Il caso del malato di SM «Perquisizione da evitare» È ancora polemica per l’inchiesta sul foggiano Trisciuoglio


La Gazzetta del Mezzogiorno

«A mio avviso ora si pone un caso politico e di responsabilità». Non usa mezzi termini nè giri di parola l’avvocato Luigi Follieri difensore di Andrea Trisciuoglio, l’ammalato di SM che nei giorni scorsi ha subito una perquisizione nella sua abitazione dove è stata trovato Bediol ad uso terapeutico. «Se sul piano formale la perquisizione appare legittima, essa poteva essere evitata così come sostiene lo stesso Trisciuoglio, in quantro sembrerebbe che gli inquirenti erano a conoscenza del suo stato di grave malattia (SM) e l'uso terapeutico che egli faceva del tetraidrocannabinolo (principio attivo della majiuana) su prescrizione medica. E' il caso di prendere spunto da questo episodio altamente invasivo della privacy di un cittadino al di sopra di ogni sospetto per riprendere il discorso anni fa approvato con un referendum dal popolo italiano relativo alla responsabilità dei magistrato che a mio modo di vedere non dovrebbe investire soltanto sue responsabilità di natura civilistica ma disciplinare e di altra natura ivi compresa quella penale. Comunque sono in attesa di leggere gli atti che hanno determinato l'iscrizione nel registro degli indagati del Trisciuoglio e il motivo della disposta perquisizione per assumere ogni iniziativa anche in campo politico. Bisogna prendere una decisione.

La reazione del legale - è noto- è relativa alla perquisizione subita nella giornata di martedì scorso, 29 giugno, quando i carabinieri si recarono a casa di un dirigente dell'Associazione Luca Coscioni, il foggiano Andrea Trisciuoglio che porta avanti a livello nazionale la battaglia per la cannabis terapeutica. Sull'episodio si registrò anche una dichiarazione di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. «E' davvero il caso di dire che il sonno della ragione produce mostri. Non credo ci sia altro modo per definire quanto è accaduto al nostro compagno Andrea Trisciuoglio, dirigente dell'Associazione Luca Coscioni e malato di Sclerosi multipla, che per contrastare la malattia di cui è affetto, consuma Bediol mensilmente e regolarmente ricevuto dalla sua ASL. La perquisizione che ha subito alle prime ore del mattino, con i carabinieri che rovistano tra i suoi effetti personali alla ricerca di non si sa cosa, moglie e figlio terrorizzati per quello che accadeva sotto i loro occhi non ha giustificazione e spiegazione alcuna. E' semplicemente la muscolare esibizione di un'arroganza e di una cecità che sconcerta e avvilisce. Voglio esprimere piena, incondizionata solidarietà ad Andrea, e confermargli il mio sostegno alla battaglia che è anche nostra. Ho presentato ai Ministri della Salute, della Giustizia e dell'Interno un'interrogazione sulla vicenda. Abbiamo il diritto di avere spiegazioni, hanno il dovere di darcele, pechè questa storia non può finire così».
 

Venerdì, 9 luglio, 2010 - 10:59

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