Archivio referendum sulla fecondazione assistita e la libertà di ricerca

Il
12 e 13 giugno si sono votati i 4 referendum per l'abrogazione parziale della legge 40/2004 che regola in Italia la fecondazione assistita, la diagnosi preimpianto e la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Questo sito è stato, insieme a quello del Comitato per il sì, il centro operativo della campagna online a favore dei referendum (leggi i dati sui risultati della campagna online).

La consultazione referendaria non ha raggiunto il quorum necessario per la sua validità, dato che ha partecipato soltanto il 25,9% degli aventi diritto (il quorum è il 50% + 1). In tutti i referendum ha prevalso il sì, con percentuali oscillanti tra il 77 e l'88%.

I referendum non hanno raggiunto il quorum non perché, come sostiene il Vaticano tutt'oggi, gli italiani abbiano voluto esprimere con l'astensione il loro favore alle proibizioni presenti nella legge 40, ma per la confusione provocata dalla presenza di 4 diversi quesiti sulla stessa legge, dovuta alla decisione della Corte costituzionale di ritenere inammissibile il referendum per l'abrogazione totale della legge, e per la il tentativo riuscito da parte della campagna astensionista di manipolare i dati scientifici e le informazioni mediche per generare confusione nell'elettorato e portare i cittadini ad astenersi per mancanza di elementi sufficienti a prendere una decisione su materie così delicate. Anche alcuni dei promotori del referendum, come denunciato a più riprese da Marco Pannella, decidendo di condurre la campagna nell'impossibile tentativo di rincorrere gli avversari sul terreno del dettaglio medico-scientifico e di evitare lo scontro di valori con la parte cattolica hanno rinunciato a porre all'elettorato una scelta di principio tra laicità e clericalismo. Sono diversi i sondaggi che dimostrano questa tesi, raccolti in due documenti: A due anni dal referendum sulla fecondazione assistita. La verità sul perché gli italiani non andarono a votare (Sondaggio Ipsos commissionato da Vanity Fair) e Dall’opinione al voto. I sondaggi sulla legge 40 dal 2003 ad oggi e l’analisi del voto referendario

I referendum erano inizialmente 5 (la Corte costituzionale ha bocciato il referendum che chiedeva l'abrogazione dell'intera legge con una decisione contesta da molti giuristi) ed erano stati promossi da una coalizione composta da Radicali, Associazione Luca Coscioni, Ds, Sdi, Rifondazione comunista e singoli esponenti di altri partiti, anche di centrodestra.

L'Associazione Luca Coscioni è stata la prima organizzazione politica italiana a deliberare in favore del ricorso al referendum subito dopo l'approvazione della legge 40 e ha fatto parte fin dall'inzio sia del comitato promotore del referendum unico che di quello dei 4 referendum.

Questo sito rappresenta un archivio permanente della campagna referendaria. Attraverso questo sito potranno essere letti i quesiti dei 4 referendum, il materiale divulgativo prodotto, la rassegna stampa sui referendum, gli interventi dei blog italiani sull'argomento, i principali siti a favore o contro i referendum, i messaggi (durante la raccolta delle firme | durante la campagna per i 4 sì | commenti dopo il voto) lasciati da migliaia di utenti sul sito dell'Associazione Coscioni.

Allo stesso tempo, che per chi voglia proseguire con noi la campagna per la libertà di ricerca scientifica e di coscienza, è possibile conoscere le decisioni prese all'indomani della sconfitta dei referendum.

Riconoscimenti:









Punto Informatico


Messaggi ricevuti durante l'intera campagna referendaria

durante
la raccolta delle firme

durante
la campagna per i 4 sì

commenti
dopo il voto

Venerdì, 25 Febbraio, 2005 - 19:38
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