Pillola abortiva, sospesa la sperimentazione


Corriere della Sera
22/09/2005

[inline:1]Ordinanza del ministro Storace contro la RU486. Da alcuni giorni era inserita in un protocollo all'ospedale Sant'Anna di Torino

ROMA - Il ministro della Salute, Francesco Storace, ha firmato un'ordinanza con la quale sospende la sperimentazione della cosiddetta pillola abortiva, la Ru 486, che da alcuni giorni era stata avviata all'Ospedale Sant'Anna di Torino. La sospensione ha effetto «ad eccezione dei trattamenti in atto in regime di ricovero ospedaliero».

LE ISPEZIONI - La nota diramata dal ministero sottolinea che la sperimentazione potrà essere ripresa solo a condizione che venga notificato il rispetto rigoroso delle procedure e delle indicazioni del Consiglio superiore di Sanità. Nel comunicato si precisa inoltre che gli ispettori dell'Aifa, l'Agenzia del farmaco, presso l'ospedale di Torino, hanno riscontrato persino il caso di una paziente che ha avuto una espulsione parziale, con seguito emorragico, fuori dal ricovero ospedaliero.

SEI DONNE ALLA SETTIMANA - «Il nostro programma - aveva spiegato martedì Mario Campogrande, direttore del dipartimento di Ginecologia dell'ospedale Sant'Anna di Torino dopo l'anticipazione della notizia di irregolarità evidenziate dagli ispettori al ministro - è di sottoporre sei donne a settimana alla sperimentazione con la pillola, l'obiettivo è di raggiungere un tetto di 400 donne. Poi valuteremo le conclusioni».
GINECOLOGI FAVOREVOLI - I ginecologi italiani, riuniti ieri a Bologna ad un congresso della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), si sono espressi a favore della pillola abortiva, ma solo se somministrata in ospedale e sotto controllo medico. Il 65% degli ginecologi intervistati nel corso del convegno ha detto che non si opporrebbe alla richiesta della donna di sottoporsi all'aborto chimico purchè questo avvenga sotto il controllo medico in un ospedale.
L'APPELLO DI DON BENZI - Un appello al ministro Storace affinché bloccasse la sperimentazione della pillola abortiva era stato lanciato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII guidata da don Oreste Benzi. Il farmaco, secondo don Benzi, «costituisce un'ulteriore offesa alle donne italiane e una nuova violenza ai bambini non ancora nati».

Mercoledì, 21 settembre, 2005 - 17:08

commenti

giusto!

che si fottano!

storace o starace?

che volevate che succedesse.Ben gli sta alle femministe devote.Le donne meritano tutto quello che gli sta succedendo.Pensano alle veline ai calciatori e al grande fratello,non votano ai referendum che le riguardano e non gli resta che fare i rosari.

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