Eutanasia, il Papa all’attacco "È una falsa soluzione"


La Repubblica
Zita Dazzi

PapaLa condanna di Ratzinger nella settimana decisiva per Eluana

Milano - L’ha voluto quasi gridare, davanti ad almeno trentamila pellegrini arrivati in piazza San Pietro per 1 ‘Angelus: «L’eutanasia è una falsa soluzione al dramma della sofferenza, una soluzione non degna dell’uomo». Il Papa, ieri, alla vigilia di una settimana decisiva per le sorti di Eluana Englaro, ha di nuovo condannato la scelta di chi, come papà Beppino, chiede di mettere fine all’agonia di un parente da anni in stato di coma irreversibile.

La magistratura ha stabilito che è legittimo sospendere l’idratazione e l’alimentazione che tiene in vita Eluana. Ma la Chiesa continua a parlare di «eutanasia». Lo fa Benedetto XVI, tra gli applausi degli attivisti dei movimenti per la vita: «Bisogna avere il coraggio di annunciare la verità: la vera risposta alla sofferenza non può essere infatti dare la morte, per quanto "dolce", ma testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano. Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio». Il pontefice ha invitato a seguire l’esempio di «Gesù che soffre e muore in croce per amore» e che «ha dato senso alla nostra sofferenza, un senso che molti uomini e donne di ogni epoca hanno capito e fatto proprio, sperimentando serenità profonda anche nell’amarezza di dure prove fisiche e morali».
Toni accesi anche da parte dell’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra: «Una giovane donna è diventata in questi mesi il segno di contraddizione fra una cultura della morte ed una cultura della vita. Il suo corpo martoriato è divenuto la domanda drammatica rivolta ad ogni coscienza pensosa dei destini dell’uomo». Il cardinale ha invitato fedeli a «pregare perché il Signore doni sapienza ai nostri legislatori, così che sappiano per mezzo di norme giuste difendere il bene di ogni persona». Reagisce a quelle che definisce «ingerenze vaticane» Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale eletta nelle liste del Pd: «Ratzinger è libero di esprimersi, come crede e come sa, sui temi dell’eutanasia, della sofferenza. Ma non può imporre le sue opinioni e operare perché diventino legge vincolante dello Stato. Il Pontefice sostiene che l’eutanasia è una risposta sbagliata e che la vera risposta sarebbe costituita dall’amore».
Ma, obietta la vedova di Coscioni, «ma io da laica e da cittadina di un paese laico osservo che non si tiene in nessun conto della volontà del malato che deve essere preminente a tutto». II capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri torna ad attaccare il presidente della Corte d’appello di Milano, Giuseppe Grechi per il suo invito alla politica ed alle istituzioni a non interferire con la giustizia nella vicenda Englaro: Ho appreso con sollievo che, sta andando in pensione, così cesserà di esercitare la sua funzione in maniera arbitraria, faziosa e non riguardosa del Parlamento». Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini aggiunge: «Le leggi vanno applicate, male leggi possono essere riformate e non ci può essere spazio per un intervento suppletivo dei giudici nell’interpretazione della legge».

Lunedì, 2 Febbraio, 2009 - 12:19

4 commenti

L'eutanasia è un argomento

L'eutanasia è un argomento che va discusso ampiamente e sotto diversi punti di vista. Un singolo caso non può servire a generalizzare migliaia di sofferenze diverse. Mi chiedo cosa farei se un'anima sulla croce chiedesse a me aiuto per non soffrire più atrocemente; suppongo che non starei a guardare. I tubi di alimentazione e idratazione in alcuni casi sono alla stregua dei chiodi nelle mani di Gesù; perché non toglierne qualcuno per limitare la sofferenza? L'etica colta e sublime non può competere un solo istante con un'ennesima lacrima, perde ogni significato contro il dolore irrecuperabile, che non porta a nessuna via di uscita. La magistratura ha stabilito che è legittimo sospendere l’idratazione e l’alimentazione che tiene in vita Eluana. Le leggi ponderate e non influenzate potrebbero liberare qualche anima dall'inferno terrestre. In Italia non so se sarà possibile. Una persona sottoposta a cure purtroppo inutili e con agonie inimmaginabili che noi chiamiamo in modo riduttivo: malato, dove è la sua volontà? Chi decide che proprio lui deve soffrire tanto come Cristo sulla croce? Da non sottovalutare i costi che ogni malato ignaro e "involontariamente" fa sostenere al sistema sanitario... sono troppo cinica? Già il fatto che se ne parli è un passo avanti. La discussione costruttiva purtroppo non è una prerogativa delle parti in gioco che decidono per gli Italiani. La libertà di poter scegliere..... Forse è troppo?

cara annamaria non so se tu

cara annamaria non so se tu sia cristiana (non lo dici esplicitamente) ma in un caso e nell'altro è ugualmente bello e toccante il tuo intervento. nel caso di eluana tuttavia non è tanto il significato della sofferenza a essere in gioco quanto la libertà e il diritto all'autodeterminazione, cioè alla disponibilità della propria esistenza (cioè i fondamenti irrinunciabili dello stato di diritto). eluana non soffre perchè non ha coscienza di sè e questa è la realtà, e questo è il presupposto dal quale dobbiamo partire. ma non avrebbe mai accettato di essere espropriata del proprio corpo come è successo in tutti questi anni. questo è il punto fondamentale secondo me. ciò che è importante è che una persona in vita, cosciente di sè, può avere orrore al pensiero del proprio corpo inerme e inconsapevole ogni giono riempito e svuotato, rivoltato e in ogni modo accudito e manipolato e violato e cruentato per anni e per decenni senza uno scopo nè una minima prospettiva di un ritorno a un qualunque stato di consapevolezza. quello che spaventa è che non basta neanche morire per essere lasciti in pace.

..tra le righe è proprio

..tra le righe è proprio quello che intendevo io, la libertà di poter scegliere è un diritto, la scelta poi è individuale.

sono mezzucci quelli del

sono mezzucci quelli del papa, è una falsa contrapposizione quella che ci vuole gabbare per lezione morale. "testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano" non significa infatti mantenere in vita ad libitum un essere umano in qualunque condizione, quanto piuttosto rispettare la volontà da questi espressa in vita. anche il cardinale  d'altra parte non vola molto più alto e usa lo stesso trucco, contrapponendo un'improbabile "cultura della morte" a una  declamatoria "cultura della vita", anzichè riferirsi alle categorie effettivamente in gioco, che sono la concezione autoritaria della società vs quella libertaria.

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