Intervista all'avvocato Vittorio Angiolini

Presidente Formigoni, faccia come re Baldovino: si dimetta!

di Ilaria Dionisi

Respinta la richiesta di sospensione dell’esecutività della sentenza sul caso di Eluana. Parla l’avvocato della famiglia Englaro.

La regione Lombardia ha di recente rifiutato la richiesta del padre di Eluana Englaro di poter usufruire di una struttura sanitaria, in cui poter sospendere le cure, che tengono in vita la donna. Dai microfoni di Radio Radicale, il legale di Beppino Englaro, padre di Eluana, affronta gli ultimi risvolti del caso. Alla domanda su quali siano le intenzioni della famiglia risponde: "Noi siamo convinti che la decisione della regione Lombardia sia un atto illecito, perché la decisione della Corte d'Appello, che è esecutiva, sia pur impugnata in Cassazione dalla Procura generale, prevede che, a determinate condizioni che dichiara soddisfatte, il tutore possa disporre la cessazione dei trattamenti in atto. A questo punto - continua l'Avvocato Vittorio Angiolini - sia sulla base del comune buon senso sia per questioni di diritto, la regione Lombardia ha l'obbligo di erogare i trattamenti sanitari secondo le disposizioni del tutore. Il rifiuto è, in diritto, ingiustificato. Ci aspettiamo che il servizio pubblico Asl abbia altre voci che decidano di ripristinare la legalità".

 

Se la sentenza è esecutiva, quali sono le implicazioni,anche penali,di questo rifiuto?
Il rifiuto è illecito sotto il profilo civilistico, perché lede un diritto fondamentale, quello di avere trattamenti sanitari che siano conformati alla legge e non al volere del potere politico. La regione Lombardia pretende di stabilire al posto del medico quello che deve essere fatto. C'è sicuramente una responsabilità di tipo civilistico, ci può essere una responsabilità penale per l'inottemperanza per gli ordini legalmente dati dall'autorità giudiziaria, che può avere anche una aggravante perché riguarda una persona incapace di intendere e di volere, Eluana infatti è interdetto. L'atto è illegittimo anche sotto il profilo amministrativo, perché la regione ha anche l'obbligo di erogare il trattamento sanitario in modo conforme alla legge e ai pronunciamenti dei giudici.

Quindi chiederete i danni civili?
Questo a suo tempo, sì. Il primo problema è non lasciare scoperta una situazione di illegalità. Vedremo poi cosa fare su questo, dato che ogni rimedio giuridico richiede del tempo.

Per la legge una persona è libera di accettare o meno le cure, il Presidente della regione Lombardia, Formigoni, dice: lei non può rispondere quindi è nostro dovere somministrarle le cure. Come risponde?
Il problema dell'incapacità di Eluana Englaro è stato ben presente ai giudici, che hanno stabilito il seguente principio: anche una persona incapace di intendere e volere non può essere soggetta indefinitamente al potere del medico. Il problema non è come dice Formigoni che abbiamo a che fare con un trattamento che dà la morte, ma siamo di fronte alla richiesta di cessazione di un trattamento che posticipa artificialmente la morte, il medico ha in questo modo il potere di tenere in vita. Eluana Englaro morirebbe abbandonata a se stessa, la mano dell'uomo prolunga la sua vita. Fino a che punto un uomo può prolungare artificialmente la vita di un altro uomo? Questo è un problema che si pone dal punto di vista della libertà individuale che se garantita a tutti, deve essere garantita a maggior ragione anche a una persona incapace di intendere e di volere.

Il Presidente Formigoni ha dichiarato che se anche la Cassazione confermasse quanto detto dalla Corte d'Appello, ciò comunque non basterebbe perché serve una legge, spetta al Parlamento intervenire.
La legge serve per stabilire l'obbligatorietà dei trattamenti sanitari che siano invasivi del corpo di una persona, in assenza di una legge vale il principio secondo cui nessuno può mettere le mani addosso a un altro, un principio chiaro espresso nell'art. 13 della Cost. In questo caso Formigoni non ottempererà agli obblighi della sentenza perché non rispondono ai suoi convincimenti personali, ma questo francamente è un problema che sfiora l'assurdo. Una carica pubblica deve essere esercitata in conformità alla legge e prestando i servizi secondo tali condizioni previste dalla legge; i suoi personali convincimenti non possono ottundere il suo dovere di ottemperare agli obblighi giuridici. Se per Formigoni ritiene di non poter eseguire le disposizioni della legge, non ha che da seguire l'esempio di re Baldovino, che per non promulgare una legge che era contraria alla sua coscienza, si è sospeso dalla carica. Per seguire i propri liberi convincimenti dovrebbe dimettersi dalla sua carica, altrimenti non gli resta che adeguarsi al rispetto del diritto.

Quali sono le vostre prossime mosse?
Aspettiamo il giudizio della Cassazione, su questo ulteriore ricorso presentato dalla Procura generale di Milano.

La vicenda Englaro non sarebbe esistita se in Italia ci fosse stata una legge sul testamento biologico?
Il caso Englaro resta per forza legato ai pronunciamenti dei giudici, perché mi sembra difficile pensare a una legge retroattiva. Una legge fatta oggi non risolve il problema di Eluana, che si protrae da anni. Però il caso Englaro proprio a far capire quanto sia necessaria ed urgente oggi una legge sul testamento biologico.

Da parte di un Consigliere del Pd della regione Lazio,è venuta la proposta di ospitare Eluana in un centro ospedaliero del Lazio, prenderete in considerazione l'offerta?
Noi ringraziamo di cuore per l'offerta ricevuta, ma vorremmo semplicemente che fosse eseguita la pronuncia, senza dover andare in giro per l'Italia a mendicare l'adempimento del diritto.

Martedì, 4 novembre, 2008 - 13:48
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