Progetto Nigeria

Solo se almeno il 70% delle coppie utilizza mezzi anticoncezionali per la regolazione delle nascite è possibile una stabilizzazione della popolazione che non derivi da una riduzione della durata della vita. L'appello del Population Media Center è stato raccolto da Rientrodolce, che ha presentato alla Direzione Generale del Ministero degli Esteri Italiano per la Cooperazione e lo sviluppo, congiuntamente al Population Media Center, un progetto per il conseguimento di un cambio di prospettiva nell'affrontare le problematiche demografiche, sessuali e sanitarie in Nigeria, uno dei paesi che più soffrono di una crescita demografica che minaccia la pace, la democrazia e lo sviluppo sostenibile. In Nigeria il tasso di fertilità nel 1950 era di 6,9 figli per donna. Solo negli ultimi anni ha cominciato a decrescere, arrivando a 5,8. In assenza di interventi specifici, la Divisione per la Popolazione e lo Sviluppo delle Nazioni Unite prevede che la popolazione della Nigeria, dopo essere salita dai 34 milioni del 1950 ai 150 milioni attuali, si stabilizzerà intorno al 2035 su una cifra compresa tra 223 e 263 milioni (questo in considerazione delle politiche di contenimento in atto, poiché, a tasso di fertilità costante, la popolazione salirebbe, nel 2035, a 330 milioni). Le conseguenze di tale stato di cose si vedono non solo nel reddito pro capite o nella turbolenza politica che affligge il paese, ma, per esempio, nella percentuale di foreste che coprono il territorio, che, già bassa nel 1990 (quando coprivano soltanto il 19,2% del territorio), si è ridotta, nel 2000, al 14,9%. Il progetto studiato dal PMC e da Rientrodolce e proposto al nostro Ministero degli Affari Esteri, della durata di tre anni, prevede un ciclo di trasmissioni radiofoniche, diffuse in tutto il paese con cadenza bisettimanale, di circa 15 minuti ciascuna, nel quale si sviluppano le vicende di una telenovela a contenuto sociale, sviluppata utilizzando un approccio massmediatico scientificamente provato per la sua efficacia nell'indurre cambiamenti comportamentali L'impatto dei drammi radiofonici e televisivi, prodotti con l'assistenza del personale del Population Media Center, è stato documentato da ricerche statistiche indipendenti in tutti i paesi in cui essi sono stati trasmessi, dall'Etiopia al Messico, dall'India alla Tanzania. E' viva la speranza che, anche con il supporto del partito e dei suoi parlamentari e con la collaborazione di altre associazioni radicali, tra cui Non c'è Pace senza Giustizia e la Luca Coscioni, questo progetto possa andare in porto e aggiungersi alle altre iniziative, come quelle relative alle mutilazioni genitali femminili e, in generale, alla liberazione della donna, aprendo un nuovo fronte di intervento dei radicali nel campo della pianificazione familiare e della salute riproduttiva, nel quale la lotta alle malattie a trasmissione sessuale ha un rilevo fondamentale.  

Lunedì, 10 settembre, 2007 - 13:09
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