Obama sulle staminali: ricerca vitale


Il sole 24 ore
25/08/2010
Eliana Di Caro

La ricerca sulle staminali embrionali è «importante», anzi «vitale» e per questo la Casa Bianca "sta esplorando tutte le possibilità" per renderla possibile. La dichiarazione arriva da Bill Burton, portavoce di Barack Obama, a Martha’s Vineyard, l’isola del Massachusetts dove il presidente è in vacanza. Poche parole ma che non lasciano spazio a dubbi, in risposta alla decisione del giudice di Washington Royce Lamberth che ha disposto il blocco temporaneo dei fondi federali, accogliendo il ricorso di due ricercatori. «II presidente Obama ha spiegato in modo chiaro la sua politica sulle cellule staminali, una ricerca che potenzialmente ha un impatto decisivo sulle vite di milioni di americani e gente di tutto il mondo. Una ricerca che ritiene necessaria. E al riguardo ha stabilito rigorose norme etiche», ha precisato Burton. Il verdetto di Lamberth è frutto anche delle pressioni di diverse organizzazioni cristiane contrarie all’uso delle staminali embrionali, ed è stato subito applaudito dal Vaticano. Ieri il presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Elio Sgreccia, ha fatto sapere che «era ciò che si attendeva da tempo: la decisione è giusta per il fatto che l’embrione è un essere umano». L’iniziativa del giudice dimostra una volta di più quanto il tema sia sensibile e controverso per le sue implicazioni etiche, e potrebbe essere cavalcato dai repubblicani in vista delle elezioni di mid term del 2 novembre. Lamberth ha chiamato in causa un provvedimento del ‘96, il Dickey- Wicker Amendment, che vieta l’uso dei fondi federali se destinati alla distruzione dell’embrione. La scoperta delle cellule staminali derivate dall’embrione risale al’98 e tre anni dopo George W. Bush decise che i fondi federali sarebbero stati usati solo per la ricerca sulle linee di cellule embrionali allora esistenti (60, di cui 20 realmente utilizzabili), escludendo di fatto la possibilità di studi sul lungo termine. In seguito per due volte il Congresso - che rinnova ogni anno il Dickey-Wicker Amendment - ha tentato di modificare la legge, subendo il veto di Bush. Nel frattempo privatamente molte società conducevano i loro studi, e molti stati si attivavano autonomamente per finanziare la ricerca. Nel marzo 2009, in uno dei primi ordini esecutivi firmati dal giorno dell’insediamento alla Casa Bianca, Obama ha can- cellato i limiti imposti dal suo predecessore e ha stabilito che «i National Institutes for Health sono liberi di condurre in modo responsabile e scientificamente utile la ricerca sulle staminali embrionali», pur mantenendo ovviamente alcuni limiti, come il divieto di clonazione. Con la decisione del giudice Lamberth, che ha interpretato in senso restrittivo il Dickey-Wicker Amendment («così verrebbe impedita anche la ricerca possibile sotto il presidente Bush», ha fatto notare il portavoce della Casa Bianca), sono a rischio 126 milioni di dollari stanziati nel 2011 per la ricerca sulle staminali embrionali. Queste cellule potrebbero riparare quasi ogni tipo di tessuto del nostro organismo, e risultare efficaci nella cura dell’Alzheimer, della sclerosi multipla, del morbo di Parkinson e di molte altre malattie.

 

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Mercoledì, 25 agosto, 2010 - 11:36

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