In Italia cittadini ostaggi fra Stato e Chiesa


Il secolo XIX
Gianfranco Pignatelli

L'Italia non aiuta a nascere, non consente di vivere come si dovrebbe, non permette di morire come si vorrebbe. Da noi l'esistenza comincia così.

All’anagrafe ti danno la cittadinanza e si prendono la libertà, ti attribuiscono un codice fiscale e ti rendono subito partecipe del terzo debito pubblico al mondo. In parrocchia ti danno un sacramento e, inconsapevolmente, ti vincolano per sempre. Così diventi ostaggio del nostrano sincretismo politico-religioso, stretto a tenaglia tra Stato e Chiesa. Se vuoi un figlio, non puoi averlo fuori dal matrimonio. Se non lo vuoi, e sei sposato, pecchi. Se il bimbo non arriva, non puoi avvalerti della procreazione assistita. Ma, volendo, puoi sempre andare all’estero. Una volta nato, prova a campare come vuoi o come si dovrebbe. Prova a farlo in un Paese che non cura, non istruisce e non garantisce. Che non dà lavoro, né sicurezza e dignità. In compenso ti prescrivono come vivere e pensare. Sei cittadino di un Paese che non tutela il diritto di tutte le opinioni a confrontarsi liberamente, non salvaguarda le libertà di ciascuno e l’uguaglianza di tutti dinnanzi alla legge. Un Paese a sovranità limitata, dove il peccato s’identifica col reato, il precetto dottrinale col vincolo normativo, la legge divina col diritto civile, la morale religiosa con l’etica pubblica. Una tenaglia. Però, volendo, puoi sempre andare all’estero. Un Paese che, in ultimo, non ti permette di morire se lo vuoi, quando vuoi, come vuoi. Qui, anche il tuo corpo è in ostaggio. Eppure la legge sul consenso informato attribuisce alle persone il diritto di sapere e decidere.

Così da sottrarre alle istituzioni e alla medicina la facoltà di impadronirsi del tuo corpo con la pretesa di utilizzarlo come credono. Per simmetria, la persona, in scienza e coscienza, dovrebbe avere il diritto di informare del proprio consenso alla vita le istituzioni e la medicina, perché facciano del suo corpo quanto il suo legittimo proprietario desidera. In fondo, la Costituzione, all’art.32, garantisce che: "la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Non c’è, quindi, alcuna volontà maggioritaria che possa prevaricare la volontà della singola persona su se stessa. Invece, no. In Italia, oggi, la tenaglia clerico-fascista, dopo aver stabilito se e come devi nascere, come devi pensare e vivere, pretende anche di decidere come e se devi morire. Di fatto, quello proposto in Parlamento, è un testamento biologico già prescritto per cittadini espropriati della facoltà e della libertà d’intendere e volere. Però, volendo, anche per questo, puoi sempre andare all’estero.

Lunedì, 23 Febbraio, 2009 - 13:24

1 commento

 Ben detto! Chi se lo puo'

 Ben detto! Chi se lo puo' permetter andra' all'estero, e chi no, sara' alla merce' della buona sorte e di un medico pietoso.

 

F

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