Ragioniamo un attimo: niente scuse e andiamo avanti


Passata l'euforia e i festeggiamenti del lunedì, provo a dire la mia sulla batosta elettorale che ha colpito il referendum.

Prima di tutto: è stata una BATOSTA. Questo, sia chiaro, toglie ogni possibile scusa dal campo referendario. Come in un altro blog ha detto giustamente Giuseppe A., l'entità numerica dei dati definitivi e ufficiali stroncano sul nascere i piagnistei di chi, alla vigilia, metteva le mani avanti sostenendo la tesi della corsa truccata:
"Gli oppositori al referendum, puntando sul vile trucchetto dell'astensione, si accaparreranno quel 25%-30% di astensionisti cronici, partendo in vantaggio sui rferendari", si diceva.

Sorvolo sulla questione per cui il non-voto ha un valore aggiunto rispetto al no, e che non è un trucchetto; sorvolo un po' di meno sul fatto che in una democrazia parlamentare le leggi approvate dal parlamento, democraticamente eletto dalla totalità del popolo, fino a prova contraria sono valide e accettate da tutti i cittadini; questa prova contraria è proprio il referendum, che deve dimostrare che la legge va contro il sentire della maggioranza (50%+1) dei cittadini. Quindi, è giusto supporre che per coloro i quali passivamente non esprimono un opinione sulla legge, valga l'opinione espressa dal parlamento, che rappresenta anche loro. Se questo assunto è sbagliato, cade il concetto di democrazia parlamentare reppresentativa.

In ogni modo, se veramente un 50%+1 di cittadini considera una legge "ingiusta, liberticida, medioevale" non ci sono santi che tengano: al referendum questo 50%+1 va a votare, vota sì e abroga la legge, in barba a astensionisti e fautori del no. Infatti chi è per l'abrogazione della norma, al contrario di chi è per la sua conservazione, non ha da esitare sulla scelta di una strategia (voto o non voto) e va a votare compatto.

Nel caso in cui ad essere contrari alla legge non sia la maggioranza ma una quota di popolazione significativa (tra il 25% e il 50%) il sì potrebbe perdere se il quorum fosse sfiorato e il fronte dell'astensione attiva, compatto ma eventualmente anche minoritario(in termini assoluti), si sommasse a quel 25%-30% di astensione passiva, dando adito ad interpretazioni politiche possibiliste e a polemiche cui ribattere sarebbe stato possibile ma difficile.
Sempre in questo caso, è anche possibile che il fronte del sì (pur in minoranza assoluta) vinca, ma solo grazie ad un uso sapiente dell'alchimia del quorum, cercando di dividere il fronte opposto tra astensionisti e votanti "no", cercando di portare alle urne questi ultimi in un numero congruo a raggiungere il quorum ma non troppo elevato. In questo caso i contrari all'abrogazione (al netto dell'astensionismo fisiologico) potrebbero essere la maggioranza ma perdere per divisioni interne.
Era ciò che qualcuno sperava accadesse per questo referendum, come testimonia il sondaggio rilasciato ad arte pochi giorni prima della consultazione da Piepoli http://it.groups.yahoo.com/group/comitatireferendum/message/76
A posteriori è evidente che quanto riportato da questo sondaggio era frutto della fantasia e della speranza di parte.
Propaganda, disinformazia.

Poi, si arriva al nostro caso. Che non lascia adito a dubbi, scuse o piagnistei. Il caso in cui il fronte del sì è non solo una minoranza assoluta, ma anche relativa, rappresentando meno del 25% della popolazione. La realtà dell'urna, definitiva e non contestabile, dice che voi siete meno del 90% di quel 25,5% che ha votato. Ossia, siete meno del 23%.
Col 23% SI PUO SOLO PERDERE, e di santa ragione. Non importa la strategia scelta dagli avversari: o a votare ci andate solo voi, e allora perdete per mancanza di quorum, o ci vanno anche gli altri, e allora perdete perchè il quorum verrebbe raggiunto grazie ad un (come minimo) 27% di "no".

Nella fattispecie, come ragionava correttamente Giuseppe A., non si può dire che il referendum sia fallito perchè la gente non sapeva della sua esistenza (come accadde per quello del 2003, che ebbe la medesima partecipazione). Anzi, la grancassa mediatica ha suonato, e come. Chi pochi mesi fa si è interessato di politica e ha votato per le regionali (il 72%) che hanno visto trionfare il centro sinistra, è verosimile che sia stato raggiunto e coinvolto anche dal dibattito referendario. Se pochi mesi fa l'astensionismo passivo era il 28%, credo che stimarlo al 35% oggi sia abbondare.

100 elettori. 23 votano sì. 35 o meno se ne fottono. Ne restano almeno 40 (approssimando per difetto due volte). Questi 40 hanno SCELTO attivamente di non votare, e avrebbero votato no se la strategia concordata fosse stata diversa.
Perdere per 23 a 40 sarebbe stato peggio per voi.

Quindi, non date colpa alla scelta del non voto: AVRESTE PERSO UGUALMENTE, e non per colpa nostra, ma vostra.

Dovevate essere più del 23% degli Italiani.

Per esserlo non avreste dovuto attaccare una legge su basi ideologiche, prima ancora di vederne gli effetti, raccogliendo le firme il giorno dopo la sua approvazione.

Non avreste dovuto imbastire la campagna elettorale su bugie; almeno, non capovolgere la realtà su argomenti facilmente verificabili quali la tutela della salute della donna da parte della legge (che tutti potevano leggere e verificare), l'obbligo di impiantare SEMPRE 3 embrioni (idem), le fantomatiche cure con staminali embrionali (che scavando si sono rivelate essere quelle delle staminali adulte.. falsificazione pacchiana), l'illegittimità dell'astensione attiva (smentita da autorevoli cariche dello Stato) e via di questo passo.
Avreste dovuto dirle più sommessamente, perchè così facendo avete stimolato molti (come me) che mai si erano impegnati in politica a farvi campagna contro. E a farla efficacemente, con passione e partecipazione.

Non avreste dovuto muovervi con false certezze sul campo della scienza, quando la stessa scienza si presta a offrire delle evidenze che confutano le vostre tesi, o che ne mettono in luce le debolezze e i loro fondamenti non scientifici, ma filosofici e ideologici. Il discorso sull'embrione come "non-persona" ha sortito l'effetto boomerang.

Non avreste dovuto offendere la sensibilità e l'intelligenza di un Italia laica che avete considerato come un gregge supino sotto la guida del pastore Ruini. Quanti, con cui ho parlato in questi due mesi, mi hanno detto: "io ragiono con la mia testa, ma questi sono pazzi... la Chiesa per una volta ha fatto bene a schierarsi". E' anche la mia posizione, che sono agnostico e che decisi di astenermi qualche settimana prima della scesa in campo di Ruini.

Non avreste dovuto proporre lo spauracchio della modifica alla 194, smentito immediatamente da tutti i fautori dell'astensione (Ruini in testa!! Questa poi non credo ve l'aspettaste...io no!) che hanno così colto l'occasione per ricordare che la stessa legge proibisce l'uso "al fine del controllo delle nascite" che viene fatto oggi dell'aborto, e soprattutto che già dal 78 esiste in Italia una legge che nell'articolo 1 afferma che "lo Stato tutela la vita fin dall'inizio". Che autogoal!!

Non avreste dovuto buttarla sullo scontro di civiltà, perchè l'italiano medio è tutto sommato affezionato a quel poco di valori (famiglia, rispetto della vita, rispetto del diverso, anche se malato) che ancora gli restano, e se deve schierarsi ha dimostrato di volerlo fare dalla parte di chi quei valori li difende, non di chi li piccona catalogandoli come bigotti e senza proporre alternative valide, ossia capaci di portare alla felicità e alla realizzazione personale in modo autentico. L'egoismo, il relativismo, il laicismo, lo scentismo e l'eugenetismo nell'urna non pagano.

Non avreste dovuto partire subito con gli slogan, ma col dialogo, prima di tutto tra di voi e la vostra "base", che vi ha sconfessato. Partire con una riflessione non ideologica, ma libera e oggettiva. Ascoltare tutte le voci, anche quelle femministe che rivendicano il primato della donna sulla tecnologia e lo scientismo. Ascoltare gli atei e agnostici che, lungi dall'essere indottrnati dal Vaticano, hanno formato la loro opinione autonomamente e arrivando a conclusioni opposte alle vostre. Stimolare il dbattito interno, e valutare solo dopo se davvero era il caso di fare unamossa così rovinosa, solo per ideologia.

Non avreste dovuto lasciar parlare Veronesi di scimpanzè (evidenziando anche agli occhi di chi è più ignorante di lui quanto fosse scientificamente poco fondato ciò che stava cercando di sostenere) o la Prestigiacomo di Down che suonano il piano in TV, attirandovi le ire di tutta una comunità di malati e disabili (Brunetta in testa) intimamente offesa.

Non avreste dovuto... proporre di abrogare una legge perfettibile, certo, ma fondamentalmente giusta.

Ora vi consiglio di non sopravvalutare il potere della Chiesa, e realisticamente accettare che avete perso, e con queste premesse avreste perso comunque, anche senza astensione.
Rifletteteci, e la prossima volta prima di credere di avere la maggioranza dalla vostra parte... pensateci due volte.
Imparate a diffidare dai sondaggi che voi stessi mettete in circolazione, prima di tutto, poi pensate al resto.
E magari... la prossima volta state a casa anche voi. Prima di raccogliere le firme.

Paolo Costa

Mercoledì, 15 giugno, 2005 - 00:59

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