Intervista a Monsignor Giuseppe Casale : "Lasciamola morire in pace come facemmo con Giovanni Paolo II"

La Stampa
Giacomo Galeazzi

Mons. Giuseppe CasaleMi sento vicinissimo a papà Beppino. Quella di Eluana non è più vita, porre termine al suo calvario è un atto di misericordia». Nel pieno della mobilitazione cattolica contro la «condanna a morte» della Englaro, l’arcivescovo Giuseppe Casale prende le distanze dall’«accanimento contro un povero corpo martoriato, tenuto artificialmente in un limbo».

Lasciar morire Eluana è carità cristiana? «Sì. Non è tollerabile accanirsi ancora né proseguire questo ormai stucchevole can can.

C’è poco da dire: l’alimentazione e l’idratazione artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura se non porta alcun beneficio può essere legittimamente interrotta. Perciò, lasciamo che Eluana termini i suoi giorni senza stare lì a infierire senza alcun esito né speranza di guarigione. Si è creato il "caso Eluana" agitando lo spettro dell’eutanasia, ma non qui si tratta di eutanasia. Alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili. Vedo quasi il gusto di accanirsi su una persona chiusa nella sua sofferenza irreversibile».

Vaticano e Cei combattono una battaglia durissima. «Dovremmo smettere di agitarci contro i mulini a vento e chiederci se quella della Englaro sia realmente vita. Una vita senza relazioni, alimentata artificialmente. non è vita. Come cattolici dovremmo interrompere tutto questo clamore e dovremmo essere più sereni affinché la sorte di Eluana possa svilupparsi naturalmente. I trattamenti medici cui è stata sottoposta non possono prolungarle una vera vita, ma solo un calvario disumano. E’ giusto lasciarla andare nella mani di Dio. Invece di fare campagne bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre».

Perché non è eutanasia? «L’alimentazione artificiale è accanimento terapeutico, se la si interrompe Eluana muore. Rispettiamo le sue ultime volontà e non lasciamo solo quel padre che, appena si saranno spenti i riflettori di una parossistica attenzione, sarà in esclusiva compagnia del suo dolore. Io lo comprendo, prego per lui, gli sono vicino. Neanche io vorrei vivere attaccato alle macchine come Eluana, anche per me chiederei di staccare la spina. Proprio perché crediamo che la morte non abbia l’ultima parola, dobbiamo inchinarci al suo mistero, invece di nasconderci nelle dispute tecniche. Eluana non c’è più da tanto, da molto tempo prima della rimozione del sondino che simula un’esistenza definitivamente svanita».

Giovedì, 5 Febbraio, 2009 - 11:49

12 commenti

Agli ayatollah della morale a

Agli ayatollah della morale a senso unico che leggo in questo Blog dico semplicemente: se voi volete farvi "Pastori", non è assolutamente automatico che chi la pensa diversamente da voi, e sono veramente tanti (compresi, per fortuna, anche uomini di Chiesa) debba considerarsi "Pecora", o peggio, essere trattato da tale. La cosa VERAMENTE grave di questi giorni sono il cinismo e l'arroganza con i quali taluni - dimentichi che, come insegna il Vescovo Emerito Casale, l'essenza del cristianesimo è la pietà - in nome di un loro presunto indiscutibile superiore principio morale vogliono negare ad altri l'esercizio dei loro diritti costituzionalmente garantiti. La mia solidarietà a Beppino Englaro.

Monsignor GIUSEPPE CASALE,

Monsignor GIUSEPPE CASALE, Arcivescovo emerito di Foggia, ha fatto benissimo a prendere le difese del padre di Eluana. In quelle sue parole io sento quello che, al suo posto, avrebbe potuto ugualmente pronunciare il mio amico Monsignor Enrico Bartoletti, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, grade amico di papa Paolo VI e forse dal Sommo Pontefice stesso ritenuto, in cuor suo, degno di succedergli. Se fu il Bartoletti a comunicare a mons. Casale, per telefono, la decisione del Papa di elevarlo alla dignità di Vescovo, il Bartoletti stesso insieme a Paolo VI per me avrebbero oggi avuto di che congratularsi per le sue umane parole pronunciate sul caso Eluana. I bizzantinismi e le prese di posizione teologico-razionaliste erano peculiari alla mentalità inquisizionale e avrebbero dovuto essere superate dalle risoluzioni del Concilio Vaticano II. Il Concilio invita non tanto a seguire la TEOLOGIA RAZIONALISTA, quanto e soprattutto la TEOLOGIA LITURGICA che, come dice Dante, è solo essa ad essere "piena di tutta pace" (Convivio, II, XIV, 19) e in grado di unire tutti gli uomini. E credo che sia cercando Dio soprattutto attraverso la nostra LITURGIA che mons. Casale sia arrivato a manifestare il suo pietoso pensiero verso Eluana. Grazie! Io però, come mi diceva mons. Bartoleltti, sono un inquieto: e sarà per questo che tendo a spingermi oltre. In questo caso fin a dove? Intanto quando gli fa comodo i Cattolici prendono il laico Benedetto Croce come una bandiera e dicono a tutti i cittadini, specialmente agli atei e agli agnostici: "Ma dove state andando, cosa state cercando? Non possiamo tutti non dirci Cristiani!". E sia. Allora però i Cristani sono tutti: anche gli scismatici e gli eretici. Orbene i Cristiani Catari, o Patarini, o Pauliciani, bruciati vivi dai Cristiani cattolici, e non credo sia mai successo viceversa, è ben noto che praticavano l' ENDURA. Dopo il "CONSOLAMENTO" cioè, volendo, si potevano lasciare morire di fame e di sete. Se loro potevano, ed è poprio il Cristianesimo ad avere lasciata aperta anche questa soluzione, di principio potrebbero similmente ricorrervi anche altri, ivi compresa ELUANA. Perché, per esempio, ad un Cataro sì, e ad Eluana no? O forse mi si vorrebbe vietare ancor oggi di essere un cristiano alla maniera dei Catari? Anche Dante potrebbe darci autorevolmente una mano nel distingure fra due diversi modi di darsi la morte: uno un poco 'biasimevole' e diciamo simbolicamente degno dell'Inferno, e l'altro invece sublime perché marciate verso il Paradiso. Cosa dice Dante? Fu intanto papa Benedetto XV a dichiarare la sua COMMEDIA il nostro QUINTO VANGELO con la sua Enciclica "In praeclara Summorum" del 30 aprile 1921. Nella COMMEDIA Dante pone il pagano Catone l'Uticense a guardia di tutte le anime del Purgatorio: "che purgan sé sotto la tua balìa" (Pur., I, 66). E' un pagano ma la DIVINA PROVVIDENZA ha voluto ugualmente che assumesse questo alto incarico. Si tratta per Dante di un semidio, come del resto erano stati semidei Fabrizio duce dei romani contro Pirro, Curio Dentato, Muzio Scevola (Convivio, IV, 12-13): e, certamente semidei assai più dei nostri attuali politici che vorrebbero anzi legiferare su una materia, l'eutanasia, o il suicidio, così intima e delicata proprio perché legata alla parte più divina della nostra soggettività e della nostra vita: il momento della nostra morte. Ma lasciate ognuno libero di scegliere. Catone infatti amava la LIBERTA' e la identificava nalla Repubblica. Avendo vinto Cesare la Repubblica stava per finire. Senza la libertà, identificata nella Repubblica, Catone non avrebbe potuto più vivere pienamente da un punto di vista esistenziale, o ontologico-spirituale. Ed è per questo che si suicidò. Recita Dante: "libertà va cercando, ch'è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta" (Pur., I, 71-72). Dunque la vita, per il QUINTO VANGELO, quando intervengono alcune circostanze, si può anche rifiutare. Vietando questa scelta, questo rifiuto della vita, si interromperebbe anzi il dialogo dell'uomo con la Creazione e con Dio in un momento così religioso e decisivo. Ma ci volete ripensare? Salutando da Firenze, un tempo "cataro-ghibellina", Giovangualberto Ceri, che però crede nella Santissima Trinità.

Bravo Casale,una voce fuori

Bravo Casale,una voce fuori dal coro.

Si legge,nei commenti,di ezichele,nonna abelarda e capitan mix.Perdona loro perchè non sanno quello che fanno (e dicono).A voi dico:lamentatevi del fatto che non hanno ancora sconsacrata la chiesa dove era sepolto un boss della magliana perchè considerato un benefattore.Lamentatevi del fatto che la chiesa invoca il perdono per tutti e per tutti i reati ma non perdona chi sbaglia tra le proprie file,come il prete innamorato e con un figlio che oggi fà il camionista.

Gesù(e pure ezichele)avrebbe perdonato questo peccato e il peccatore,la chiesa l'ha cacciato!!

La chiesa di oggi è un partito politico-cattolico con le sue evidenti zozzerie.Si intromette in uno stato laico senza alcun diritto,pretendeva e quasi ci riusciva di avere un ddl di mantenimento in vita per una sola persona,che era già morta.Chi ha visto Eluana è rimasto scioccato,era tutta anchilosata,altro che pelle vellutata come disse un prete.

A Monsignor Giuseppe

A Monsignor Giuseppe Casale Caro Monsignore, ho letto a Sua intervista e sono felice di sapere che anche nella chiesa c'è ancora qualcuno che ha la lucidità ed il coraggio di esprimere serenamente e amorevolmente le proprie idee su un caso come questo. Nel leggerLa mi è sembrato di risentire la voce di Papa Giovanni Paolo II, che ha sempre amalgamato il credo Cristiano col senno, mantenendo il Suo diritto e dovere sulla dimensione ed espressione più alta della Fede. Mi permetta di rispondere a chi ha etichettato le Sue parole piene di carità cristiana come "bestialità", non rendendosi conto che così ha offeso tremendamente i genitori di Eluana ed Eluana stessa mancando di rispetto alla Sua ultima volontà. Col termine "bestialità" sono da definire i comportamenti dei Ns. politici che hanno usato questo triste evento come arma per attaccare il capo dello stato, la giustizia e l'opposizione, autentici sciacalli così come quei personaggi televisivi che han riempito le loro serate sfruttando l'argomento come atto mediatico che portasse ad elevare la % di share, questi sono davvero fatti incresciosi, vergognosi. E questi personaggi cui tanto stà a cuore l'evento Eluana, quanto spendono in fatti, paole e preghiere per il milione di bimbi che muoiono tutti i giorni di stenti e di mancanza di medicine, quanto si impegnano per salvare quelle vite innocenti che non hanno macchine cui essere allacciati, loro sì che riuscirebbero a riprendersi, ma questo non fa audience e non è nemmeno arma politica. Triste è stata questa storia e tanta amarezza lascia in ogni essere di coscenza. Meglio sarebbe stato per tutti se si fosse arrivati alla fine in silenzio che in alcuni casi sarebbe veramente Sacro. Caro Monsignore, non so se avrà mai modo di leggere questo breve testo, in ogni caso la lascio con un grande abbraccio, dal profondo del cuore e con tutta la stima per il Suo coraggio di sconfiggere l'ipocrisia. Gilbo

In merito alle gravi

In merito alle gravi dichiarazioni di Monsignor Giuseppe Casale - Vescovo emerito di Foggia - il quale ha recentemenre affermato che non si puo' dire che Eluana sia stata uccisa, che alimentazione ed idratazione sono assimilabili a trattamenti medici, che bisognava "lasciare andare" Eluana, ed altre bestialita' del genere Vi invitiamo a meditare su queste parole del profeta Ezechiele (Ez 34, 2-11): «I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. Per colpa del pastore si sono disperse e son preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate. Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura. Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore: Com'è vero ch'io vivo, - parla il Signore Dio - poiché il mio gregge è diventato una preda e le mie pecore il pasto d'ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge - hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge - udite quindi, pastori, la parola del Signore: Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto. Perché dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura.»

Forse, cari signori, non

Forse, cari signori, non ricordate che non tutti devono credere nelle parole di Ezechiele solo perchè ci credete voi. Ve lo ricordate che siamo in uno stato laico e che ciascuno di noi è libero di decidere della propria vita? Secondariamente non si tratta di percore 'malate' ma di pecore morte!

Saggie parole che esprimono

Saggie parole che esprimono una grande sensibilità di un sacerdote gia conosciuto e stimato dai tempi di Gioventù Cattolica (1956 e oltre), in Roma.

I giudizi son sempre molto

I giudizi son sempre molto semplici per chi non si trova nella situazione che sta giudicando. Io provo (tremando al solo pensiero) a mettermi nei panni di un corpo senza vita che dipende da qualche tubo. Un corpo che non sente alcuna sensazione e che non vive alcuna passione, non prova alcun sentimento; è spento come un apparecchio elettronico in stand-by. Mi immagino la mia vita se non dovessi più provare e sentire, esistere, esserci, un corpo senza vita che respira come una pianta. Forse per me non farebbe differenza sospendere le mie funzioni vitali perchè in ogni caso non capirei ciò che sta accadendo. Poi provo a immaginare cosa sarebbe vivere con una Eluana, vederla addormentarsi e non risvegliarsi mai più, parlarle senza ricevere alcuna risposta, accarezzarla senza percepire alcuna emozione e il dolore che proverei sarebbe talmente immenso da lacerarmi il cuore. Se il Dio buono esistesse avrebbe pietà della sofferenza e non permetterebbe che la morte duri tanto a lungo. 17 anni di morte voluta da Dio, dal caso o da non si sa chi, e impedita dalle macchine che vivono al posto di una donna. Non si tratta di dignità, Eluana non può provarla. Si tratta di rispetto per i sentimenti di chi convive con la morte per troppi anni. Dio non avrebbe giudicato e non avrebbe fatto del caso, tragedia privata e sofferta, un pretesto politico. In un aula di Parlamento e negli sfarzosi uffici vaticani si discute con una freddezza disarmante sulla nostra costituzione 'filosovietica' utilizzando vergognosamente una tragedia umana come scusa per imporre a noi, privati della nostra libertà ogni giorno di più, di decidere della nostra vita e della nostra morte sospesa. C'è qualcuno in questo mondo politico adagiato sulla bambagia per cui è troppo complicato comprendere invece di giudicare, diffondendo verità assolute che nessun Mosè è mai venuto a darci su questa terra che io conosco. Dio ha disposto della vita di Eluana, le macchine hanno solo impedito la volontà di Dio...

Mi rammarica e dà sofferenza

Mi rammarica e dà sofferenza il solo leggere queste idiozie. Mi stupisce e rattrista ancor di più leggere l'intervista di Mons. Casale, al quale vorrei chiedere dove sta l'accanimento terapeutico visto che Eluana non sta scritto da nessuna parte che stia soffrendo, non è legata a macchine, non ha malattie, anzi è sana e forte tanto che per poterla ammazzare non si può interrompere una terapia di medicine, visto che non esiste, per cui bisogna toglierle cibo ed acqua. Queste sono cose disumane ed inaccettabili, Questo è OMICIDIO. Da quale vangelo ha tratto Mons. Casale queste sue convinzioni? Appartiene anch'egli alla Chiesa di Cristo che è retta dal suo vicario in terra: il Papa ? Intende anch'egli macchiarsi di negazionismo? In questo caso negando la possibilità di vivere alla povera Eluana? In fine: 17 anni fa non c'era chi oggi si dice "amico/a" di Eluana, non essendo ancora noto questo triste epilogo, come non c'erano neppure i difensori della sua morte. Quanto alla sua famiglia, forse sarà la condizione psicologica in cui si trovano dopo 17 anni di attesa, come pure all'inizio del loro accanimento giudiziario, che li porta ad essere determinati in tale direzione, ma fatto sta che neppure i familiari hanno lo "ius vitae et necis" sui loro congiunti. Nessuno è padrone della vita degli altri, solo Dio, neppure loro stessi.

Ieri ho inviato al

Ieri ho inviato al Sig.Englaro un mail: …stiamo pregando perché il Signore la illumini, e la induca a permettere alla sua cara Eluana di restare - nello stato in cui si trova ora - presso le suore che l'hanno accudita in questi anni. Se - come dice il medico destinato ad occuparsene - Eluana è morta 17 anni fa', ed anche lei lo crede,…distruggere ciò che resta di lei non ha senso: sin dal tempo degli Egizi si è cercato di conservare i corpi! Se non è morta 17 anni fa', come noi crediamo, ma solo non è in grado di comunicare col mondo esterno, …la procedura cui verrà sottoposta è una condanna a morte eseguita in un modo estremamente più barbaro rispetto alla vituperata "iniezione letale" in uso dove esiste ancora una tal condanna.Le suore, che la amano e accudiscono da anni, sono disposte a continuare a farlo con abnegazione, senza porle alcun limite. Se la lascerà a loro, esse continueranno come tutti noi a pregare anche per lei personalmente, Sig. Englaro, perchè trovi la pace nel suo cuore di padre, in attesa di ritrovare Eluana nell'altra vita, nel Signore.Ascolti e accolga la nostra preghiera! Creda che c'è tanta gente oggi che prega per lei! Oggi ho letto l'intervista all’arcivescovo Giuseppe Casale, e sinceramente debbo dire che non capisco quello che lui dice, non condivido le sue affermazioni - che contrastano grandemente con le testimonianze delle suore che hanno accudito Eluana in questi anni. La vita - ogni vita - è sacra perchè è dono di Dio, e solo Dio può disporne! Se una maggioranza puramente ipotetica(suffragata da qualche opinabile sondaggio) ritiene che Eluana sia morta 17 anni fa', non dovrebbe avere alcun senso, per essa, accanirsi su suo "cadavere" per... sopprimerlo. Per una minoranza altrettanto ipotetica lo "pseudo-cadavere" di Eluana può benissimo allora continuare ad essere accudito dalle suore, senza ulteriori problemi per la famiglia Englaro, dopo una loro eventuale scomparsa. Perché no??? Cosa lo vieta??? Qual'è l'obiezione al riguardo di Sua Eccellenza Mons. Casale ? Grazie Francesco Biancoli

Esecrare una scelta così

Esecrare una scelta così sofferta è contro ogni carità cristiana. Oltre all'accanimento terapeutico è inaccettabile per una famiglia tollerare questo accanimento mediatico e quasta gogna sulla pelle di una moribonda che non è di loro proprietà, facessero le lotte e si dessero da fare per salvare chi in buona salute muore di fame e vive nell'indigenza, ma certo è molto piu' facile "attaccare" meschinamente un padre, che occuparsi di un prossimo. Ieri sera ho ascoltato, tra gli altri l'Emilio Fede - pensiero: dire vomitevole è dire poco. Ma Se a Gesu' avessero messo un sondino, come avrebbe potuto risorgere e fare la volontà del Padre?

Un grazie sincero. Dove

Un grazie sincero. Dove erano alcune di queste persone che si dicono "amiche" diciassette anni fa ? Sono vicina alla sua famiglia.
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