Loris Brunetta: "Non confondiamo la salute con la Felicità (e la malattia con l'infelicità)"



"Se per sostenere un'idea si cambia la realtà, significa che quell'idea non è formidabile"

Genova. "Tanti buchi fatti sul tavolo di cucina, ecco quel che mi ricordo".
Il padre ritornava la sera dall'Italsider, operaio tutta la vita, e quel bambino con gli occhi a mandorla che a tre anni era sempre stanco svogliato pallido pallido lo preoccupava. E allora prelievi, buchi, un sacco di buchi, analisi a pagamento ogni tre giorni, analisi per escludere, analisi per trovare. Fino alla diagnosi di un pediatra specializzato: "Lui d'ora in poi lo curo io, ha la talassemia". Millenovecentosessantaquattro, i bambini talassemici non superavano la pubertà.

Loris Brunetta aveva tre anni e si ricorda solo i buchi, scappava sotto il tavolo per non farseli fare. Suo fratello no, suo fratello era nato sano, fortunato. Non è difficile imparare la regoletta, la insegnano alle scuole medie, piselli rossi e piselli bianchi: è la legge di Mendel, quello dell'ereditarietà. Per due genitori microcitemici, cioè portatori sani di talassemia, tre possibilità: venticinque per cento figlio completamente sano, cinquanta per cento figlio portatore sano, venticinque per cento figlio malato.

Talassemico. Condannato a morte. Anche deforme, con le ossa del cranio un po' schiacciate,
nei favolosi anni Sessanta: globuli rossi piccoli, pallidi, in numero ridotto e con vita breve, trasfusioni sbagliate o approssimative, genitori rassegnati alla malasorte di un figlio a termine, con gli occhi troppo allungati.
Loris Brunetta non aveva più la madre, morta prima di sapere che a uno dei due bambini era andata male, morta senza sapere nulla nemmeno della microcitemia e delle leggi di Mendel.

Pochi anni dopo, nelle zone più colpite, Bassa padana, delta del Po, Sardegna, Meridione, ci si cominciava a fare le analisi prematrimoniali, e nel 1974 la talassemia ebbe un bel peso nel referendum sull'aborto.
Meglio un figlio non nato di un figlio condannato a una mezza vita.

Brunetta tira il fiato, oggi che ha 41 anni e la faccia da ragazzo, la fede al dito e un impiego in comune, a Genova (per un periodo ha fatto le consegne, carico e scarico, lavoro pesante che gli ha procurato un paio di ernie al disco, poi ha vinto il concorso, è contento, in centro ci va con la moto).

Nessuno l'ha buttato nel cestino quando lui non poteva farci nulla, e mai nessuno, anche dopo tutti quei buchi e la diagnosi, ha pensato che il cestino sarebbe stato meglio.

"Mi portava mio padre a fare le trasfusioni, quando non lavorava, sennò mio nonno, e qualche volta ci andavamo direttamente col donatore: un collega di lavoro, un cugino, chiunque. Prelievo e via, un'ora dopo nel mio braccio il suo sangue ancora caldo". Funzionava così, negli anni Sessanta: controlli zero, adesso non si può donare il sangue nemmeno se si è sovrappeso.

Dice Brunetta, mentre beve un prosecco - "certo, mangio noccioline, bevo, cosa credevi?" - che le complicazioni più pesanti le ha avute dopo le trasfusioni, febbri da cavallo e vomito per il corpo estraneo, magari non sano, magari non compatibile. Anche l'epatite C si è beccato con le trasfusioni, il 70 per cento dei talassemici ce l'ha, e amen.

Quando era bambino, condannato dalla legge di Mendel a vita breve e smunta, non c'era nessuno a fissargli l'appuntamento per la provvista di sangue, funzionava così: il padre osservava il piccolo, che poco a poco andava spegnendosi, sempre più pallido, sempre più stanco, e allora capiva che era l'ora delle provviste.

"Era un tirare a campare, non c'era altra possibilità che questa". Ospedale, trasfusione, ricovero anche lungo, lunghissime assenze da scuola, non come adesso con il day hospital, e la ferocia degli altri bambini: non ti picchio perché sei malato, hai preso un bel voto solo perché sei malato, mia madre dice che devo essere buono con te perché sei malato. Gli dava fastidio, allora a pallone voleva essere il più bravo di tutti. Col fiatone, ma il più bravo di tutti.

"Sono un mostro, io?"

"Con poco ferro si muore, con molto ferro si muore".
Lo dice il primario del centro di talassemia a Genova, che prima era uno scantinato dell'ospedale e adesso è qualcosa di più e cura duecento persone.

Vanno lì alle undici, seduti in poltrona con l'ago nel braccio, trasfusione e alle tre tornano a lavorare, o vanno a fare i compiti, i più piccoli piangono un po'. Con molto ferro si muore, e infatti di quello muore un talassemico: di accumulo. Le trasfusioni fanno accumulare il ferro, a poco a poco, dove non si deve: cuore, fegato, pancreas.
Tra gli ottomila talassemici italiani sta una maggioranza silenziosa e cardiopatica, il settanta per cento muore con un cuore sovraccarico, che non riesce più a funzionare.

Brunetta non è cardiopatico, per adesso, ma ha alle spalle dieci anni di non cure, fino al 1974, quando finalmente hanno cominciato a eliminargli il ferro dal sangue con l'infusione, un ago sottocutaneo attaccato a una macchinetta portatile. Quell'anno ha cambiato la vita ai malati, cioè gliel'ha allungata per sempre: "Nel 1974 c'erano ragazzini di cui i medici aspettavano la morte da un momento all'altro, e adesso sono ancora qui".

Adesso sui grafici la curva è ascendente, e l'estate scorsa a Genova è morto il paziente più anziano: quarantasette anni. Brunetta ne ha quarantuno, sa che i miracoli sono rari, dice che con la paura si impara a convivere, e che la morte non è il suo primo pensiero la mattina né l'ultimo la sera: "La paura ce l'hanno tutti, la paura ce l'hai anche tu, basta non farsi prendere dal panico. E un malato ha troppe cose da fare per farsi prendere dal panico". Troppe cose sono le trasfusioni, i controlli, la terapia per eliminare il ferro.

Fino al 1997 solo aghi sotto la pelle per dodici ore al giorno, cinque giorni alla settimana, adesso finalmente c'è una pastiglia. Tutti i giorni, come per la pressione. Nessuna vergogna, "mentre la macchinina con la pompetta faceva vergognare".

Perché si può anche dormire con un ago piantato nel braccio, o nell'addome; ma uscire con una ragazza, a sedici anni, come si fa? E allora c'era chi si rifiutava, e poi ne moriva. "Io se uscivo con una ragazza cercavo di fare presto e poi correvo a mettermi l'ago, qualcuno faceva finta di niente e andava a toglierselo, però era meglio quando glielo spiegavo".

Vallo a spiegare a quelli che guardano le cellule da un microscopio e ne trovano una sbagliata, una da gettare, che fare l'amore con una ragazza, anche con l'ago nel braccio che magari fa prurito, non è così male, come vita.

A un certo punto Brunetta si è incazzato. Parecchio.

Quando è stata approvata la legge sulla fecondazione assistita e i radicali, i genetisti, le madri in provetta, hanno scatenato il dramma. Vietata la selezione eugenetica degli embrioni, ma come, mica partorirete un figlio talassemico? Oscurantisti, cattivi, autoritari.

Un figlio così è una condanna alla sofferenza, e via col ripescaggio dall'oblio della talassemia. "Come se esistessimo soltanto come prova di non diritto alla vita, come esempio di spazzatura di cui liberarsi, qualcosa che disturba la perfezione della non sofferenza, e allora giù per lo scarico del water".

Brunetta si è incazzato, dice che anche gli altri pazienti sono furiosi, ma non con le madri per le quali talassemico è troppo, alle quali non bastano le forze. "Non potrei mai criticare la scelta di una coppia dilaniata dal dubbio, che alla fine rinuncia", dice, lui che avrebbe fatto volentieri un altro figlio, "e sarebbe stato quasi sicuramente malato, perché mia moglie è portatrice sana, ma sono successe troppe cose, e abbiamo perso il treno: adesso è tardi".

Ma l'arrabbiatura resta. "Io mi arrabbio con chi non vuole più ricordarsi di essere stato un embrione, con chi studia le cellule e non vede oltre, con chi ci considera mostri da non far nascere: sono un mostro, io?".

Sui giornali è stato scritto anche questo, Miriam Mafai si è chiesta sulla prima pagina della Repubblica che cosa farà una madre quando al bambino di due anni comincerà a gonfiarsi la testa e gli si allungheranno le ossa del femore.

Il fatto è che quarant'anni fa succedeva davvero, da trenta non succede, non succederà mai più, almeno in Italia.
Brunetta si è infuriato e ha mandato una lettera alla Mafai, le ha chiesto perché raccontasse frottole, lei che è così brava e autorevole, lei che la gente l'ascolta; lei gli ha risposto, privatamente, che quel che ha scritto l'ha detto una senatrice della Lega in Parlamento, e che comunque loro due hanno idee diverse: lei è contraria alla legge e lui no, lei è per la ricerca sulle staminali e lui no, lei è per la selezione eugenetica e lui no.

"Ma allora, se per sostenere un'idea bisogna cambiare la realtà, vuol dire che l'idea non è così formidabile".

La realtà però è che la sofferenza è certa, la cura incerta, la vita ancora troppo breve. "Io non sostengo che dobbiamo per forza far nascere dei bambini talassemici, vorrei solo che la gente sapesse cos'è la malattia oggi, e sapesse che si può vivere; ed è anche una bella vita, questa, non fa mica schifo, sai?". E non esiste al mondo, "mai mai mai" un malato di talassemia che preferirebbe essere non nato, "la sofferenza è niente, in confronto all'essere qui adesso, a incazzarmi".

Loris Brunetta ha un figlio adottivo, talassemico, ventidue anni.
Dipinge benissimo, va all'Accademia di belle arti, è un tipo un po' "intellettualoide, legge Dostoevskij e fa tardi la sera". Loris l'ha incontrato da piccolissimo, quando la madre, che adesso è sua moglie, è arrivata al centro trasfusionale di Genova, un bimbo malato e non saper dove sbattere la testa. Il padre era sparito subito, senza nemmeno sapere della talassemia. Non una storia sconvolgente, anche banale. Lei era disperata, aveva ventiquattro anni e da sola non era facile. Loris le ha spiegato che le trasfusioni non sono una tragedia, se il bambino piange poi smette, avrebbe potuto andare anche all'asilo e lei poteva lavorare, se voleva. Lei a poco a poco ha imparato questa cosa scandalosa che è vivere con la sofferenza, con l'imperfezione che ha bisogno di sangue, e di aghi sottopelle per eliminare il ferro. Poi loro due si sono innamorati, sono andati a vivere tutti e tre insieme, dieci anni fa si sono sposati.

"Siamo cementati l'uno all'altra" dice Brunetta, e prima dell'ernia facevano le vacanze in tenda. Il ragazzo è cresciuto e non è come il padre, non frequenta granché il centro di talassemia dell'ospedale Galliera, ci va quasi solo per le trasfusioni e i controlli, non si occupa dell'attività dell'associazione, non ha tempo, non gli frega: ci sono le ragazze, e l'università, e i vicoli pieni di vita notturna.

Però quando il padre è andato a Roma per partecipare a una puntata di "Porta a Porta", qualche settimana fa, a dire che lui è vivo e contento di esserlo (e Daniele Capezzone non se l'aspettava, e il biologo che guarda le cellule al microscopio nemmeno, lui quelle cellule imperfette le butterebbe tutte nel cestino), quella sera è rimasto in casa con la madre a guardarlo alla tivù, e gli ha mandato un messaggio sul cellulare: "Quel che è grave nel tentativo di creare geni non è tanto l'idea di migliorare il genere umano quanto quella di sopprimere gli altri, considerati come degli avanzi umani, come dei sottouomini. Il superuomo potremmo anche accettarlo, a condizione che non abbia in testa di eliminare altri uomini. Ciao".

Perché loro, i malati, passano tutta la vita a combattere un male non immaginario e a dimostrare che non sono da meno di quelli con i globuli a posto, "poi arriva un radicale o un genetista o un giornalista che non sa un tubo e dice che è meglio non farci nascere, perché soffriamo troppo e facciamo soffrire troppo loro, e perché siamo troppo diversi, troppo sfigati", sorride Brunetta, e anche il sorriso è da ragazzo.

Quella sera, da Vespa, avrebbe potuto seppellire, e non l'ha fatto, il biologo fissato con le cellule. "Mi ha detto che loro curano i bambini, e che lo fanno per i bambini di sostenere la selezione eugenetica, la diagnosi prenatale, la ricerca sulle staminali. A me non risulta che i biologi curino i bambini, sono i medici a curare i bambini, è diverso. E i nostri medici la pensano come noi, e pensano che la selezione degli embrioni sia una follia: leggono i giornali e scuotono la testa, loro quegli embrioni che altri preferirebbero buttare li seguono, li sgridano, li controllano, li consolano fino a quando, alla fine, muoiono. Loro sanno di cosa parlano, sanno anche che osservare le cellule non dà mai la certezza di quel che nascerà. Non vanno a raccontarlo in televisione, però, dicono che se vedi troppo spesso un medico in video, o sui giornali, allora forse non è un granché, come medico".

Lì al centro per la talassemia di Genova i medici e i pazienti hanno raccolto un sacco di ritagli, tutti degli ultimi mesi: pagine strappate dall'Espresso, dal Venerdì, dai quotidiani, pagine che raccontano di tecniche di frontiera, pagine sul luminare Guido Lucarelli, quello della tecnica rivoluzionaria che dovrebbe "salvare novanta talassemici su cento: il trapianto di midollo osseo".

Solo che qualche anno fa sono morti nove pazienti su undici, infettati dall'epatite B. Un complotto, una specie di sabotaggio omicida, una cosa di interessi contrastanti, diceva l'articolo. E comunque, c'era scritto, "il trapianto di midollo è l'unica possibilità per salvare il malato da una vita da incubo".

L'hanno sottolineato con l'evidenziatore, lì al centro, e un po' si arrabbiano un po' ci ridono sopra, un po' chissenefrega, almeno parlano di noi, "però hanno rotto con la vita da incubo". Il trapianto vale solo per i bambini piccoli, fino a otto anni, e si rischia la vita. Fino a otto anni e con un fratello compatibile si può provare a guarire, dopo no. "I tre quarti dei talassemici non avranno mai un trapianto", spiega Brunetta, e intanto dietro una porta a vetri c'è un ragazzino pallido che sta facendo una trasfusione, con la mamma accanto. Tra un'ora finirà, il ragazzino pallido potrà andare a giocare a pallone. "La vostra vita è perfetta, la nostra ci piace"

Al centro di talassemia c'è una ragazzina iraniana, il padre lavorava a Genova, ingegnere minerario. Si è trasferito con la moglie e la figlia, per farla vivere meglio, perché venga curata meglio, perché non si vergogni più. "Non ho intenzione di tornare in Iran, non voglio che mia figlia muoia", diceva. Poi è morto lui, e adesso è più difficile, la moglie ha paura, anche se ogni tanto si toglie il velo, ma se ci sono uomini intorno non parla. Però non torna in Iran, prova a mantenerla a Genova, perché là sarebbe la fine, anche se i talassemici sono tanti, seimila solo a Teheran. I padri in genere se ne disinteressano, figli imperfetti da dimenticare, errori di cui chiedere perdono ad Allah. Fanno come se non esistessero. Tocca alle madri, colpevoli dello sbaglio, occuparsene, ma loro sono donne, quindi inferiori che vogliono curare inferiori.

Non c'è scampo, soprattutto se sono femmine, piccole donne che devono fare le infusioni, ago nel braccio e si vergognano troppo, preferiscono morire. In Iran i talassemici che sopravvivono un po' di più sono costretti a sposarsi solo tra di loro, per non infettare la razza. "Una rudimentale selezione eugenetica", dice Brunetta, "un modo per non dover pensare a noi mostri".

E dal Marocco è arrivato un bambino "undici anni e ne dimostra a stento cinque", mal curato perché la cura da quelle parti è una vergogna. "O sei perfetto o dai fastidio, là la vita conta meno della rispettabilità".

Qui certo che è diverso, qui i talassemici vengono curati (quelli che nascono, e sono sempre di meno, a Ferrara non succede dal 1983), qui si cerca un modo per evitare la sofferenza, si prova a garantire un po' di felicità. "Però bisognerebbe chiedere ai malati cosa pensano della sofferenza, invece dappertutto continua a pontificare chi non lo sa: questa cellula è sana però non è proprio come quella là, potrebbe nascere qualcosa che soffrirà, allora la butto. Voi soffrite per altre cose, perché siete grassi o infelici o non abbastanza intelligenti, perché pensate di essere malati e magari non avete niente di niente. Non è molto diverso, e allora io, in mezzo a tutti i vostri meravigliosi diritti alla felicità, pretendo il mio diritto alla sofferenza in vita".

I bambini che ancora nascono, e non superano mai il dieci per cento delle diagnosi prenatali di talassemia, anche se ultimamente c'è stata una piccola crescita, imparano in fretta che cos'è la sofferenza, e imparano in fretta, anzi subito, "che la sofferenza non priva della vita".

Le ragazze di trent'anni sono quasi tutte sposate, e fanno figli con uomini "normali". Ce n'è qualcuna che invece quasi non esce di casa, i genitori hanno paura, "le tengono sotto una campana di vetro e loro non hanno la forza di staccarsi". C'è uno che fa politica. Ci sono i laureati e gli operai specializzati. Ci sono quelli che si piangono addosso e dicono che però Brunetta ha un po' minimizzato la malattia, da Vespa. Ci sono quelli antipatici. C'è una ragazza di ventidue anni che fa i concorsi di bellezza, e li vince anche, è bella e non porta nessun segno della malattia.

Loris è di un'altra generazione, vent'anni fanno la differenza, qualche segno ce l'ha: non è alto, ha le mani piccole, il naso corto e all'insù, è molto magro, i vestiti può comprarli nei negozi per ragazzi. Un ragazzo di quarantun'anni.
"Non farò nessun concorso di bellezza, io, ma sto bene così, e faccio un pesto buonissimo". Non è laureato, ha avuto problemi in famiglia e c'era bisogno di soldi, ha lasciato l'università al secondo anno, gli dispiace.

Non si sente malato. "So bene di esserlo, ma mi sono sempre occupato di me stesso, un po' prendendomi sul serio un po' anche scherzando: questa è la mia condizione e non mi pesa, forse pesa a mio padre che non l'ha mai dato a vedere. Non so, forse pesa a mio fratello che ha sempre voluto difendermi, e io gli voglio bene anche per questo, ma lui lo sa che io mi sono sempre difeso benissimo da solo".

Lo incontrano, in piazza delle Erbe, e gli gridano "ehi, Loris, ti ho visto in tivù, ti sarai mica montato la testa?". "Accidenti, Loris, non invecchi mai". Lui sorride e grida di rimando: "Già, ho fatto un patto col diavolo". Poi lo sconforto arriva, ma non è niente di speciale, dice che basta accontentarsi e non mollare.

A un certo punto, però, capitano una serie di complicazioni tutte insieme, il cuore, l'epatite, il ventricolo sinistro che s'ingrossa, e allora uno pensa: questa volta non ce la faccio. Poi magari non è vero. Ma qualche volta, invece, è vero.
"Io non voglio insegnare niente a nessuno, non dico che ho ragione io, non dico che non bisogna abortire, anche se sono cattolico praticante; non dico che una coppia non può scegliere di non avere un figlio talassemico, anche se io sono talassemico e felice di esserci; non dico che fare nascere dei bambini per curare il fratellino a Pavia significa avere ammazzato gli altri, quelli che magari al microscopio erano sani o malati ma non compatibili. Dico soltanto che io sono qui, che noi siamo qui, non un'entità astratta ma una vita che non vale meno della vostra: la vostra di certo è perfetta, bellissima, ma a noi invece è andata così, e ci piace abbastanza".

Lui è un tipo curioso di tutto, che parla con tutti, e come presidente dell'associazione parla con un sacco di luminari.
Gliel'avevano detto che sarebbe successo, che il processo era tremendo ma irreversibile.

Che dalla talassemia si parte, poi si arriva a storcere il naso di fronte alla cellula del colesterolo alto, "e gli occhi azzurri non saranno più fantascienza, e la clonazione verrà giustificata dalla proteina che cura la miopia".
Che se un limite non esiste più, il limite saranno soltanto loro, gli imperfetti che pretendono di essere vivi.

Lui intanto deve tornare a casa dalla moglie, che è a letto con l'influenza e reclama aspirine. "Saranno trent'anni che a me l'influenza non viene, e con le trasfusioni in day hospital non posso neanche inventarmi scuse: al lavoro ogni giorno". Ride col sorriso da ragazzo. "Però scusa, adesso devo scappare, lei ha bisogno di me".

Annalena Benini, su Il Foglio - sabato 23 ottobre 2004

Mercoledì, 25 maggio, 2005 - 18:50

commenti

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Una domanda sorge spontanea

Perchè tutte le associazioni dei malati,e dei familiari dei malati, talassemici in testa sono in lotta per QUATTRO SI'? Brunetta si tenga la sua storia, per quanto ben riuscita e meglio ancora confezionata. Di fronte a milioni di persone ammalate che la pensano esattamente al contrario, ed ai loro familiari, delle due l'una: o il Sig. Brunetta , folgorato sulla via di ferrara, è l'unico illuminato che ha capito tutto, e milioni di malati associati (tutte le associazioni è impossibile numerarle!) sono un ammasso di imbecilli sadomasichisti....oppure....oppure.....

oppure...

Oppure no. Scendendo dagli appellativi molto marcati e un pò grotteschi, io credo in coscienza e per quel pò di sapienza che non posso negare di possedere: E' una questione di come si affronta la sofferenza. Questo è il topic adatto per accennare alla questione. Da che uomo è uomo (infatti non c'è altro essere vivente che abbia questa duplice possibilità di reazione) si è sempre osservato che - in talune persone la sofferenza è causa di crescita interiore, nel carattere, nella tempra, nella forza con cui si affronta la Vita. E anche, cosa non trascurabile, nella empatia umana del senso esistenziale, nella compassione. In sintesi la sofferenza porta alcune presone ad amare di più la Vita (propria E del prossimo), con un amore sincero e non possessivo. Trovando e/o riuscendo a costruire un senso compiuto nei giorni che hanno da vivere, seppur limitati. E questo senso va oltre "la quantità" di vita "vivibile". Se solo ci si riflette un pò, curare una malattia è solo rinviare la data della propria morte. Ed è cosa sacrostanta! Ma non è paragonabile alla condizione netta di vita o di morte di un nuovo Progetto di Vita. Le potenzialità smisurate delle cellule Embrionali (ammesso che si riesca a "domarle", in un lontano futuro) devono comunque essere lasciate ai legittimi proprietari: gli embrioni stessi! perchè anche una sola cellula, per un embrione, significa continuare a vivere o la morte... per lui non è una questione di "qualità" ma un aut-aut vitale! quando ancora il tempo non gli ha permesso di spendere l'Energia Vitale che la Natura gli ha donato in sè. - in altre persone, invece, la sofferenza causa uno smarrimento esistenziale senza precedenti nella loro esperienza passata. Se una persona non ha in sè un baricentro di stabilità, allora è umanamente impossibile che essa riesca a guardare obiettivamente la realtà, immediata o lontana, che la circonda. Ecco una spiegazione ragionata e ponderata, senza estremismi radicali ("ammasso di imbecilli", da una parte, o "unici illuminati" dall'altra, come aveva impostato Lei la questione). L'ho proposta. saluti.

Costa - Scheggia impazzita

Noi stessi ci vergognamo che il Sig. Costa faccia parte delle nostre fila, e della nostra comunità cattolica. Il comitato CL di Genova si scusa per aver perso il controllo del suddetto individuo. Doveva fare solo propaganda, ma a quanto pare si è lasciato andare. D'ora in poi il Sig. Costa agisce senza il nostro appoggio. Questa storia è andata troppo oltre. Cordiali Saluti Mattia Pasticale - Responsabile CL Genovese

Si vede che siete alla frutta!!

Da questo momento sono molto più sereno: solo la consapevolezza che il quorum non sarà raggiunto può rendervi così nervosi da dovervi inventare alle mie spalle complotti chiesastici e dovervi auto-convincere che i debba per forza essere cattolico... quando una parte si riduce all'isulto e alla delegittimazione sistematica dell'altra storicamente ha sempre significato che, sotto sotto, ha esaurito argomenti e speranze. Per i lettori di questo sito, se siete curiosi fate come me: telefonate alla sede di CL di Genova (010/5954022) e chiedete di Mattia Pasticale. Se fosse veramente il loro responsabile dovrebbero conoscerlo. Ma invece... Buona telefonata a tutti.

evidentemente

Evidentemente, caro sig. Costa, gli utenti di questo sito non sono in grado di verificare tutti gli accessi al medesimo. Quindi può ben darsi che il sig. Matteo Pasticale, anziché essere il responsabile di CL che l'ha mandata qui, sia un burlone. A proposito, com'è che lei conosce così bene il numero di CL? Non mi dica che l'ha cercato sulle pagine bianche per farci un favore. E da cosa nasce la sua certezza che di tale movimento non faccia parte nessun Matteo Pasticale? In ogni modo, sig. Costa, se il sig. Matteo Pasticale non è chi dice di essere, ovvero afferma cose false, credo che avrà una buona occasione per far esercitare la polizia postale, nonché per dar lavoro ai suoi ottimi e illustri avvocati.

Pagine bianche

E invece sì, ho usato le pagine bianche. Non è difficile, può farlo chiunque scrivendo "Comunione e liberazione" nel campo "Cognome o nome azienda" e "Genova" in quello "Dove". www.paginebianche.it/pb/cerca?btt=1&cg=Comunione+e+liberazione&no=&dv=Ge... Proprio non volete rassegnarvi alle evidenze, ottimo segno. Purtroppo a partire da un post di un utente non verificato (guarda caso) credo sia pressochè impossibile risalire all'identità di chiunque.

ah no?

Strano: e dire che ero convinta che la polizia postale servisse a indagare su reati commessi attraverso canali informatici, e non certo a rintracciare utenti registrati la cui identità può essere chiarita semplicemente ricorrendo al database del sito. P.s.: non ci crederà, ma i lettori di queste pagine sono in grado di usare le pagine bianche; che l'abbia fatto lei al nostro posto mi fa ritenere che sottovaluti alquanto la nostra intelligenza.

Dubitare è dovere

Il dubbio, fin dai miei primi post (ve li ricordate?) è sempre stato la mia guida. E poi dubitare della vostra intelligenza è un dovere, dopo aver visto come avete (soprattutto tu, mara) creduto senza un minimo di spirito critico alla storia del "Fantasma Pasticale"... ma come si fa a credere che davvero un responsabile di CL potrebbe mai scrivere sul serio un messaggio di quel tipo??? ".. Questa storia è andata troppo oltre"!! Sono ancora qui che rido... senza contare che avrebbe avuto un senso se e solo se io avessi mai detto che il mio pensiero è rappresentativo di quello di CL... sto chiamando i miei amici per far ridere anche loro, siete troppo divertenti!! :-)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

su un punto ha davvero ragione

Io non ho la minima idea di come si esprima un responsabile di CL: sa, non sono adusa a frequentarne. Ma suppongo che lei, nella sua infinita benevolenza, possa illuminarci in proposito. Allora cosa fa: li querela per direttissima i mistificatori, o no?

Caro Paolo

Devo dire che restai un pò perplesso dalla tirata pasticaliana, anche a me sembrò un poco come dire "fuori dalle righe". Ma intuisco che lei sia genovese, tanto è vero che vivrebbe come somma jattura la nascita di un figlio sampodoriano. Per cui i conti che non tornano mai, stavolta tornerebbero. Ergo, qualcuno o più probabilmente "qualcuna" della sua città se la sta spassando allegramente. Intuisco che siano fatti privati, ah..le donne, nè il sito, nè tanto meno la campagna referendaria c'entrano un bel fico secco. E questo dovrebbe capirlo facilmente, non si dia troppa importanza Sig. Costa. Abbiamo ben altro da pensare. Guardi meglio tra la cerchia dei suoi amici, e soprattutto delle sue.....ehm..."amiche". Qualcuno o forse qualcuna la sta sfottichhiando allegramente, per ragioni molto probabilmente privatissime.

Loris Brunetta

Capisco che certi concetti siano un po’ ostici, ma con un po’ di sforzo, ne sono assolutamente certa, tutti possono essere in grado di afferrarli. Non credo, diversamente da quanto suppone il sig. Costa, che sulla chiamata all’esistenza di Loris Brunetta abbiano potutono incidere le modalità della copula dei signori Brunetta. Credo che sarebbe stato ininfluente, per lui, che i genitori lo avessero procreato nella posizione del missionario o in quella della giumenta. Salvo ovviamente la differenza che può esserci, per un bambino, tra l’essere aducato da una famiglia abbastanza fantasiosa o da una piuttosto bacchettona. Ma questi sono fatti privati della famiglia Brunetta su cui non credo legittimo né rispettoso indagare. E’ certo che Loris Brunetta, quel Loris Brunetta che si rallegra di non essere stato gettato nella spazzatura quando era un embrione, non sarebbe stato Loris Brunetta se non fosse nato talassemico. Ma siamo parimenti certi che se i signori Brunetta non avessero copolato quel giorno preciso non ci sarebbe, oggi, ugualmente Loris Brunetta? Possiamo avanzare ragionevoli dubbi. I signori Brunetta avrebbero potuto copulare un altro giorno e avrebbero potuto generare un figlio sano. Probabilmente si sarebbe chiamato Loris, visto che questo è il nome che hanno scelto per il loro figlio. Non sarebbe stato lo stesso Loris Brunetta, perché non avrebbe vissuto l’esperienza della malattia e quanto ne consegue. Ma con una certa dose di probabilità gli stessi genitori avrebbero potuto generare, in un altro momento della loro vita, un figlio talassemico, che avrebbero chiamato Loris, e che oggi potrebbe dirci le stesse cose che ci dice il Loris Brunetta che conosciamo. Infatti sarebbe stato educato dalla stessa famiglia, avrebbe fatto le stesse esperienze di malattia, avrebbe ricevuto le stesse cure approssimative, e magari anche lui ce l’avrebbe fatta ad arrivare a 40 anni, felice di esserci e di essere nato. Ma pensiamo invece se i signori Brunetta fossero vissuti nel secolo scorso, o se il Loris Brunetta di oggi, con quello specifico patrimonio genetico, fosse stato nato solo cinquant’anni prima anziché negli anni ’60. Egli non sarebbe stato Loris Brunetta: infatti sarebbe morto da piccolissimo e a 40 anni non avrebbe potuto raccontarci la sua vita. E se i signori Brunetta, poi, invece di essere cattolici fossero stati testimoni di Geova, il Loris Brunetta che conosciamo ugualmente non esisterebbe: sarebbe parimenti morto, perché i testimoni di Geova ritengono inammissibili per motivi religiosi le trasfusioni. E se dagli anni ’60 a oggi la scienza non avesse fatto progressi da gigante nelle cure trasfusionali, il Loris Brunetta di oggi non ci sarebbe: sarebbe morto assai precocemente per l’inadeguatezza dei trattamenti medici. Ora, proprio un malato come Loris Brunetta dovrebbe essere particolarmente sensibile al fatto che ci sono oggi tanti Loris Brunetta nati troppo presto. Troppo presto per una scienza che ancora non è stata in grado di mettere a punto un metodo per effettuare le trasfusioni. E in un contesto in cui non la famiglia, ma addirittura lo stato è testimone di Geova, e vieta alla scienza persino di cercare un modo per fare trasfusioni salvavita a questi malati. Loris Brunetta, poi, dice di non condannare quelle famiglie che scelgono di non mettere al mondo un figlio talassemico. Perché non tutte le famiglie se la sentono di affrontare la malattia gravissima di un figlio. Quindi queste famiglie preferiscono l’aborto, che la legge consente. Che logica c’è allora a vietare a una famiglia, che un figlio malato non lo avrà comunque, di diagnosticare la malattia in una fase precoce, senza dover aspettare di abortire un feto di 5 mesi? E infine, per un credente come Loris Brunetta la questione dovrebbe essere di una certa rilevanza: e se esistesse l’anima? Se ciò che rende un essere umano diverso e unico fosse quel quid spirituale e incoporeo che solo Dio può dare? Ma siamo proprio sicuri che Dio sia così materialista dal fornire anime a misura di DNA?

C'E' CHI ANCORA SOSTIENE DI E

C'E' CHI ANCORA SOSTIENE DI ESSERE STATO IN ORIGINE L'EMBRIONE TALSSEMICO CHE PER FORTUNA NON E' STATO GETTATO VIA... IL FATTO DI CHIAMARSI RENATO BRUNETTA E DI FELICITARSI DI ESSERE VIVO NON E' NECESSARIAMENTE CONNESSO ALL'ESESTENZA DI QUELL'EMBRIONE PARTICOLARE,,, RENATO BRUNETTA, TALSSEMICO O NO AVREBBE POTUTO VENIR FUORI DA ALTRI EMBRIONI, TALASSEMICI O NO...IL RENATO BRUNETTA E' SUCCESSIVO AL SUO EMBRIONE...HA AVUTO BISOGNO DI CRESCERE IN UTERO E NUTRIRSI DI UNA PLACENTA...E' STATO RICONOSCIUTO COME RENATO BRUNETTA E ORA VIVE DA RENATO BRUNETTA CON UN IDENTITA' MA NON POSSIAMO RIDURRE RENATO BRUNETTA AL SUO EMBRIONE...CON LUI E PER LUI ALTRI EMBRIONI SONO STATI SACRIFICATI NATURALMENTE...SE COSI' NON FOSSE STATO RENATO BRUNETTA SAREBBE ESISTITO UGUALMENTE, SCATURITO DA UNJ ALTRO EMBRIONE...I MISTERI DELLA VITA...COMUNQUE LUNGA VITA A RENATO BRUNETTA...

Non sarebbe Angelo Loris Brunetta

Questa è una falsità bella e buona. E' umiliante che nel 2005 ancora si debba spiegare come vengono al mondo le persone, ma visto che è necessario procedo. Scusate se il tono questa volta è (realmente) seccato, ma speravo che certi discorsi non fossero necessari, che fossero materia acquisita sui banchi della scuola primaria. Angelo Loris (non Riccardo, che è un politico di FI) Brunetta non è nato sotto un cavolo. E' nato, ed è nato Angelo Loris, perchè i signori Brunetta hanno fatto l'amore in un giorno preciso, in un modo preciso. Se la signora Brunetta avesse voluto rimandare di un mese, avrebbe messo a disposizione un ovulo diverso, con un assortimento diverso dei 23 cromosomi tra i suoi 46. Analogamente, se avessero fatto l'amore in una posizione o ad un'ora diversa, sarebbe stato diverso anche lo spermatozoo del signor Brunetta che sarebbe riuscito ad arrivare per prima al suddetto ovulo. In poche parole, sarebbe bastato un nulla perchè si generasse un embrione con un corredo genetico del tutto diverso, e quindi con un destino biologico differente. Avrebbe potuto annidarsi nell'utero o attecchire e nascere. Avrebbe potuto essere malato o essere sano. Ma sarebbe stato l'origine di una persona diversa. Perchè?? Perchè noi non "abbiamo" un corpo, ma "siamo" il nostro corpo. La dualità tra corpo e anima è un'idea filosofica indimostrabile. Ciò che invece è dimostrabilissimo è che l'esperienza di gran lunga più importante della nostra vita siamo noi stessi, è la nostra convivenza quotidiana con il nostro corpo, con i suoi limiti e i suoi pregi. C'era bisogno di spiegarlo? Ad esempio, il mio senso di autoironia (mai manifestato in questa sede, lo so)si è sviluppato a partire dalla mia calvizie. Angelo Loris Brunetta è Angelo Loris Brunetta, con le sue idee, i suoi valori, i suoi ideali, il suo carattere... anche e soprattutto perchè è nato talassemico. Così Luca Coscioni non sarebbe diventato presidente dei radicali se non avesse fatto la dolorosa esperienza della SLA, che lo ha portato a fondare l'associazione che porta il suo nome. Lo avrebbero selezionato alla nascita, perchè predisposto ad essere "un infelice". Mi sembra invece che la sua vita, anche se non perfetta, abbia un senso d'essere. Così come quella di tutti i malati che combattono per vedere riconosciuta la loro dignità. I malati (se si può) si curano, non si eliminano. Questo è ciò che credo sia universalmente riconosciuto. Adesso però mi viene da fantasticare: i geni influenzano sicuramente i caratteri "visibili" del nostro corpo... ma è probabilissimo che oltre a definire la forma del naso e il disegno delle impronte digitali, definiscano anche le strutture primordiali del nostro cervello, gli intrecci neuronali primigenii... certo, poi l'esperienza potrebbe fare un'opera di parziale rimodellamento, ma sempre sulla base degli intrecci primigeni, un po' come si può fare o no il body building su un corpo, ma è impossibile alterarne le caratteristiche fondamentali. Lo scenario che ho descritto, lungi dall'essere vero, è verosimile, e solo il progresso potrà forse fornirmi una risposta. Ma pensate che cosa succederebbe se fosse vero... e se le biotecnologie potessero analizzare, un giorno, anche questi aspetti. Ad esempio, si potrebbe scoprire che io possiedo il gene del "rompicoglioni", che struttura il mio cervello in un modo geneticamente predisposto alla formazione di una personalità polemica e insolente. Si potrebbe scoprire che questo gene è posseduto, oltre che da me, anche da molti altri partecipanti di questo forum. Ora, questo ci renderebbe per un attimo più solidali e affratellati... ma qualcuno potrebbe decidere che gente come noi non deve più nascere!! Al bando chi è predisposto alla depressione, alla contestazione, alla sovversione, al libero pensiero, alla creatività non controllata... oppure, se facessi io le regole, da buon genoano io mica farei nascere un figlio che è predisposto a tifare Sampdoria!! E uno predisposto a votare radicale meno che mai!!! Però le regole io non le faccio nè le farò mai, e forse è bene che sia così. In fondo anche il rischio di un figlio radicale, sampdoriano, sovversivo e/o contestatore deve far parte delle possibilità della vita... magari riuscirà ad essere felice lo stesso. Paolo Costa

angelo loris

ANGELO LORIS, NON RENATO, MA E' LO STESSO, SAREBBE STATO O NO FELICE UGUALMENTE DI SENTIRSI NEL CORPO DI UN NON TALASSEMICO? L'EMBRIONE CONOSCE LA PAROLA IO? LORIS BRUNETTA E' IL SUO DNA? QUANTI EMBRIONI BRUNETTA SONO STATI ELIMINATI IN RAGIONE DI UNA SELEZIONE IN FAVORE DI CHI HA PRESO IL NOME DI LORIS ANGELO? SE AVESSE VINTO QUELL'ALTRO COME SI SAREBBE CHIAMATO? E LEI SECCATO, LO E' GRAZIE AL SUO DNA O AL SISTEMA DI RELAZIONI (CONTESTUALI) IN CUI VIENE A TROVARSI? LORIS ANGELO SAREBBE TALASSEMICO IN UN DIVERSO SISTEMA DI RELAZIONI? MI ILLUMINI, DOTT.COSTA, SE NON LA SCOCCIO TROPPO... (SE NON FOSSI STATO L'EMBRIONE CHE SONO STATO E' PROPRIO SICURO CHE QUESTA SECCATURA SE LA SAREBBE EVITATA?)

Ignoranza crassa

Qui o mi prendete per i fondelli (e allora vi dedico troppo tempo) o non riuscite a capire le cose più elementari (e allora stando zitti fareste figure migliori). Faccio finta che sia valida la seconda ipotesi, e rispiego: A. L. Brunetta, come qualsiasi altro malato per motivi genetici, non avrebbe mai potuto sentirsi nel corpo di un non talassemico. Perchè, a meno di voler credere in una nuova religione fondata da Francesco Monaca, lui è quel corpo talassemico. Non "ha", ma "è". Quindi, se si fosse esliminato quel corpo quando era allo stato embrionale, si sarebbe impedito al Nostro di venire al mondo. Se al suo posto fosse stato scelto un altro embrione, sarebbe nata una persona diversa in tutto (tranne forse nel nome), dal colore degli occhi ai lineamenti del volto passando per il carattere innato. Da un punto di vista oggettivo, scientifico, se elimino un embrione malato e ne produco uno nuovo, sano, non faccio nascere la stessa persona del primo, che si reincarna sana nel secondo. Sarebbe una convinzione pseudoreligiosa, che voi vorreste imporre (alla faccia della laicità dello stato) a tutta l'Italia per alzata di mano. No, se butto via un embrione malato la persona che era ancora allo "stadio embrionale" del suo sviluppo viene semplicemente UCCISA. Il resto è aria fritta, concezioni filosofiche o pseudo-religiose. L'embrione non conosce la parola "io", perchè l'autocoscienza arriva molto dopo, diverse settimane dopo la nascita. Ma definire l'autocoscienza o altri parametri per distinguere tra "essere umano vivo ma senza diritti" e "essere umano a pieno titolo" è arbitrario e pericoloso. Nemmeno tu, quando dormi, sei autocosciente... lo sarai solo al risveglio o durante la fase REM, così come l'embrione lo sarà solo molto dopo la nascita. Ma entrambi avete diritto a non essere uccisi. Noi non siamo il nostro DNA, siamo il nostro corpo. Facile, no? Il corpo attraversa diversi stadi di sviluppo, tra cui quello embrionale. Ma siamo sempre noi, da un punto di vista oggettivo. Semplicemente ci sviluppiamo. Per far venire al mondo Angelo Loris Brunetta non è stato selezionato nessun embrione. Se fossi andato a scuola avresti capito che un embrione si genera dall'unione di uno spermatozoo e una cellula uovo (che da un punto di vista scientifico non possono rappresentare ancora una individualità in quanto incompleti: aploidi). Visto che una donna in natura sviluppa un solo ovocita al mese, deduco che quello di A.L. Brunetta sia stato l'unico embrione generato quella sera. Non ha dovuto "vincere" contro nessun altro (studia la differenza tra embrione e spermatozoo, credo che ti sia confuso). Sono seccato perchè devo fare la scuola elementare ad asini come voi, ma la mia vita, per fortuna, non comprende solo relazioni, tanto meno quelle su questo blog. La mia vita è quello che fa il mio corpo. Io sono il mio corpo. E in quanto essere umano pretendo che i miei simili tutelino il mio corpo e quello di tutti gli altri dal concepimento alla morte. Si chiama diritto alla vita.

Studenti ignoranti

Ma la volere smettere di far casotto!!! Sono settimane che il Prof. Costa cerca di illuminarvi tutti con quella luce immensa (di intelligenza) che solamente lui possiede. E voi? Brutti ingrati, un così gran luminare si abbassa al vostro livello, e voi non lo ascoltate ?! Che ignoranti!! Ora sta cercando di spiegarvi come nascono i bambini, così come la Chiesa (sia lodato Ratzinger, sempre sia lodato) glielo ha inculcato nella mente e voi ancora non lo ascoltate ?! Siete veramente penosi... Siete solamente studenti al cospetto di un ECCELSO MAESTRO. Non vi vergognate un pochino... Il grandissimo e ponentissimo Ruini (anch'egli sempre sia lodato) ci ha concesso di purificarci dai nostri peccati terrenti, cogliendo l'essenza della vita stessa a piene mani dalla fonte della sapienza suprema...Vergogna ed ancora vergogna... Ed ora tacete, parla Barilla...ehm ehm Costa.... Prima di andare a letto, per penitenza recitate: "Illuminatissimo Costa che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome ...[...] Amen [...]" "Non ho ascoltato Ratzinger, né Ruini, nè il suo figlio spirituale Paolo Costa... Mea Culpa, Mea Culpa, Mea Culpa" "Tuttogo Costa, pieno di saggezza, Ruini è con te. Tu sei intelligentissimo fra tutti gli uomini e benedetto è il frutto della mente tua "IGNORANZA" " "Non tornate più, finchè non sarete pentiti, contriti e redenti" (The Blues Brothers) Grandissimo Costa noi ti adoriamo... NOTA: che i reali credenti cristiani, non rimangano sgomentati dalle mie parole, avranno notato anche loro come la santissima trinità "Ratzinger, Ruini, Costa" stia infangando il nome della cristianità stessa. Chiedo scusa a coloro se si sono sentiti offesi (anche se non credo di aver fatto torto alcuno: almeno non quanto Costa ne ha fatto loro). RIBADISCO, NON CREDETE NELLA SUA LAICITA': NON E' UN'AGNOSTICO, MA UNO STRAMALEDETTISSIMO BIGOTTO

Sig. Costa, sorrido e la sal

Sig. Costa, sorrido e la saluto anch'io. Non la disturberò più, si tranquillizzi. Addio.

Anche i Poeti nel loro piccolo si incazzano

Sempre arguto il nostro Sig.Costa. E' vero in altri tempi si usavano toni anche duri. Bisogna ricordarli quei tempi però. Erano i giorni infausti del conclave, a Roma Tor Vergata (e non solo!) a spese dello Stato, e cioè con i quattrini spillati a tutti noi, venivano ospitati rifocillati e ripuliti aggratis per loro, stuoli manipoli legioni di papaboys e papaboyse. Chiaramente i figlioncelli senza chattare e mandare cuoricini alla mamma ovvero al sagrestano rimasto in parrocchietta, vanno in paranoia, per cui il solerte Stato Italiano (che dovrebbe essere laico!) attrezzò loro una sala internet da fare impallidire la CNN. Tutto aggratis per loro, tanto eravamo noi a pagare. Per andare ai fatti questo sito era invaso anche da 400 papaboys contemporaneamente ,cosa che finì quando, eletto il pastore tedesco, i suddetti furono rispediti nelle parrocchiette di appartenenza. I messaggi (sopratutto privati) di minaccia e di disprezzo non si contavano, sembrava di essere in curva sud. Qualche incazzatura è chiaro che ci è pure scappata et amen. Ora si cerca di discutere e di informare, rispettando anche alcune regole di cortesia (Sob!), certamente cercando di evitare lo scopiazzamento acritico di sciocchezze del foglio di fico piduista ciaista Ferrara. PS: Ed aggiungo a margine, non mi sono mai sognato di essere un "fine" poeta, ma un poeta e basta. E questa materia Caro Sig. Costa, è preferibile lasciarla agli editori, ai recensori, ai critici, ai lettori. Il suo sarcasmo rasenta francamente il ridicolo. Lorenzo Giulianini

pare che mi si chiami in causa

Quando la tuttologa Mara si è iscritta a questo sito, l’utente Placst vi imperversava già senza contraddittorio alcuno, inviando tre o quattro post al giorno con copia incolla di intere pagine tratte dal Foglio e spazzatura consimile - il che, sia detto per inciso, è indubbiamente qualificabile come spam -. Pertanto, è stata semmai la tuttologa Mara a doversi adeguare ai toni usati dall’utente Placst, per il quale, presumibilmente, borioso e presuntuoso è chiunque abbia l’ardimento di manifestare un pensiero che si discosti dal suo e da quello di papa Ratzinger. Oltretutto, l’utente Placst è anche insincero. A palesare le sue posizioni cristiano-fondamentaliste basterebbe già il fatto che le sue argomentazioni attingono a piene mani al repertorio di exempla pret-à-porter diffusi dal movimento per la vita. Ma a suffragare questo inequivocabile dato di fatto, si aggiunge la testimonianza di quanti hanno la ventura di conoscerlo personalmente, i quali mi confermano che è aduso a questi toni anche fuori dal web, e che, ben lungi dall’essere un “agnostico

Strano, Dott. Mara...

Io invece ho ricevuto lo stesso trattamento riservato a Placst (fatto con lo stampino), pur non avendo mai "imerversato" e non avendo mai fatto "copia-incolla". Avendo solo posto qualche semplice domanda elementare di base. Ma poi mi viene da confrontare e dare il giusto valore e contesto alle cose... - Lo spam non è quel "trucchetto" di inviare a "scoppio di granata" la stessa mail a più persone? - Quando si apre un nuovo topic in un sito polito-sociologico, mi sembra gioco-forza il proprorre una discussione in base a un testo che già ha fatto notizia... sennò di che parliamo?: delle nostre riunioni di Condominio o del nostro mal di denti? Certo si può farlo, ma occorre poi usare internet per questi argomenti!?? so che in regime di indistinta libertà di pensiero, uno può star fumando un sigarone e pensare e dire di star facendo l'aereosol... Quindi le cose che ho evidenziato sono solo un umile tentativo di chiamare le cose col loro nome. Che nessuno è obbligato ad accettare. la tuttologa Mara dovrebbe avere più fiducia nello strumento referendario, e sapere che esso serve appunto per conoscere ciò che effettivamente vogliono "Tutti", ai quali, in termini legislativi, si dà il nome di Maggioranza Assoluta di un Paese. E' pretenzioso dire di conoscere a-priori il volere della maggioranza del Paese, è un esempio di scorretta informazione. E' come pretendere di "avere la Verità in tasca"... solo che a noi la Verità ce l'ha Rivelata proprio Colui che l'ha generata. Quindi, personalmente, accetto di essere ritenuto pazzo, ma NON superbo... perchè io non ho fatto nulla: ho solo accettato che Dio mi comunicasse la Verità, Sè Stesso. Ma questo è un altro discorso! Buona fortuna per il Suo sciopero della fame. Abbiamo uno strumento in comune, solo che noi non lo diciamo che digiuniamo... se non a Dio. Gentile Mara, Le ricordo che è profondamente scorretto marchiare e giudicare le Persone, anche quando sono "rompib-" come me, prima di tutto, e Costa, che non conosco personalmente ma col quale condivido una fratellanza spirituale. Il fondamentalismo religioso è esecrabile così come lo è il radicalismo in ogni cosa. Perchè sono eccessi. Purtroppo Lei ed altri, qui, non "eccedete" certo in tolleranza e rispetto personale altrui. Se davvero uno dice "caxxxte", e si sa di avere argomentazioni migliori, si ha anche il dovere umano e civile di "aprirgli gli occhi". La mattanza dialettica non è un comportamento onorevole. La lapidazione verbale lasciamola ai farisei di 2000 anni fa. E a qualche regime totalitarista dell'Africa Nera (anzi no! diamoci da fare, con Amnesty, ad esempio, a debellare questo male). Qui ci sono anche persone che sanno un minimo "dialogare"... A queste persone faccio notare che è troppo facile mettersi a "predicare" a uno che è costretto a difendersi quotidianamente da una barriera di intolleranza e preconcetto. Come succede nei confronti del mio amico (per elezione spirituale) Costa. Visto che tanto le piace analizzare la religiosità di Costa, che, con differenze personali, ma non sostanziali, è anche la mia, colgo occasione di dire una parola autorevole su di noi Fedeli Laici: un Cattolico, proprio perchè è costode indegno della Verità, non si sente superiore ma INFERIORE agli altri, perchè ha inifinitamente più responsabilità degli altri nei confronti della Verità... sa di non poter elucubrare sensualmente con la testa, ma di dover portare e proporre il senso dell'Uomo e dell'Unverso che ha conosciuto. Costa fin qui non ha fatto altro che questo. E gli auguro di continuare e migliorare (non c'è mai definitività in questa vita) su questo Cammino faticoso, ingrato, ma affascinante e coinvolgente tutto l'essere di una Persona. Stia bene, in questo La aiuterà il digiuno: molti maestri orientali pongono l'accento sul potere depurativo del digiuno. Dopo ci si sente fiacchetti, ma poi si torna metabilicamente meglio di prima! Che lenza! Unisce l'utile al dilettevole! Non tiri, però troppo la corda, eh! La saluto.

scusi, ho omesso

il Dott."ssa" perchè mi ripromettevo in seguito di controllare quanti caratteri ci entrano nel titolo, dato che molti titoli sono troncati... Poi ho dimenticato la correzione. Chiedo venia, Dottoressa Mara.

caro sig. Giuseppe

Mi guardo bene dal leggere per intero le sue esternazioni: mi basta l'incipit. Non so di quale trattamento lei parli. Ho il vago ricordo di una discussione in cui lei ha dato prova non di voler discutere e confrontare le proprie opinioni, ma unicamente di fare sfottò, di dispensare con generosità sberleffi a destra e a manca, di deliziarci della sua ironia di dubbissimo gusto, e soprattutto di cambiare continuamente le carte in tavola affermando una cosa con un utente ed esattamente la cosa contraria con l'utente successivo. Insomma, molto semplicemente lei ci ha dato la precisa impressione di essere qui per compiere azioni di disturbo molto poco utili e prive di qualunque significato per la discussione. Tanto che, se ben ricorda, arrivata a questa conclusione ho semplicemente smesso di risponderle. Se però lei avesse realmente da dare un contributo a questo forum, la invito ora senz'altro a farlo, deponendo, per cortesia, quell'atteggiamento sprezzante che, le assicuro, non le fa davvero molto onore.

Ricordi e impressioni...

Cara d.ssa Mara, sono realtà molto individuali. E di per sè stessi, poco "oggettive". Lei ricorda una cosa, io potrei ricostruirne un'altra. Non la finiremmo più. E dunque risolviamo la questione richiamando il dato oggettivo, ovvero gli interventi miei in questione: http://www.lucacoscioni.it/node/2665?from=70&comments_per_page=70 che di riferisce al Suo blog: "LA CHIESA E IL DISSENSO Referendum fecondazione assistita e libertà di ricerca - legge 40". Dopodichè ognuno sarà libero di farsi opinione, auspicabilmente rispettando l'oggettività delle cose, a cui l'Essere Umano, fin dal principio della Favella, ha dato Nome Proprio e significato ben preciso. --------- Mi dispiace che non abbia letto il precedente intervento, è proprio sulla linea di ciò che mi ha chiesto come condizione sperabile e desiderabile per un dialogo (che è costruttivo in sè, sennò lo chiameremmo disputa - con eufemismo). Mi chiedo, però, come mai i miei due precedenti messaggi siano compressi e illeggibili nella sequenza ad albero dove tutti gli altri sono leggibili direttamente. Ho provato a cambiare le impostazioni di visualizzazione, ma rimangono ancora chiusi. Per leggerli occorre cliccare sul link rispettivo, che rimanda a ulteriori pagine del presente blog, un pò "fuori mano". Se qualcuno sa darmi spiegazioni, indicazioni o può gentilmente provvedere al disguido di visibilità, riceverà sincera gratitudine da parte mia.

spiego il mistero dei link

Io, e presumibilmente altri utenti come me, abbiamo ritenuto che i suoi messaggi fossero offensivi. Almeno, io parlo per me: mi sono parsi, e mi scusi il lessico franco e poco elegante, una presa per il culo. Il sito è automoderato, per cui gli utenti possono dare una valutazione ai commenti. Quelli giudicati da molti utenti offensivi, o non in tema, o ripetitivi, vengono ridotti a link. Ciò consente il procedere della discussione senza interventi censori, perché i messaggi non sono rimossi e chi vuole può comunque leggerli cliccandoci sopra. P.s.: Ecco vede, qualche suoi amico ha provveduto tempestivamente a risuscitarli. Sarà felice di ciò.

onorevole da parte Sua...

spiegare il qui pro quo un po' avventato. A rileggerli, nel contesto, i messaggi suddetti non mi sembrano offensivi, ne' prendenti i fondelli di alcuno. Dalle spiegazioni, che ha dato gentilmente, non e' chiaro se quello che le era parso continua ad essere ancora Sua convinzione (cosa che mi dispiacerebbe sinceramente). Mi rendo conto, pero', che e' troppo lusso continuare a confrontarsi su questioni di soggettivo sentire, date le ben altre incombenze di dialogo. Dal mio canto mi ero reso conto, da cui la richiesta, che ci fosse stato un errore, tecnico o di valutazione. Ho ricevuto sia le spiegazioni sia il miglioramento della situazione... Mi ritengo soddisfatto. Grazie. A Lei per le spiegazioni e a quel "santo in paradiso" che mi ha riabilitato i messaggi. ;-)

Beh, visto che a quanto pare

Beh, visto che a quanto pare mara conosce chi mi ha conosciuto personalmente, vorrei che ne facesse nome e cognome e che questa persona poi avesse il coraggio delle proprie opinioni continuando a sostenere che io sono un "integralista cattolico". Penso che si riferisca alla segretaria dell'associazione Luca Coscioni di Genova, con la quale ho avuto un colloquio il mese scorso in via XX settembre, ad un tavolino per il sì. Contrariamente a quanto accade su questo forum, la signora, pur manifestando idee diametralmente opposte alle mie (e anche un po' di disinformazione: sosteneva che la legge proibisce il congelamento di ovociti) ha permesso che la conversazione si mantenesse su un livello di confronto di idee assolutamente civile e piacevole. Credo che, se interpellata direttamente, non potrebbe negarlo. Così come non potrebbe negare che inun ora di conversazione non ho mai citato Dio,Ruini o Ratzinger, come non ho mai fatto qui. Quanto ai frequentatori di questo forum, ricordo che il Movimento per la Vita è aconfessionale. Che le sue battaglie siano in toto approvabili dal mondo cattolico è una questione che non deve fare scandalo. E poi... non eravate voi quelli per la "libertà di religione"? Se anche fossi un cattolico integralista (cosa che non sono e aborrirei) non avrei forse il diritto di manifestare quello che penso, o dovrei essere oggetto di discriminazione? Siete persone strane... In realtà, continuo a citare Il Foglio perchè mi ritrovo in gran parte d'accordo, su questo specifico argomento, con la posizione espressa da Ferrara, che come me è agnostico ma con una coscienza ancora non addormentata. Alla prossima

i nomi e cognomi se li può scordare

Esistono questioni di riservatezza che può facilmente intuire, sig. Costa. E sappia che le mie fonti, che sono altre da quelle che lei suppone, riferivano altrimenti, e la qualificavano come un Ratzinger boy che non perde una sola occasione per evangelizzare il prossimo. Peraltro, non ho mai contestato che anche questo sia legittimo. Contesto tuttavia la legittimità di strombazzare di essere laico e agnostico pur non essendolo, perché questa è mistificazione, caro sig. Costa. E, le assicuro, la correttezza della discussione ne guadagnerebbe se tutti fossimo onesti e chiarissimo senza trucchetti il nostro punto di vista. La saluto.

Ignorante ANCHE in materia legale

Salve, mi presento, sono Giovanni Bianco, svolgo la professione di avvocato penalista da ormai 25 anni. Sig. Costa, dopo aver frequentato questo forum, solo come spettatore, da alcune settimane; ed aver letto tutti i suoi interventi, mi sento di concordare con il Professor Ruffi per quanto riguarda i suoi comportamenti. Inoltre, ho spiacevolmente notato, che su questo forum ( le cui più pregiate caratteristiche erano la democrazia e la libertà di parola ), dal momento del suo arrivo, regna una certa disarmonia, a tal punto che é diventato ormai impossibile confrontare le proprie opinioni perchè vi è sempre presente l'omni-saccente Paolo Costa; il quale, non permette a nessuno di esprimere idee opposte alle sue, pena attacchi personali, citazioni orrende di Copy & Past da altri siti e da proclami di CL (comincio a credere che anche lei sia di questo fantomatico movimento, ritenuto eretico persino dalla Chiesa stessa), pensieri Ruiniani, Ratzingeriani ed ammenità varie che la Chiesa le ha inculcato nella testa. Voglia, per cortesia, evitare di bollarmi come radicale (non si nasconda dietro frasi fatte), voto da diversi anni AN (e ne sono attualmente convinto), ma riesco a mantenere il rispetto per il pensiero altrui (diversamente da lei). Voglia anche evitare di insultare il Sig. Coscioni (come fatto in precedenza), in quanto, secondo la legge italiana, possiede le facoltà di "intendere e di volere", pertanto non lo si può definire "strumentalizzato". Tanto meno lo si può definire "un caso pietoso". Ringrazi l'innata bontà del Sig. Coscioni se, fin'ora, non l'ha citata LUI per diffamazione: ricordo che circa 6 anni fà riuscii a vincere un caso dove un signore aveva dato dell'incapace ad un portatore di handicap durante un comizio, tale diffamatore ha dovuto pagare una multa abbastanza salata (caso vinto con neanche tanta difficoltà!). Infine, gentilmente, eviti di esprimersi in materia legale, in quanto la "querela per direttissima" non l'ha ancora inventata nessuno; e ricordi anche, che la Sig. Mara, la quale fin'ora mi è sembrata fin troppo civile e comprensiva, possiede ora gli estremi per citarla per intimidazione. Indi eviti di esporsi con qualsiasi cosa la renda identificabile come ciò che è, una persona IGNORANTE (noti la scelta della parola IGNORANTE: non può citarmi a riguardo) in materia di biologia, medicina, ricerca medica, farmacia generica, ostetricia, biogenetica ed, ultimo ma non ultimo, giurisprudenza. Sicuramente le fonti citate dalla Sig.ra Mara sarebbero in grado di ampliare il precedente esempio. Personalmente porgo un invito a tutti gli utenti di questo sito, qualsiasi sia la loro opinione per il referendum, a non ABBASSARSI ai livelli del suddetto TUTTOLOGO Costa. Colgo l'occasione per porgerle i mie più Cordiali Saluti Giovanni Bianco P.S. : In caso si debba riccorere a vie legali, appoggerò volentieri qualsiasi persona (la Sig.ra Mara in primis) voglia difendersi dalle ingiurie del Sig. Costa. Metto a disposizione il mio intero studio legale (Sig. Costa non saremo i suoi fedelissimi avvocati famosi, ma siamo pur sempre in 9).

Mi illumini

Lei che pratica la professione di avvocato mi illumini: è davvero configurabile come intimidazione l'azione del soggetto che, a seguito di una diffamazione, prospetta di avvalersi delle vie legali che la legge prevede espressamente in questi casi? Allora devo fare come Giulianini che invece di parlare di asettiche "vie legali" parla di legnate e calci in culo? Basta saperlo prima. Ma dopo questa sua uscita temo che anche lei, come il "responsabile di CL di Genova" di qualche post sotto, sia il frutto della fervida fantasia dei frequentatori di questo sito. Noto anche che la moderazione dei commenti nei blog sta assumendo sempre più il carattere di una censura antilibertaria e antidemocratica. Chi è che impedisce agli altri di parlare? Chi risponde ai post o chi i post li oscura? VERGOGNATEVI

censura

Vede, se dovessimo censurare quanti scrivono cose su cui non siamo d'accordo, i suoi post sarebbero stati tutti oscurati. E se dovessimo censurare quanti non rispettano la netiquette, i suoi post sarebbero stati, parimenti, tutti oscurati. Invece, per fortuna di lei e dei suoi amici, questo forum è libero e democratico, e l'oscuramento nasce unicamente dal fatto che esiste un meccanismo di moderazione dei commenti per cui, se una maggioranza (democratica) di lettori ha giudicato quei commenti fuori tema, o ripetitivi, o francamente offensivi, essi vengono ridotti a link: cioè, non cancellati, rimossi, censurati, ma perfettamente leggibili se un lettore ci clicca sopra. Spero che, se ritiene l'avv. Bianco una nostra ennesima invenzione, vorrà rivolgersi alla polizia postale anche per chiarire questa ennesima nostra antidemocratica mistificazione. La saluto.

Querela in arrivo

Più che ragioni di riservatezza, la sua fonte (ammesso che esista) ha paura di una querela che le sarebbe recapitata in breve tempo. E' a questo punto evidente che la signora mara (che contrariamente a me non non ha mai citato il suo cognome e la sua provenienza geografica) ha paura delle conseguenza delle proprie azioni. Inventarsi di conoscere una persona per assumere un effimero diritto di parlarne come se la si conoscesse davvero è un reato. Faccia attenzione che ho conoscenze di ottimi avvocati, e nel suo caso troverei anche il tempo da perdere. D'ora in avanti le prospetto 3 possibilità, a lei la scelta: 1) Smette di fare illazioni non documentate sulla mia persona e continua a vivere tranquilla. 2) Continua a darmi del "Ratzinger boy", dell'"integralista cattolico", dello "stipendiato dal vaticano" e cita la fonte delle sue informazioni con Nome, cognome, indirizzo (ovviamente per mail); essa sarà querelata per direttissima. 3) Come il punto sopra, ma senza citare la fonte. In tal caso farò denuncia alla polizia postale per identificarla e querelare lei. Si assuma le sue responsabilità. Paolo Costa

il mio nome e cognome è citato più volte

Forse lei non mi legge attentamente come io leggo lei, riservandole un'attenzione che forse è onestamente esagerata. Il mio nome è citato tra gli accademici in sciopero della fame, in alcuni miei blog, e nella sezione eventi, dove trova anche la mia provenienza geografica. Nomi, sia chiaro, non ne faccio manco sotto tortura. Proceda pure con tutti i provvedimenti che ritiene opportuni, se vi ravvisa degli estremi di reato. Ma tenga presente che anche gli utenti di questo sito conoscono ottimi avvocati e potrebbero decidere di perdere il loro tempo con lei e con gli epiteti e i commenti ingiuriosi che ha dispensato senza avarizia, e di cui non manca di dar saggio anche poco sopra questo post.

Citi...citi... il giornale de

Citi...citi... il giornale del suo amicone Ferrara... del resto, e' risaputo, che tale omuncolo e' una persona molto colta.......... direi, nettamente al Suo pari. Luca Pedercioli P.S. Si appenda pure al suo side-effect, ma le confermo pienamente che la sto prendendo per i fondelli . Saluti alla famiglia ed alla sua parrocchia di bigotti.

Gentile Sig. Costa,quando v

Gentile Sig. Costa, quando vorrò rivolgermi ad altri utenti lo farò senza problemi, esattamente come ho fatto con lei. Per quel che riguarda "Ragazzino con il latte alla bocca", non mi sembra così offensivo tanto quanto lei vuole credere. Comunque, suppongo di avere più del doppio dei suoi anni, lo ricordi. Se l'ambiente del sito non le è congeniale, prego, libero di pensarlo; ma allora non continui ad imperversare. Dio ha creato l'uomo ignorante, ma con la capacità di evolversi grazie alla cultura ed al confronto. Lei sostiene di adattarsi all'ambiente: sono felice che l'ambiente non si adatti a lei. La saluto. Prof. Giacomo Ruffi

Signor Ruffi, "Ragazzino con

Signor Ruffi, "Ragazzino con il latte alla bocca" può essere poco o molto offensivo, ma sicuramente offensivo lo è. Il fatto che lei possa avere più anni di me non implica che per questo lei sia più o meno rispettabile di me, dal momento che siamo sicuramente entrambi adulti. Tra l'altro, se avesse letto con attenzione i miei interventi, avrebbe notato che io sostengo la pari dignità dell'essere umano a qualsiasi stato di sviluppo, quindi con me casca male. Io non credo in Dio, credo nell'Uomo e credo nel dubbio. E su questi due pilastri, solidi come la roccia, articolo il mio pensiero, usando la logica. Ritengo questo forum un ottimo ambiente per tenere in esercizio il mio pensiero, quindi, anche se non sono simpatico a lei e a molti altri, continuerò a "imperversare" almeno fino al 13 giugno, come tutti gli altri. La saluto, Paolo Costa

costa tu sai che non sei ateo

costa tu sai che non sei ateo o agnostico vero?da cattolico integralista le bugie sono peccati.

Sarò scemo ma non capisco

Io non capisco quello che dite. Pare che la evidente vittoria che otterremo elimini la malattia. I figli si continuano a fare per chi può naturalmente farlo, e si continueranno a fare con buona pace di tutti, e sono tanti, e se nasce un bambino malato nessuno lo butta nel cestino, anzi. L'amore per i figli cresce se hanno difficoltà, e nessuno si sogna nibelunghi biondo azzurrastri, veramente ormai credo facciate abuso di allucinogeni. Non trovo altre spiegazioni al delirio vostro quotidiano, altrimenti dovrei convincermi di malafede, e non voglio ancora. Su quelli del foglio non dubito, il loro condottiero è un notorio praticante di ogni forma di doping. Ma i preti dovrebbero limitarsi al vino...sangue di Cristo...non è che hanno cambiato i consumi? I figli nascono e possono essere anche malati, o possono accidentalmente diventarlo, e vengono amati, eccome, te lo posso garantire sai. Vallo a chiedere in Africa quanti bambini nascono malati grazie alla follia della vostra barbarica chiesa altomedioevale per il divieto di educare, prevenire, ricorrere ad una profilassi sempre più drammaticamente urgente. Ma nessuno li butta Placst, dovresti vergognarti a dire certe cose. La cosa più normale per voi è che due soggetti infetti da AIDS si riproducano liberamente ulteriormente, per amplificare un dolore senza fine, senza speranza, visto che non fate niente poi per l'eliminazione dei brevetti, e l'accesso alle cure (io sarei per la diffusione di preservativi a tappeto, ma almeno per questo dovreste impegnarvi!!! affinchè l'Africa.....visto che la volete epidemica tutta quanta....almeno possa curarsi....e non lo fate !!!). Qua si parla di PMA Placst, è tutta un'altra cosa. Qua si cerca di curare con efficacia e rispetto chi ha delle patologie che impediscano la procreazione naturale, prevenire un dolore evitabile il che è dovere di ogni uomo ragionevole (e voi non lo siete!), assicurare benessere se è possibile, e non lo sterminio di dolore perseguito con pervicace ostinazione dalle gerarchie vaticane, dai preti dal foglio e anche da te. PS: e poi è veramente squallido che vi rivolgiate a poveracci come sto tal Brunetta, per propalare falsità così marchiane. Anche se questo è "merito" più di ferrara che tuo, a te il merito di avermelo portato, sarebbe un giorno felice se vedessi in galera ferrara per "offesa alla felicità umana", un reato elementare ed evidente, ma mi si dice che non ci sia. Una cosa infame, 'sto Brunetta, potremmo seppellirlo a calvari, con ben altri esiti, altre speranze, altri destini. Lo vedi che vi vangate i coglioni? Ognuno ha la sua da raccontare, e la storia di qualcuno e di qualcun'altro (forse) a Brunetta lo manderebbe finalmente a lavorare.......che ferrara faccia un giorno di "lavoro" ormai è vana speranza...come lo scecco che vola......bye

e poi la abbiamo vista

L'abbiamo vista ieri codesta Annalena, pontificante alla greppia del duce sommo Ferrara. Una squinzetta da un soldo e mezzo, che non rispetta le regole più elementari, quando si sta in un pubblico confronto. Una semisquinzia cocatissima che fa di no con la testa quando gli altri parlano e non dicono quello che il suo verminaio cerebrale consiglia. Che zumpetta balletta ed interrompe. Uno spettacolo orrorifico, da prenderla a schiaffoni. Trovatevi migliori e più credibili profeti, Sig. Paolo Costa. Salud

Per Placst

Gentile Sig. Placst, buongiorno. Mi chiamo Giacomo Ruffi, ho 57 anni e sono un insegnante di matematica. Mi spiace disturbarla: sono capitato da poco su questo sito, con l'intento di chiarirmi le idee, ed ho letto com molta attenzione i suoi commenti. Le specifico subito che non sono sicuro della mia posizione, ma una cosa la so per certo: sono assolutamente contrario all'astensione. Ma non è di quello che volevo parlare con lei. Abbia pazienza, ma lei quanti anni ha? Si rende conto che interloquisce con chiunque adottando atteggiamenti balzani e superbi - del tutto fuori luogo? Non è questione di IDEE. Ognuno è libero di pensarla come vuole, credo, purchè si rispetti gli altri. Lei ritiene di essere nel giusto assoluto, forse? Ma lei chi è, per utilizzare simili toni? Mi perdoni, ma non è possibile che lei parli di "religione laicista dogmatica" e che lei si rivolga ad un'utente così: "Fai ideologia. Fai ridere." - E altri suoi commenti, in cui il suo pensiero è elevato rispetto a tutti i pensieri altrui. Abbia pazienza, ma come si permette? Anche chi non la pensa come lei ha diritto di parlare, e non mi venga a dire che lei è una vittima e che gli altri - su questo sito - la mettono all'indice. Comunque, se gli altri la mettono all'indice, si è mai chiesto per quale ragione? Probabilmente, per l'arroganza e la supponenza con cui espone le sue idee. Io non sono radicale, voto Alleanza Nazionale, sono cattolico praticante e credo molto in Dio; tuttavia, mi chiedo se davvero la Legge 40 sia in grado di tutelare la donna, la famiglia. Invece di giudicare "disinformato" chi non la pensa come lei, provveda ad informarsi per primo, glielo consiglio vivamente; se gestissi questo sito, io non censurerei i suoi pensieri, ma senz'altro farei in modo di moderare i suoi modi di fare boriosi. Lei è un ragazzino con il latte alla bocca, Sig. Placst, e quando parla non ha la minima idea di quel che dice. Soprattutto, lei è privo non solo di educazione, ma anche di umiltà. Rispettosamente, Giacomo Ruffi

Ci si adatta all'ambiente

Gentile Sig. G.Ruffi, buonasera. Prima di tutto, la ringrazio di aver letto con attenzione i miei commenti. Credo che sia a conoscenza del fatto che la comunicazione su Internet ha lo spiacevole side-effect di amplificare le reazioni emotive in chi legge, quindi non mi stupisco che lei possa trovare esagerata la mia vis polemica, probabilmente oltre le mie intenzioni. Mi stupisco che abbia voluto farmelo notare in una pagina in cui non ho scritto nulla di mio, ma solo riportato un articolo, ma poco importa. Tuttavia la prego di non limitare i suoi orizzonti, e di leggere anche i post degli altri utenti di questo forum. Troverebbe altri personaggi meritevoli della sua attenzione. Ha già fatto conoscenza della tuttologa mara? Che mi dice della sua arroganza e supponenza? Oppure, ha già trovato quel fine poeta che è Lorenzo Giulianini, il quale con eleganza versifica "prima o poi vi salasso di legnate" e poco oltre "vi piglio a calci nel culo a sangue tutti quanti siete"? Non pensa che sia balzano il suo sostenere che la Chiesa è una setta satanica? Tra l'altro, anche lui non scherza nel porsi due spanne sopra gli altri... E come commenta l'umiltà dell'utente che scrisse che "SE SI POTEVA SELEZIONARE MEGLIO UN EMBRIONE MALATO UNO COME COSTA NON SAREBBE PER FORTUNA MAI NATO."? Onestamente, non mi sento una vittima e qui nessuno mi mette all'indice, chiunque ha diritto di parlare. Ma mi creda, signor Ruffi, è difficile non adeguarsi al livello boriosità che imperversa in questo forum, da ben prima che io iniziassi i miei interventi. Pensi che qui si trova perfino chi, volendo esortare alla moderazione dei termini e al rispetto, apostrofa malamente il suo interlocutore dandogli del "ragazzino col latte alla bocca"... Come vede, ci si adatta. Benvenuto su www.lucacoscioni.it. Rispettosamente, Paolo Costa (ebbene sì, ho un nome)

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