Sia fatta la nostra volontà

Salute (la Repubblica)
Guglielmo Pepe

Vorrei fare testamento biologico. Ma quale ancora non so. Perché dopo aver letto il testo fac-simile diffuso per informare i cittadini sulle "dichiarazioni anticipate di trattamento", sono nati molti dubbi. Forse perché le domande sono troppo nette: "voglio" "non voglio", "autorizzo" "non autorizzo". "desidero" "non desidero". Però sono certo di un fatto, a prescindere da quel che è - e sarà - scritto sulla carta: non vorrei che il mio corpo - in caso di malattia senza alcuna speranza - diventasse una gruviera, un pallone gonfiato, un sacco vuoto, un mucchietto di ossa, un terminale di tubicini, un imbuto da riempire di farmaci, il prolungamento di una macchina.

In breve: non vorrei che la medicina si accanisse contro e su di me. Vorrei fare testamento biologico, perché qui e ora sono in condizioni psichiche che mi permettono di decidere se e in che modo desidero essere trattato dai medici, nel caso in cui fossi in condizioni di non poter esprimere le mie volontà. Perché qui e ora sono una libera, in grado di dire quel che penso e di poter disporre di me stesso. Perché se oggi vado in un ospedale posso non sottoscrivere il consenso informato se c’è qualcosa che non mi convince. Perché penso che sia un mio diritto (senza virgolette, come ha scritto un commentatore "liberale"). poter firmare anzitempo un atto che sancisca il rifiuto di essere curato in caso di coma vegetativo permanente, di lesione cerebrale invalidante e irreversibile. Non è un giacobino chi vuole difendere il principio della autodeterminazione: non esiste, in casi come questo. la libertà provvisoria. Qualcuno dice anche che sulla vita e sulla morte lo Stato non deve intervenire con una legge. Ma è proprio questo che si vuole evitare con il biotestamento. Le regole che il Parlamento voterà, rappresentano una chance data al cittadino per evitare che lo Stato (vestito da camice bianco) entri nella stanza ospedaliera imponendo comunque un trattamento sanitario, quando sia già stato rifiutato dal paziente. Il quale paziente non vuole imporre ad altri la sua scelta.

Sembra banale doverlo ricordare. ma il biotestamento non lede i diritti altrui: garantisce soltanto i miei. Sul ruolo dello Stato rispetto alla vita e alla morte ci sono poi altri esempi. Come la legge 194 sull’aborto, che dà la possibilità alle donne, entro certi limiti, di interrompere una gravidanza. Se con l’aborto si dà alle donne la facoltà di decidere sull’esistenza, per quale motivo lo Stato non dovrebbe dare a tutti la chance di accettare o meno alcune terapie? E ammettiamo pure che nutrizione e idratazione artificiali (uno dei temi di scontro tra Pd e Pdl) siano "sostegni vitali" e non terapie (come invece sostengono quasi tutte le associazioni mediche): potrò rifiutarle o accettarle? Se si nega questo principio, qualcuno dovrà idratare e alimentare a forza Marco Pannella se farà un nuovo sciopero della fame e della sete. E come la mettiamo con i Testimoni di Geova che si "astengono" dal sangue perché credono di ubbidire ad un comando di Dio? Non pochi di loro sono morti dopo aver rinunciato a trasfusioni che avrebbero sicuramente salvato la vita. In molti casi di cronaca si è visto che i medici, così come i magistrati chiamati in causa, non hanno potuto fare altro se non rispettare la volontà dei Testimoni dei Geova e dei familiari. Ecco quel che penso del testamento biologico. Ma voi lettori che opinione avete?

Se volete esprimerla, scrivete a "Salute". g. pepe @ repubblica.it

Giovedì, 19 marzo, 2009 - 11:22

2 commenti

Gentile Cosimo, innanzitutto

Gentile Cosimo,

innanzitutto ci scusiamo per risponderticon tanto ritardo,  
 
 L'Associazione Luca Coscioni propone un modello standard di testamento biologico (che si può scaricare a questo link http://www.lucacoscioni.it/cartadivita )
 
Ad oggi non esiste un formulario e/o un modulo ufficiale per procedere alla redazione del proprio testamento biologico quel che è sicuro è che - finché non verrà approvata una legge specifica - sulla base delle disposizioni 2,13, e 32 della costituzione, della giurisprudenza dalla cassazione in tema di consenso informato e dei trattati internazionali che l'italia ha sottoscritto, il cittadino ha diritto ad autodeterminarsi anche predisponendo dei documenti che prendano espressamente in considerazione le sue volontà in tema di fine vita. 
 
Quanto alla vincolavità della dichiarazione fatta con il testamento biologico molto dipende dalla forma che si è utilizzata per farlo. 
 
La forma scritta più efficace è quella di far autenticare e conservare il testamento da un notaio che non può rifiutarsi di ricevere la dichiarazione (ad oggi però abbiamo solo alcuni notai disponibili a predisporre l'atto ad un prezzo simbolico), in tal modo si certifica indiscutibilmente la data e la paternità dell'atto. 
 
Circa gli effetti e la modalità con cui viene registrato l'atto dal notaio a questo link il notaio Aricò di Firenze spiega esattamente le modalità:
 
Nel caso lei risieda a Roma può depositarlo conseguendo i medesimi effetti della certificazione notarile  presso i registri istituiti dai municipi X e XI (possono depositarli tutti i cittadini residenti in roma). 
 
In ogni caso il nostro consiglio è quello di compilare il modello da noi proposto in triplice copia tenere una copia con sé, darne una copia al proprio fiduciario ed inviarne una copia a noi(meglio via posta, ma li accettiamo anche via fax e via mail con documento scannerizzato in allegato). 
 
Non essendoci un registro telematico generale delle dichiarazioni di fine vita la concreta utilizzabilità del documento in caso di necessità è alquanto problematica, mentre è di sicura rilevanza ed anzi decisivo in caso nel caso di una vertenza giudiziaria simile a quella di Eluana Englaro; pertanto si consiglia in caso si fosse affetti di gravi patologie e/o in uno stato di salute particolarmente precario di affrontare la questione direttamente con il proprio medico curante rappresentando chiaramente ed esplicitamente i propri desideri in merito alle scelte di fine vita e consegnando contestualmente una copia del testamento biologico debitamente sottoscritta. 
 
Associazione Luca Coscioni:  
 

Scarica, stampa e invia la Carta di Vita per il tuo testamento biologico [pdf]: Via email a info@lucacoscioni.it oppure stampandola e inviando a Associazione Luca Coscioni, Via di Torre Argentina 76 - 00186 Roma; via  Via Fax 0668805396  


L' associazione ricevente si obbliga a custodirlo e estrarne copia e/o modificare le dichiarazioni fatte in qualsiasi momento, inoltre è fondamentale per darci forza nel sostenere l'attività politica volta ad arrestare la legge liberticida che il senato della Repubblica ha approvato in prima lettura e possibilmente cercare di far approvare una disciplina che sia rispettosa dell'autodeterminazione delle persone senza quelle derive da stato etico che il testo attualmente prevede. 

 
Cordiali saluti, 
 
J.d.F.

vorrei fare anch'io il

vorrei fare anch'io il testamento biologico.Sono favorevole.Come posso fare? Grazie vernaglione
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