Eutanasia, in Spagna il primo si


La Repubblica
01/03/2007
di Alessandro Oppes

Granada: già alcuni organismi hanno dato parere favorevole. Inmaculada Echevarria dal 1997 è collegata a un respiratore artificiale. Ok a staccare la spina a una donna che chiede di morire.

«Voglio morire, voglio smettere di soffrire»,. Inmaculada Echexarrìa lo ripete da anni, da quando ha capito che la sua distrofia muscolare progressiva non le permette di nutrire nessuna speranza di recupero. Dal 1997 è collegata a un respiratore artificiale, inchiodata a un letto dell'ospedale "San Rafael" di Granada. Da due giorni sa che il suo desiderio potrebbe essere molto presto esaudito. Il consiglio consultivo, un organo di consulenza legale della giunta regionale andalusa, ha dato parere favorevole a staccare la spina, aggiungendo così il proprio "si" a quello gia pronunciato dal comitato autonomo di etica, secondo il quale il ,'rifiuto del trattamento medico,' invocato dalla donna è un diritto riconosciuto dalla legge spagnola sulla “autonomia del paziente”. Il caso è delicato: la vicenda di Inmaculada, 51 anni, malata da dieci, è destinata riaprire il dibattito sull’eutanasia, che il governo Zapatero ha deciso per ora di lasciare in sospeso, rinviandolo alla prossima legislatura probabilmente per non urtare ancora di più la sensibilità della Conferenza episcopale dopo le aspre polemiche sui matrimoni gay, il divorzio “express” è l'insegnamento della religione. Ma in questo caso, a differenza di quanto accadde con Ramon Sampedro, il tetraplegico aiutato a morire da Ramona Maneiro (storia che ispirò il film diAlelandroAmenahar "Mare dentro", vincitore del premio Oscar), sembra esistere l'appiglio giuridico che consenta ai medici di evitare l'accanimento terapeutico.

La volontà di Inmaculada Echevarria è chiara: è stata espressa in più occasioni nel corso degli ultimi anni da una persona che ha mantenuto pienamente l'uso delle facoltà mentali e che non risulta soffrire di crisi depressive o di problemi psichici. Prima di prendere una decisione, infatti, la giunta regionale ha chiesto anche l'intervento di un'equipe di psicologi e di psichiatri del l'ospedale di Granada, i quali hanno escluso che la donna sia affetta da qualunque tipo di patologia mentale. Anche il parere del "Comitè autonomico de Etica" va nel senso della richiesta presentata dalla donna. Il rapporto stilato dagli esperti è categorico: "Non si vedono ragioni etiche che impediscano ai medici di esaudire la richiesta di sospensione della ventilazione meccanica". Oggi il consiglio consultivo renderà nota la motivazione del proprio "sì", che si unisce a quello del comitato di etica. Secondo l'assessore regionale alla Sanità, Maria Jesus Montero, a questo punto il servizio sanitario andaluso «è obbligato a mettere a disposizione i mezzi adeguati» per esaudire il desiderio di Inmaculada di «morire senza soffrire». Se i responsabili dell’ospedale "San Rafael", che appartiene alla congregazione religiosa di "San Juan de Dios", dovessero opporsi a staccare la spina, la donna verrebbe trasferita in un altro centro sanitario regionale. Il caso di Inmaculada fa seguito a quello di Madeleine, una sessantanovenne francese residente ad Alicante, sofferente di una grave malattia degenerativa, che ha volontariamente scelto di morire, riaprendo il dibattito sull’eutanasia per la quale i socialisti avevano promesso la depenalizzazione in Spagna, decisione sulla quale hanno pero fatto marcia indietro.

Giovedì, 1 marzo, 2007 - 13:44

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