Disabilità. Scuola, sarà un anno difficile


Redattore Sociale
23/08/2010

"L'anno scolastico 2009/2010 e' stato disastroso per gli studenti disabili, e il prossimo si annuncia sicuramente problematico, nonostante le rassicurazioni del ministero". Cosi' Fiammetta Colapaoli, coordinatrice bolognese del Cad (Coordinamento associazioni disabili), fa il punto sull'integrazione scolastica a poche settimane dall'avvio delle lezioni. A Bologna i sindacati sono gia' sul piede di guerra, e in questi giorni lanciano l'allarme sui tagli provocati dalla riforma Gelmini, fra professori che mancano e bambini in lista d'attesa. Una situazione che colpisce anche gli alunni disabili, il cui percorso educativo e' compromesso da classi troppo numerose o dalla presenza di troppi studenti con disabilita' nella stessa classe.

"Nel 2009/2010 questi sono stati i problemi principali - spiega la Colapaoli -. Come Cad abbiamo avviato un'indagine capillare nelle scuole della provincia di Bologna: ci ha risposto il 75%, e solo il 20% delle classi rispettavano le norme. I problemi maggiori riguardano le scuole superiori, in un istituto professionale abbiamo rilevato addiritura una classe con 5 alunni disabili". Quest'anno, per prevenire casi del genere e avere il quadro della situazione prima dell'inizio della scuola, il Cad ha chiesto un appuntamento con l'Ufficio scolastico provinciale (si terra' a fine mese). "Abbiamo gia' ricevuto segnalazioni da parte delle famiglie, casi di classi con 2 o 3 alunni con disabilita', ma prima di entrare nei casi specifici vogliamo capire la situazione generale: sappiamo che ci sono 91 insegnanti da utilizzare per sdoppiare le classi, ma temiamo che non basteranno".

La preoccupazione riguarda anche il tempo pieno, "congelato" dalla riforma Gelmini. "Gli alunni con disabilita' invece ne hanno bisogno - continua la Colapaoli -, per loro e' il modo migliore per ottenere un percorso educativo individualizzato". A rendere piu' grave la situazione e' l'impossibilita' per le famiglie di ricorrere alle scuole private. "Anche qui non c'e' spazio per gli alunni con disabilita', gli educatori continuano a diminuire e anzi spesso gli istituti privati indirizzano gli studenti disabili verso la scuola pubblica". A Bologna si fanno sentire anche i tagli al bilancio del comune, e in particolare sugli educatori del servizio di assistenza comunale. La cooperativa Dolce, che gestisce il servizio in tutte le scuole elementari e medie di Bologna (escluse quelle del Quartiere Reno), subira' "tagli del 10-15%", ha annunciato il presidente Pietro Segata a Repubblica, e dovra' rinunciare "a una trentina di educatori". La notizia "putroppo non ci stupisce - continua la coordinatrice del Cad -, ma non si puo' tagliare il diritto allo studio: per il Comune dovrebbe essere una priorita'".

 

Martedì, 24 agosto, 2010 - 12:13

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