Diritti sessuali e riproduttivi in una società laica

Questo è il mio corpo

di Margarita Pintos De Cea-Naharro*

Molte donne ogni giorno vengono uccise per via della discriminazione sessuale. La violazione più flagrante dei diritti delle donne è costituita dalla violenza in tutte le sue manifestazioni esercitata dal patriarcato sociale, politico e religioso. È una realtà costruita politicamente, mantenuta da interessi, da ideologie e da istituzioni, non è né naturale né inevitabile. In quanto realtà costruita, possiamo immaginare la de-costruzione di questo sistema e la costruzione di interazioni più eque tra i sessi.

Il territorio fisico dove si perpetra tale violenza è il corpo delle donne, da qui l'importanza che il controllo del corpo sia nelle nostre mani: diritti di riproduzione, libertà sessuale (eterosessuale o lesbica), leggi che penalizzino la violenza nel matrimonio, etc. Sin dai tempi di Eva, il corpo delle donne è considerato oggetto di tentazione e di basse passioni. I poteri religiosi vogliono controllare e stabilire in modo rigido i comportamenti sessuali, insistono sul concetto delle frontiere che non devono essere oltrepassate, sul concetto delle decisioni non lecite, etc. Non ci rendiamo conto che il singolo CORPO è un simbolo della società, un microcosmo dove vengono riflessi i poteri e i pericoli attribuiti alla struttura sociale.

La nostra percezione del corpo, nonché il modo in cui esso viene trattato, sono influenzati dalle categorie sociali e viceversa. Per questo motivo il controllo corporale lascia trasparire il controllo sociale. IL POTERE SU un pezzo di pane per trasformarlo in corpo di Cristo o su qualsiasi altro corpo è stato negato a noi donne, perché IL POTERE SUI CORPI è una prerogativa dell'uomo. Quando il controllo delle risorse sarà prevalentemente in mano alle donne, anche noi avremo il potere sui nostri corpi e potremo porre fine alla violenza perpetrata su di essi.

*teologa femminista

Martedì, 8 luglio, 2008 - 16:57

commenti

Condivido l'interpretazione

Condivido l'interpretazione strutturale della violenza degli uomini e delle istituzioni sociali patriarcali sulle donne fornita dall'autrice: per decostruire questa realtà è in primo luogo necessario dare un nome a questa violenza, smascherandola anche laddove essa non è una violenza fisica ma ideologica, normativa, culturale. Utile e illuminante la chiave di lettura fornita in tal senso nel libro, edito da Franco Angeli,"FEMMINICIDIO.Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale".
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