Strappo di Fini: rispetto la scelta dei genitori

Corriere della Sera
Margherita De Bac

AmbulanzaNapolitano: sì a una pronta approvazione del testamento biologico. Eluana, le mosse del governo.

Il ministero del Welfare sta verificando se la struttura che ha accolto Eluana sia legata al sistema sanitario pubblico.

Roma - Il dramma di Eluana Englaro, trasportata durante la notte di lunedì nella clinica friuliana dove dovrebbero «staccarle la spina», scuote il mondo politico.

Una buona parte del Pdl, Udc in testa (tra gli altri Bottiglione, Ronconi, ma anche la Pd Binetti), chiede che il governo intervenga in modo deciso con un decreto che ripercorra quanto viene indicato sul disegno di legge appena presentato in Parlamento. Il divieto di sospendere idratazione e alimentazione artificiali, cure ritenute inalienabili. Per ora pare non esserci un’intenzione del genere nell’esecutivo di Berlusconi. «Valuteremo e poi vedremo», dice il sottosegretario Eugenia Roccella. Ciò non toglie che il ministero del Welfare stia cercando la strada per evitare che la sentenza della Corte di Cassazione trovi attuazione. Un fatto è certo. Viene ritenuta urgente una legge sul testamento biologico, per evitare che si ripetano altri casi Eluana. Il presidente Giorgio Napolitano, ieri in Lussemburgo, sprona il Parlamento: «In Italia nessuno parla di introdurre l’eutanasia. La vicenda Englaro impone una pronta approvazione della legge che regoli i momenti finali della vita. Il vuoto legislativo, colmato dalla Cassazione, va superato in modo definitivo». Altrettanto convinto il presidente del Senato, Renato Schifani: «Bisogna prevenire questi situazioni, le famiglie non vanno lasciate sole». Anche Gianfranco Fini rompe il silenzio. E sembra disapprovare le intrusioni nella sfera privata delle persone: «Invidio chi ha certezze - afferma il presidente della Camera -. Personalmente non ne ho, nè religiose nè scientifiche. Solo dubbi. Uno su tutti. Quale e dov’è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori abbiano il diritto di fornire una risposta e avverto il dovere di rispettarla». I tecnici del ministero del Welfare stanno verificando se la struttura friulana che la scorsa notte ha accolto la donna da 17 anni in stato vegetativo per dare seguito al decreto sull’interruzione delle cure è in qualche modo legata al sistema sanitario pubblico. Si intende verificare se l’atto di indirizzo emanato a dicembre dal ministro Maurizio Sacconi è vincolante. Il titolare del Welfare ieri sera, ospite a Porta a Porta, ha ribadito: «Credo che la legge vigente, in assenza di una nuova regolamentazione, sia molto chiara e prevede il dovere di garantire alimentazione e idratazione artificiali. E’ giusto ispirarsi a un criterio di cautela. Abbiamo molti interrogativi». Secondo il sottosegretario Eugenia Roccella «bisogna trovare una strada per evitare che Eluana muoia».

Mercoledì, 4 Febbraio, 2009 - 14:59
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