuo all’autonomia e all’autodeterminazione, autonomia e autodeterminazione che costituiscono il tratto distintivo dello sviluppo morale individuale? Non solo chi fa propri i presupposti del pensiero morale della modernità (ad esempio quelli della morale kantiana) ritiene che si debba valorizzare il principio di autonomia. Lo si può fare anche a partire da motivazioni religiose. Intervenendo nel dibattito sollevato dal caso Welby la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese, dichiarò: «Noi valdesi, in quanto cristiani evangelici, crediamo fermamente che la vita sia un dono prezioso di Dio. Ma […] l’accanimento terapeutico, ancor di più quando in contrasto con la volontà del malato, viola la sua dignità e aggrava le sofferenze fisiche e psicologiche. Esaltando la capacità tecnica, celebra l’onnipotenza umana che nulla ha a che fare con l’amore e la compassione di Dio per le sue creature. E l’amore non impone sofferenza, né costringe ad una artificiosa sopravvivenza» (Agenzia Stampa NEV, Comunicato stampa del 21.12. 2006). Lo stesso card. C. M. Martini, intervenendo nel dibattito, affermò che non vanno prolungati «i trattamenti quando ormai non giovano più alla persona». Il cardinale sottolineò che «non può essere trascurata la volontà del malato, in quanto a lui compete - anche dal punto di vista giuridico, salvo eccezioni ben definite – valutare se le cure che gli vengono proposte, in tali casi di eccezionale gravità, sono effettivamente proporzionate». Mostrò inoltre interesse per la legge francese sui diritti del malato e la fine della vita, approvata nel 2005, che consente al paziente che si trova nella fase terminale di una patologia grave e incurabile di richiedere la sospensione o la limitazione di qualsiasi trattamento e che inoltre prevede la possibilità di redigere direttive anticipate di trattamento, di cui il medico deve tener conto per ogni decisione di indagine, intervento o trattamento (C. M. Martini, Io, Welby e la morte, in “il Sole 24 Ore”, Supplemento Domenicale del 21 gennaio 2007). Il caso Englaro è indubbiamente più complesso rispetto al caso Welby, in quanto si tratta di una paziente “incompetente”, ossia di una paziente che non è in grado di esprimere le sue volontà, che vanno pertanto ricostruite sulla base delle sue precedenti dichiarazioni, del suo stile di vita, della sua personalità, dei suoi convincimenti relativamente al modo di salvaguardare la dignità della persona umana. La complessità del caso deriva inoltre dal fatto che Eluana non è una malata terminale e potrebbe, se alimentata e nutrita artificialmente, continuare a sopravvivere - in assenza di qualsivoglia attività cognitiva - per un tempo non definibile. Tale complessità non va occultata; al tempo stesso vanno evitate espressioni fuorvianti (“crimine”, “decisione criminale”) per la sospensione della nutrizione e dell’idratazione artificiali nel caso di Eluana Englaro, il cui stato vegetativo si protrae da 17 anni e per il quale non è ragionevole attendersi evoluzioni tali da consentire la manifestazione di attività cognitive e di vita di relazione. Se la questione centrale, dal punto di vista etico, è quella relativa alla liceità di tale sospensione e inoltre nutrizione e idratazione artificiali sono trattamenti medici – tali sono considerati dalle società scientifiche – al paziente deve essere consentito di rifiutarli. Sotto il profilo etico tale decisione non può essere censurata se la condizione in cui versa il paziente è tale da condurlo a valutarla come in-sopportabile e priva di ragionevoli prospettive di modificazione (stadio terminale di una malattia, necessità costante di misure di sostegno vitale eccessivamente invasive, ecc.). Tali valutazioni non possono che essere soggettive e non si vede la ragione per cui altri debbano sostituirsi a noi nel decidere ciò che è più conforme al rispetto della dignità della nostra esistenza. Non si vede infine perché tali valutazioni debbano essere considerate come un attacco al valore della vita, quando - indipendentemente dalla nostra volontà – la vita di per sé sta svanendo o – negli stati vegetativi - sono cessate le funzioni cognitive e tutte le forme di relazione, che sole possono dare spessore e significato all’esistenza umana. Non credo che neppure dal punto di vista religioso, ovvero da parte di chi ritiene che la vita è un dono, sia inammissibile l’idea di accettare i limiti della condizione umana, non forzarli, non assolutizzare la dimensione biologica dell’esistenza, sia inammissibile anche prospettare in specifici casi l’abbandono dei trattamenti che mantengono in vita corpi che autonomamente non sarebbero in grado di farlo. Ma, posto anche che sotto il profilo religioso – di un determinato credo religioso – tale sospensione sia giudicata inammissibile, per quale motivo essa dovrebbe coartare le coscienze che non si riconoscono in una determinate accezione del principio della “sacralità della vita”? Chi ritiene che tale coercizione sia indispensabile non può che giungere – come fanno i cattolici ipertradizionalisti di “Instaurare omnia in Cristo” - alla negazione del principio della “libertà di coscienza”, considerata «un’assurdità non solamente sul piano cristiano ma prima ancora su quello umano» e una espressione della concezione «luciferina» della libertà. Le tesi esposte – che ritengo giustificate razionalmente - non possono cancellare la tragicità della situazione in cui si trovano Eluana Englaro e i suoi familiari e non possono compiutamente sollevare chi si accinge a dare esecuzione alle sue volontà dal «timore e tremore» che inevitabilmente ci assale quando su di noi ricade la responsabilità di una scelta, che non è la scelta tra rispetto della vita e libertà scellerata di dare la morte, bensì la scelta di assecondare o non assecondare la volontà del paziente di lasciare che il proprio corpo, non più sostenuto da trattamenti di sostegno vitale, scivoli verso la morte. Noi vorremmo, quando amiamo una persona, impedire tale scivolamento, ma al tempo stesso, per rispettare la sua volontà e la sua idea della dignità della persona umana, con sofferenza accettiamo e ci pieghiamo a tale volontà. Tiziano Sguazzero

una legge giusta

spero che non passi il decreto per fermare la fine di una sofferenza durata 17 anni io ho votato il centro destra ma questa presa di posizione drastica contro di chi per desiderio vuole porre fine a una sofferenza a un accanimento terapeutico (perchè di questo si tratta) è un governo che non mi appartiene. Spero che vinca il buon senso e che venga reso valido il testamento biologico e che non ci sia piu' un altro caso ENGLARO questo voglio per me e per i miei figli

Io sono sopravvissuta ad un

Io sono sopravvissuta ad un incidente stradale, ne porto le conseguenze (cecità assoluta e sordità parziale ma progressiva), sono una fortunata, anche perché è successo a me e sono una madre, ma se mi fosse successo quanto è successo ad esempio ad Eluana, avrei voluto (e questo vale come mia volontà scritta e pubblicata anche qui) essere staccata da una macchina. Libero arbitrio e non scritture arcaiche rigirate e riscritte mille volte dal Vaticano, grazie! Laura Raffaeli p.s.: pare che con le staminali forse manco sarei diventata cieca, questo tanto per..

Da oggi sempre in cima a

Da oggi sempre in cima a misswelby.blogspot.com fino alla fine dell'inutile accanimento

il commento che leggo qui

il commento che leggo qui sotto mi sembra una polemica sterile , effimera, indecorosa e irrispittosa nei confronti di tutte le vittime di questo orrore .... vorrei ricordare all' autore di questo commento che questa battaglia e questa petizioni vertono su un 'altro fronte.....e che morire non è un sogno per nessuno, un nafraugo ha bisogno di trovare il suo porto..... Michele

ma di che state parlando??

Sembra che in Italia ci sia pieno di gente malata che viene curata "troppo" quando, a chiunque frequenta gli ospedali è esattamente il contrario!!! C'è un sacco di gente che muore perchè curata poco e male e voi venite a parlare di "accanimento terapeutico"?!? Ma dove vivete?

accanimento terapeutico

forse nonhai mai provato a vedere un tuo caro soffrire e i medici accanirsi su di lui pur sapendo che non ci sono speranze di vita. Io l'ho provato con mio figlio, nato con una rara malformazione dal risultato infausto. I medici si sono accaniti su di lui pur sapendo che sarebbe morto lo stesso. E' una esperienza terribile!!!!!!!

tu, di cosa stai

tu, di cosa stai parlando...non stiamo parlando di persone curate male (che ce ne siano tante è fuori dubbio), stiamo parlando di persone che SCELGONO in determinate, gravissime condizioni di non farsi curare INUTILMENTE. sono due situazioni diverse.

Saluti

Salve a tutti, è il mio primo post, mi sono appena iscritto. Anch'io, come molti qui, sono convinto sulla necessità di poter scegliere, tramite un testamento biologico, della sorte in caso di eventi per i quali è richiesta l'attuazione di protocolli medici volti a prolungare la "vita" di una persona. E' senz'altro necessario potenziare il cosiddetto "consenso informato" al fine di far conoscere realmente quali siano le cure da intraprendere e quali le eventuali conseguenze di queste cure. Indispensabile, quindi, è la conoscenza e l'informazione da fornire alle persone o a chi, in caso ci si trovi in presenza di tutori o amministratori di sostegno, le rappresentino affinchè si possa SCEGLIERE liberamente. Diverso è il caso di chi non può scegliere ovvero non ha lasciato nessuna testimonianza delle proprie volontà per determinate circostanze. Vorrei infine segnalare e confermare che il libro del Dott. Mario Riccio e Gianna Milano - "Storia di una morte opportuna" - in vendita nelle librerie Feltrinelli (oltre che consigliarlo a chi non l'avesse letto) è collocato nel reparto di medicina, anzi, nella libreria Feltrinelli di via Appia a Roma, dove io l'ho acquistato, è negli scaffali di Medicina Alterantiva. Ho fatto presente alla direzione e ad un commesso che deve essere spostato in un "reparto" più adatto. Saluti, LSCatilina

Auguri

Sinceri Auguri di Buone Feste e Felice Anno Nuovo. Giacomo Montana "jimmontana@gmail.com" http://oltreilbuio.blogspot.com/ http://politicalshaman.splinder.com/

accanimento terapeutico:

accanimento terapeutico: onnipotenza e sadismo.

Fascismo?

Non riesco ad esprimere in un semplice pensiero la rabbia e il rancore che posso provare per chi ritiene che il proprio credo possa condizionare la vita di qualcun'altro. Credo che questo si possa definire dispotismo, purtroppo neppure illuminato. Non so neppure ora, nel mentro scrivo, se beneficerei mai del testamento biologico, ma come cazzo potrei mai pensare di decidere per chi volesse beneficiarne? Mi limito al termine dispotismo, perchè del termine fascismo forse ne abusiamo troppo, perlopiù a sproposito. anche se in questo caso...

Cerco giorno dopo giorno di

Cerco giorno dopo giorno di di migliorare me stessa per migliorare il mondo.Che nessuno si permetta mai di non lasciarmi fare una morte dignitosa.Quando di me sara' rimasto un corpo senza anima...spegnete la luce e lasciatemi andare...sicuramente avro' gia' dato tanto al mondo quidi merito rispetto come essere umano,e merito di andarmene quando mi sentiro' pronta.Nessuno si puo' permette di decidere x la mia vita.Quando io diro' basta...dovra' essere basta!!!!!!!!!!!!!

Sono d'accordo. Mi associo

Sono d'accordo. Mi associo alla petizione. Massimiliano Mini - Firenze

Ogni uomo è libero di

Ogni uomo è libero di decidere della propra vita. Ogni uomo è libero quindi di decidere di rifiutare l'accanimento terapeutico. Chi parla di abolire il testamento biologico o chi non vuole legalizzare l'eutanasia, non ha mai provato sulla sua pelle quello che si prova ad essere "rinchusi" in un corpo che, quando va bene ha solo l'uso del cervello. In quel caso sentirete la persona che urla con il pensiero (altro non può fare) e dice: BASTA! Questa non è vita!

Disposizioni testamentarie contro la propria sofferenza

Auguro a tutta l' umanita' di rientrare in possesso della propria vita , contro mito, religione e superstizione. Auguro a tutti coloro che speculando sul dolore, vogliono impedire questo processo , di non avere al loro capezzale alcuna persona che rispetti la loro volonta' . Marina Brusa - Milano
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