Quel guardare e non vedere

di Maria Antonietta Farina Coscioni

Maria Antonietta Coscioni e Chiara Lalli, grazie alla fiducia della famiglia Englaro, hanno visitato per la prima volta Eluana che da16 anni si trova in stato vegetativo persistente.

Non ho toccato il corpo di Eluana. Non ho parlato con Eluana. Perché non ha conosciuto le mie mani, perché non ha conosciuto la mia voce. Perché ho rispetto della sua volontà. La volontà di non essere toccata da mani sconosciute, la volontà di non ascoltare voci mai udite prima. Ho solo guardato gli occhi di Eluana, ma lei non mi ha visto. Uno sguardo perso così come è andata perduta la sua coscienza in un giorno di sedici anni fa in un incidente d'auto; la stanza della clinica dove Eluana consuma la sua "non-vita" era rimasta, finora, chiusa per gli estranei. Capisco il pudore dei suoi genitori, il loro timore di poter essere strumentalizzati; e per questo li ringrazio per la fiducia che hanno riposto in noi, consentendoci questa visita privata. Ho provato sensazioni forti nella stanza dove vegeta, immobile, un corpo privato della sua libertà. Allo stesso tempo ho fatto memoria della coscienza forte e consapevole di quando Eluana in vita e viva, raccontava con le sue parole, alla sua famiglia la condizione che non avrebbe mai voluto vedere - quella del suo amico sciatore - e mai l'avrebbe voluta subire. E' la volontà di Eluana che deve essere portata a conoscenza, volontà che deve essere difesa da tutti. Credo che le violenze e crimini contro la persona continuino. Troppi sono gli anatemi scagliati contro la "persona" proprio da coloro che si ergono a difesa della "vita", fanatici di vario colore ed ideologia, uniti nel volerci impedire di essere liberi nel decidere di essere liberati da una sofferenza insopportabile o non voluta. Nel senso in cui intendevano Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli e la stessa Eluana. La politica italiana ha dovuto attendere Luca e Piergiorgio i soliti esibizionisti, esagerati, immorali, radicali perché la questione esplodesse. Eppure si tratta di temi quelli della vita e della morte, che si iscrivono totalmente tra i diritti civili. Le condizioni generali della politica rendono il lavoro dei Radicali, più arduo, più difficile, oneroso, complicato e proibitivo. Progressivamente viene a mancare ogni certezza del diritto; è carente l'informazione che è il requisito e il presupposto fondamentale per garantire un confronto democratico sui temi che investono e segnano la vita delle istituzioni e gli interessi dei cittadini: sono letteralmente stravolte regole e norme, gli stessi principi costituzionali. L'incontro con Eluana e con Beppino Englaro, a Lecco e con altri altrove, non esprime altro che l'impegno antico e nuovo insieme, di creare e conquistare momenti ed occasioni di conoscenza, vivere la verità vitale del dialogo e del confronto; quello che si può definire il dramma sia personale che civile, della legge, della libertà, del rispetto, dell'amore.

Lunedì, 4 Febbraio, 2008 - 15:36
Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it