La pillola del giorno dopo (meglio sarebbe chiamarla contraccezione di emergenza), commercializzata nel nostro Paese con il nome di Norlevo o Levonelle, è un farmaco utilizzato come contraccettivo di emergenza entro le 72 ore successive ad un rapporto sessuale non protetto: il levonorgestrel, nella dose di 1,5 mg assunta per via orale, agisce inibendo o alterando la qualità dell'ovulazione (come peraltro fanno tutti i contraccettivi ormonali) e non interferendo in alcun modo sull'impianto dell'ovulo fecondato sulla mucosa uterina, che avviene 8 giorni dopo la fecondazione; poiché la gravidanza inizia appunto con l'annidamento dell'ovulo fecondato nella mucosa uterina, non può affermarsi che il farmaco sia abortivo, non solo perchè non interrompe una gravidanza in atto, ma anche perché non interferisce sul destino di un ovulo fecondato (cosa che per alcuni è equiparabile ad un aborto). Il metodo, che ha un'efficacia tanto maggiore quanto prima viene utilizzato, è inefficace se l'impianto dell'ovulo è già avvenuto: in tal caso, tuttavia, l'assunzione del farmaco non influisce sulla prosecuzione della gravidanza.
In Italia la pillola del giorno dopo può essere venduta con ricetta nominale non ripetibile prescritta da un medico: pertanto in caso di necessità è necessario rivolgersi obbligatoriamente a un medico, con tutte le difficoltà (sia di ordine pratico che di ordine psicologico) che si ricollegano a tale eventualità. In molti Paesi europei la contraccezione d'emergenza è liberamente acquistabile come farmaco da banco, e in alcuni casi viene addirittura distribuita gratuitamente. Negli Stati Uniti la FDA ha stabilito che la cosiddetta pillola del giorno dopo possa essere acquistata dai maggiorenni senza la ricetta medica (estate 2006).
Un'altra peculiarità del nostro Paese riguarda l'obiezione di coscienza, che è prevista soltanto dalla legge 194 sull'interruzione di gravidanza (e che quindi prevede una gravidanza accertata), ma secondo un parere non vincolante del Comitato Nazionale per la Bioetica potrebbe essere estesa alla prescrizione della pillola del giorno dopo (in assenza di una gravidanza accertata).
Sono segnalati in tutta Italia casi di ospedali che negano la prescrizione della pillola del giorno nei momenti critici in cui non è reperibile né il medico nel consultorio familiare, né il medico di base (per esempio durante i finesettimana), adducendo come come motivo l'obiezione di coscienza dei medici di turno.
L'Associazione Luca Coscioni si batte affinché la contraccezione d'emergenza possa essere commercializzata anche in Italia come farmaco da banco, vendibile senza ricetta medica.
Fintanto che l'attuale situazione non si modifichi, tuttavia, L'Associazione Coscioni offre un supporto a coloro che hanno intenzione di segnalare o denunciare inadempienze o malpractice.
Per essere aggiornato su tutte le notizie e attività dell'Associazione Luca Coscioni sulle tematiche relative all'aborto e alla contarccezione clicca qui.
Per sottoscrivere l'appello prorposto dall'Associazione Coscioni al ministro perchè elimini l'obbligo di ricetta per la prescrizione della pillola del giorno dopo clicca qui
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| Pillola giorno dopo - Fac simile denuncia medico.pdf | 52.05 KB |
commenti
Pillola alle minorenni
Richiesta di aiuto contro i medici obiettori
Riceviamo mezzo posta e pubblichiamo sul sito:
Siamo un gruppo di ragazze, che si rivolgono a Voi per l'interessamento al problema della pillola del giorno dopo. Noi viviamo al centro RMA, e subiamo una situazione vessatoria e razzista da parte dei medici che svolgono servizio presso la guardia medica di Via Morosini (Nuovo Regina Margherita) e Via Canova perchè ogni qualvolta ci rechiamo per la prescrizione della pillola del giorno dopo, ci viene rifiutata la stessa e siamo costrette a vagare per la città alla ricerca di qualcuno che ce la prescriva. Inoltre la sera i consultori sono chiusi e non possiamo rivolgerci che ad ospedali che ci fanno pagare il ticket perchè siamo codici bianchi,quindi la pillola del giorno dopo ci viene a costare il doppio. Siamo stanche di questi medici, per cui vi preghiamo di interessarvi al caso o presso chi di competenza affinchè sia resa giustizia in modo da essere trattae uguali agli altri cittadini ITALIANI E ROMANI. Grazie per l'interessamento che sicuramente ci darete.
Un gruppo di ragazze disperate che invocano AIUTO
... scusate ma usare un
Care ragazze, da tempo ci
Care ragazze,
da tempo ci battiamo affinchè negli ospedali non ci si debba imbattere in medici obiettori e affinchè non si venga penalizzati e/o discriminati in alcun modo con la scusa della ricetta. Quello che vi chiediamo,per fornirvi tutto il "Soccorso civile" del caso,è di circostanziarci meglio ciò che vi è successo (possibilmente spiegandoci quante volte è avvenuto,fornendoci,insomma,più dati anche circa i medici che vi hanno fatto obiezione). Scrivete al nostro indirizzo mail tutto ciò che vi è accaduto nei dettagli e,anche privatamente,vi daremo tutte le indicazioni da seguire.
Attendiamo vostre notizie
Lo Staff
P.S. Nella missiva parlate di disuguaglianza rispetto ai cittadini italiani e romani,siete per caso straniere?
Contraccezione d'emergenza
Segnalo che il numero tre vol. 1 dicembre 2007 della rivista ufficiale della societa' medica italiana per la contraccezione dedica tutto il numero proprio alla contraccezione d'emergenza. il presidente della rivista giudica criminose quelle azioni atte a procrastinare volontariamente l'assunzione della pillola da parte della donna. In ogni caso considero sia meglio insistere sulla correttezza della terminologia si tratta di contraccezione e basta!
saluti e buon lavoro
Cristina
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Segnaliamo il post che Cristina ha scritto in merito: http://libridonne.splinder.com/post/17100473/UN+TERMINE+INGANNEVOLE%3A+LA+PIL
Staff
pillola per tutti
pillola del giorno dopo, boselli
pillola del giorno dopo senza ricetta
Rimozione cartelli sulla non prescrivibilita' della pillola g.d.
Nota per i giornalisti e per tutti su pillola del giorno dopo
Copio e incollo questo nota del dott. Silvio Viale, ginecologo presso l'Ospedale S.Anna di Torino, primo ad introdurre in Italia la pilloala abortivo RU486, presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta, sulla pillola del giorno dopo in quanto particolarmente completa, autorevole ed istruttiva per tutti coloro che volessero chiarirsi le idee sul tema
NOTA SULLA CONTRACCEZIONE DI EMERGENZA
“Leggo su alcuni quotidiani, a volte con tanto di schemi illustrativi allegati, che la contraccezione di emergenza agirebbe bloccando l’impianto in utero dell’ovulo fecondato. Non è così. La contraccezione di emergenza, più nota come “pillola del giorno dopo” (sarebbe meglio dell’ora dopo), non agisce sull’ovulo fecondato e tanto meno agisce impedendone l’impianto.
Essa, come tutti i contraccettivi ormonali, agisce in fase pre e peri-ovulatoria impedendo la penetrazione dello spermatozoo nell’ovulo. Ovviamente, se viene assunta in tempo, poiché l’efficacia dipende dalla distanza tra il rapporto e l’ovulazione. Contrariamente a quanto molti credono, non si rimane incinta al momento del rapporto, ma nei giorni successivi, quando ci sarà l’ovulazione. Di solito, quando c’è l’ovulazione gli spermatozoi sono già lì in agguato. E’ in questo intervallo che agisce la contraccezione di emergenza, cioè un progestinico come il levonorgestrel.
La conseguenza è che l’efficacia diminuisce con il ritardo di assunzione passando dal 95 % a 12 ore a circa il 60 % a 72 ore, mantenendo un’efficacia minore fino a 120 ore. Cinque giorni è infatti la durata della finestra fertile, che sarebbe opportuno pubblicare più spesso. Per quanto riguarda l’ipotesi teorica del concorso di altri meccanismi, le modificazioni evidenziate sull’endometrio non sono tali da impedire l’annidamento, che avviene 8-12 giorni dopo il rapporto, ma al contrario potrebbero addirittura favorirlo. Se la pillola viene assunto quando si è già formato l’ovulo fecondato, la contraccezione di emergenza è innocua e inefficace, non potendo più influire sul destino dell’ovulo fecondato.
Una dimostrazione indiretta viene dal fatto che dosi ripetute di levonorgestrel non aumentano l’efficacia e che per procurare l’aborto sono stati utilizzati farmaci antiprogestinici (Ru486), antiestrogeni (tamoxifene), antifolici (metotrexate) e prostaglandine, nelle fasi iniziali persino un siero anti-HCG, ma non estrogeni e, soprattutto, mai progestinici come il levonorgestrel. Una dimostrazione diretta viene dagli studi sulle scimmie e sui topi, non potendo eseguirli per motivi etici sulle donne, i quali confermano l’assenza di efficacia sull’ovulo fecondato. Le evidenze sono tali che, nel 2005, il Dipartimento di Salute Riproduttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scritto che “la contraccezione di emergenza con levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione”, escludendo quindi un effetto intercettivo su un eventuale ovulo fecondato. Da un punto di vista medico la contraccezione di emergenza è classificata “senza limitazioni di uso” dall’OMS, che l’ha inserita nella lista dei farmaci essenziali. La sua efficacia è minore degli ordinari contraccettivi ormonali, per cui rimane un ripiego occasionale, ma l’unico in grado di ridurre il rischio di una gravidanza indesiderata.
Da un punto di politica sanitaria, deve essere assunta al più presto, possibilmente entro 12-24 ore dal rapporto considerato a rischio. Per questo motivo in buona parte dei paesi europei è stata abolita la necessità di ricetta, negli USA l’abolizione della ricetta nel 2006 è stata difesa addirittura dal Presidente Bush. Inoltre non è considerata abortiva da molti paesi sudamericani ove l’aborto è vietato. In sintesi, si può affermare che la CE soddisfa pienamente tutti i criteri che caratterizzano un “prodotto da banco”: tossicità molto bassa, nessun rischio di sovra dosaggio, nessuna dipendenza, nessuna necessità di accertamenti medici, né di monitoraggio della terapia, non significative controindicazioni mediche, non teratogeno, facile identificazione del bisogno, semplice da usare, dosaggio preciso, nessuna interazione farmacologica di rilievo, nessun pericolo in caso di assunzione impropria e minime conseguenze in caso di uso ripetuto, o ravvicinato nel tempo. Non vi è quindi alcuna ragione per mantenere la ricetta.
In conclusione, ritengo scorretto che, per pigrizia o per scelta, si continui a riportare sui giornali che la contraccezione di emergenza agisca impedendo l’annidamento dell’ovulo fecondato in utero, pensando magari che, così, non sia più da considerare abortivo solo perché la gravidanza inizia con l’annidamento in utero. Mi auguro che su questi temi vi sia più attenzione, evitando di darvi rilievo solo quando ne parla il Papa, finendo per avallare le sue tesi su un embrione fantasma.”