Registro dei Biotestamenti:i promotori protestano «Già fatto in 30 Comuni»


Il Giornale di Vicenza

O una trentina tra Comuni e Province italiani hanno approvato delibere illegittime, oppure la commissione tecnica del Comune di Vicenza che aveva il compito di esprimersi sulla possibile istituzione del registro dei testamenti biologici ha preso un granchio. É la tesi dell’associazione “Luca Coscioni” di Vicenza che non ha digerito lo stop della commissione tecnica (voluta dal sindaco Achille Variati) che ha dichiarato “illegittima” l’istituzione di un registro comunale dei testamenti biologici; alla vigilia del consiglio comunale in cui dovrebbe essere votata la delibera di iniziativa popolare con la richiesta del registro sottoscritta da 626 firme di vicentini, l’associazione Coscioni, promotrice della petizione, chiede di andare avanti.

«La commissione tecnica del Comune dice ch! e il registro sarebbe illegittimo perché il tema è di competenza del Parlamento, ma trenta enti pubblici fra cui i Comuni di Firenze, Bologna, Genova, Pisa e in Veneto il Comune di Campolongo Maggiore in provincia di Venezia, oltre alla Provincia di Cagliari, lo hanno già istituito - spiega Fiorenzo Donadello dell’associazione Luca Coscioni - Possibile che tutti questi enti abbiano deliberato illegittimamente? Noi crediamo che il parere della commissione tecnica del Comune sia infondato, mentre i registri sono legittimi».

A due anni dal caso Englaro e ad un anno dall’approvazione da parte del Senato del disegno di legge Calabrò sul testamento biologico - l’espressione della volontà di una persona in merito alle terapie che intende o non intende accettare in caso di malattie o lesioni che impediscano di esplicitare il proprio consenso o dissenso - il dibattito si è arenato in Parlamento prima dell’esame del testo di ! legge da parte della Camera.

«A Roma è tutto fermo e comunque il disegno di legge Calabrò non risolve niente, perché considera il testamento biologico non vincolante per la decisione finale, e quindi il problema rimane - prosegue Donadello - É importante che il consiglio comunale deliberi, dopo la mozione approvata su questo tema un anno fa, proprio per coprire questo vuoto normativo: il Comune può farlo, perché il sindaco è anche responsabile sanitario dei cittadini. Se proprio non vogliono fare l’archivio dei testamenti biologici, almeno il Comune dovrebbe istituire un registro con l’elenco di chi ha fatto il testamento e di dove lo ha depositato, sarebbe già un passo avanti. Stiamo parlando di un diritto sancito dalla Costituzione, dalla carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalla convenzione sui diritti umani di Oviedo e da diverse sentenze della Cassazione fra cui quella sul caso Englaro».

Martedì, 15 giugno, 2010 - 17:06

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