I grandi giornali nel loro bel mondo


I grandi giornali nel loro bel mondo

di Marina Corradi

Ci sono italiani che faticano più degli altri a capire che cosa è successo. Tra questi, immaginiamo, i lettori dei grandi quotidiani. Il professionista o lo studente che in questi mesi ha letto solo il Corriere, o Repubblica, o la Stampa da quell'avaro 25,5% di votanti dev'essere rimasto letteralmente sbalordito. Certo, era possibile che l'astensione prevalesse, si sa infatti che è in atto una reazione cattolico-integralista, ma era pur sempre configurabile una sconfitta solo di misura.
La sconfitta invece è una Caporetto, ed appare incredibile, tutto era così chiaro, la legge 40 era crudele, medioevale, contro le donne, e contro i malati, e aveva la riprovazione di tutta la meglio parte della società: i radicali in primis, le sinistre, i cattolici veramente democratici, i medici più fotogenici, quasi tutti gli intellettuali, le attrici più belle, nonché il ministro per le pari opportunità.
Con un simile, politicamente correttissimo schieramento, dispiegato ogni giorno sulle pagine delle corazzate dell'informazione italiana, i lettori non potevano avere dubbi su come stavano realmente le cose. Né potevano immaginare che mentre Veronesi proclamava che scimpanzé e uomo pari sono, mentre Giovanni Sartori sosteneva che l'embrione è "inesistente", mentre Emanuele Severino avviluppava il povero lettore del Corriere nella rete della sua filosofia, altri italiani, attraverso altri giornali, o su Internet, o seguendo incontri cittadini e dibattiti nelle parrocchie, imparavano sulla legge 40 e dintorni cose che i loro grandi giornali non raccontavano. Per esempio che le staminali embrionali non curano ad oggi nessuno; che la selezione preimpianto è vietata, in quanto eugenetica, in molti civili paesi d'Europa; che in Gran Bretagna da quest'anno i donatori di seme non sono pi&ugr ave; anonimi, perché ogni figlio ha diritto a conoscere suo padre.
Argomenti che i grandi giornali non hanno trattato o comunque non con lo spazio che avrebbero meritato, ma che hanno percorso i canali, cattolici e laici, del dissenso alla legge 40, e sono diventati elementi di una cultura consapevole, e per niente supinamente obbediente ai diktat di una gerarchia, come certi laici amano fantasticare, preferendo cullarsi nei loro vecchi sogni - cattolici come infanti, come automi proni ai vescovi - che confrontarsi con la realtà.
C'è stata dunque per mesi un'Italia non vista, sommersa, che non si è voluta vedere. Parlavano e parlavano le Montalcini, e le Donne per il sì, scriveva Eugenio Scalfari, si esponeva la Prestigiacomo, insomma girava il disco autoreferenziale senza che ci si accorgesse di questa controcultura cattolica e laica, né dell'astrusità di quesiti per cui molta gente doveva necessariamente fidarsi di qualcuno (e bisogna pur capire perché fidarsi della Chiesa è indegno, e della Bonino invece è rispettabile).
Poi, del tutto inaspettata, questa percentuale a dire: avevate la bussola guasta, l'Italia sta da un'altra parte. Al timone delle corazzate, qualcuno si dovrà pur essere confessato: non abbiamo visto, credevamo che il Paese fosse uno, ed era un altro. A meno di volersi contare, come ha fatto un esponente radicale strappandoci un sorriso, che «l'astensionismo fisiologico nei referendum è ormai al 45%». Chissà perché allora si fanno.
Ma queste cose si possono lasciar dire ai politici, il loro mestiere è anche rappezzare le sconfitte. Quello dei giornalisti invece è raccontare la realtà. Così com'è, e anche se non piace. Uno straniero che rileggesse i nostri quotidiani di questi mesi non avrebbe dubbi: l'Italia andava verso un plebiscito di sì contro la "legge crudele". Cos'hanno fatto i grandi giornali? Invece di raccontare la realtà, hanno inteso "crearla", sulla base di una pretesa ideologica. Demiurghi, invece che cronisti. Alleati dei poteri forti, quelli veri, nell'indicare una modernità obbligatoria. Ma la realtà del Paese non ha ubbidito, la notizia è questa, chissà però se la racconteranno.

Mercoledì, 15 giugno, 2005 - 14:02

commenti

PLACST PATETICO

Bello vedere che il sig. PLACST posta e si risponde da solo con altri nomi.. patetico tentativo di ottenere appoggio... Mi fa quasi pena.

Ma tu leggi quello che scrivo?

Ma tu leggi quello che scrivo? Dimmi cosa ci sarebbe di strano nel mio operato: ho postato un articolo nel mio blog, è nata una discussione su di esso, e sono intervenuto per una questione "tecnica" marginalissima. Il mio messaggio di sopra, se ti fosse sfuggito, non è di Paolo che appoggia Paolo... Se qualcuno sa spegarmi cosa ci sia di strano mi fa un favore. E lo fa a Mauro

mi sa che...

Mauro diceva che tu hai scritto sotto lo pseudonimo Gigi1... QUesto è lo svantaggio di essere ben disposto verso tutti: si perde tempo per i numerosi sfaccendati che scrivono la prima arietta che produce il cervello. Ah! questi paladini della verità e dell'arguzia, che tutto sgamano e tutto conoscono: come faremmo senza di loro? (chissà, mò forse "intuirà che Gigi1 ero io")

Mauro si è fumato una querci

Mauro si è fumato una quercia

...devono essere gli incensi

...devono essere gli incensi del TUO Papa Ratzinger che hanno annebbiato le menti di alcuni italiani (fatto escluso per quelli che sono andati al mare, i morti - comunque presenti nelle liste elettorali -, quelli all'estero -che non hanno mai ricevuto la scheda elettorale -, i malati costretti a letto, e tutti quelli che non avrebbero potuto votare in alcun modo)... Scusate, ora vado a ri-fare catechismo... mi hanno detto che e' diventato come il Totip, o come "Chi vuole essere Milionario"... magari imparo qualcosa di nuovo... egregi metodi di apprendimento suggeriti da un ex (fino a che punto ex???) nazzista...

[OT] Nota tecnica

Non c'entra niente con la discussione e non lo dico con intento polemico: Francesca (cioè "prospettiva", se ho capito bene), potresti postare, almeno nel mio blog, un intervento unico alla volta invece di postarne gruppi di 2 o 3 che sono uno la continuazione logica dell'altro? Non ti dico di postare meno, ci mancherebbe, posta quello che vuoi... ma se sono argomenti collegati fallo in un post unico, è solo per una questione di ordine visivo. Ha senso fare messaggi distinti quando si parla di argomenti distinti o si risponde a post distinti. Fine dell'OT Paolo

a proposito di falsa informazione

ma continuano ancora? sono così insicuri? 1) nessuno ha mai detto che le staminali embrionali curano qualche malattia si è usato sempre il condizionale riferendosi al presente non è stata citata alcuna cura 2) in UK il donatore non è anonimo. E allora? da dove hanno tratto che chi era favorevole all'eterologa volesse per forza il donatore anonimo? dove era scritto? lascio perdere le altre imprecisioni. manco a campagna chiusa la fanno finita di dire falsità ma cos'è ... fanno una lista di proscrizione? una damnatio memoriae? alla faccia del complesso di inferiorità.

chi le tira più grosse?

1) rileggiti i manifesti di propaganda. "Per curare malattie come parkinson, alzheimer e diabete vota si". Mi sembra un po' piu' di un condizionale. E lasciamo perdere quello che si è sentito in televisione o che ho letto in giro per questo blog... 2) Non sta scritto da nessuna parte, ma potendo scegliere fra anonimato o no un donatore cosa sceglierebbe, secondo te? Non nascondiamoci dietro ad un dito... Apri gli occhi: la falsa informazione (o perlomeno parziale) l'avete fatta soprattutto voi, ecco perchè se ne continua a parlare.

e da quando decide il donatore ?

deciderà la legge o il suo regolamento di esecuzione... che dici? quindi prima di replicare rifletti e poi scusa in UK come fanno? l'avete rammentata voi ... non tocchiamo il tema manifesti, potrei ricordare che qualcuno mi ha equiparato ad un nazista ... lassa perde' ... per quanto i manifesti siano sempre slogan (e lo è anche sulla vita non si vota altrimenti non esisteva la legge stessa) ogni dibattito in cui si è potuto parlare ha sostenuto la verità: la speranza di una cura. a cui è stato risposto, manco foste stregoni, che la cura non esiste e non esisterà (azz)

su, coraggio!!!

carissimi, credo che, alla fine, il risultato sia chiaro: non possiamo continuare a credere che oltre 40.000.000 di italiani siano ignoranti, coglioni e oscurantisti. dobbiamo trarre un insegnamento da questo risultato, magari cercando di mettere in dubbio qualche nostra certezza. non possiamo certo negare (e lo stanno dicendo a chiare lettere anche il manifesto ed il corriere della sera) che la stampa italiana, avvenire e foglio a parte (anche il giornale e libero erano stranamente super partes), era schierata con il fronte del sì. e se dovessimo metterci un pò in discussione nelle nostre granitiche certezze? d'altronde (ed è bene chiarirlo), anche la scienza per quanto concerne l'embrione era divisa a metà. le nostre scelte, alla fine, si basavano sul "secondo me" o sul "secondo tal scienziato"... non potevamo dire di avere certezze. a bocce ferme, penso che forse è meglio che sia andata così. un abbraccio, non dividiamo il paese con la rabbia gigi

hai un attimo di dissociazione?

mentale intendo ... come fai a dire che è andata meglio così? certo che non avevamo certezze, il nostro fronte era composto da cattolici, altri cristiani, altri credenti, agnostici e atei e certo che non si avevano certezze ma per il semplice motivo CHE CERTEZZE NON DEVONO ESSERCI cito Bjon ... essere adulti significa saper sostenere l'incertezza, perchè ogni certezza cercata prematuramente sarebbe solo per tranquillizzare la coscienza, incapace di sostenere il peso del dubbio. l'unica certezza era che questa legge era sbagliata e che le modifiche che chiedevamo erano rispettose dei nostri dubbi se ruini avesse detto che nella ricerca su embrioni e nella PMA bisogna salvaguardare quanto più possibile il feto avremmo sottoscritto tutti noi, perchè sono una minoranza ristrettissima che pensano non ponga alcuna domanda la sua natura e le sue prospettive sono coloro che al pari della chiesa cattolica hanno certezze ma per l'appunto noi stavamo andando avanti senza in questo senso, che non è quello pensato da prodi, ci siamo comportati da adulti.

errore

ruini ... salvaguardare l'embrione ... si vede che sto pensando alle sparate sulla 194, eh? ciao

che bello

me l'hai postato tu questo articolo mi hai preceduta ... grazie per la fatica risparmiata Bella feccia di articolo, non c'è che dire, Niezsche si sta risvegliano nella tomba al suono dell'attualità della morale del risentimento. Non c'è che dire ... il livore che fa credere repubblica (e i suoi lettori) affranti perchè disconfermati ... pensare si sia affranti dalla delusione di vedere il paese meno partecipe di quanto occorra, soprattutto in una fase di recessione è troppo difficile? Ma comprendo l'articolista e tutta la redazione ... anni di buone vendite, ma sempre stampa considerata come di partito senza pari pubblico onore che si ritrova agli onori delle cronache perchè sosteneva parte (sottolineo parte) di quel 75% di astensionisti e allora ecco che anni di senso di inferiorità fanno credere colpito il senso, attribuito, di superiorità dei giornalisti e lettori dei grandi quotidiani ... dimenticando che da buona elite non avendo sensi di inferiorità da compensare e non essendo decisa la elite dal vincere o meno un confronto elettorale ... non ce ne può fregare di meno che repubblica e con lei tutti i suoi elettori abbiano sbagliato i pronostici, perchè non era una gara perchè vincessimo noi, noi ci siamo messi al servizio di una causa in cui credevamo ... si è perso ma non abbiamo giocato una scommessa, non abbiamo, proprio perchè coerenti, aggiustato secondo opportunità la nostra identità (come chi invece che no ha dovuto astenersi) ... quindi non abbiamo niente di cui vergognarci, non ci sentiamo sconfitti personalmente, non ci sentiamo sminuiti e non troviamo sconvolgente aver sbagliato previsioni perchè non pensiamo di essere guidati dalla luce divina ergo ? repubblica resta un giornale meglio scritto di avvenire i suoi lettori restano elite culturale che non significa forza economica o di potere o col maggiore consenso non ci schifano, certo, ma non sono la ragione d'essere di una elite culturale se fossero quelli dell'avvenire un minimo intellettuali capirebbero che ciò che pensano (e scrivono) stia turbando giornalisti e lettori esiste solo nella loro testa ... di persone che si sentivano umiliati dalla maggiore visibilità di repubblica e dal suo numero maggiore di lettori ... e pensano che stavolta hanno dimostrato di essere migliori ma migliori rispetto a chi ? a cosa? ma era una gara a dimostrare se era più ganza repubblica (e i suoi lettori) o l'avvenire (e i suoi lettori)? ma dove erano in questi giorni? perchè se i lettori di repubblica non hanno capito gli umori dell'italiano medio, i giornalisti di avvenire non stanno capendo proprio niente dell'umore e dei pensieri dei giornalisti e dei lettori di repubblica a noi è costato un referendum ... a loro? visto che immagino si stiano già sognando nuova elite culturale egemone? culturale ? un giornale che ieri scriveva "antiquato concetto illuminista per cui il popolo ignorante va educato alla ragione"? ma storia e filosofia l'hanno studiata sta gente? a livello di diploma universitario, non di più ...

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