Io precario di Scienze.

Religione. Insegnarla conviene.

di Giuseppe Candido

Sono un insegnate di Scienze matematiche di ruolo nella scuola secondaria di 1° grado dall'1 settembre 2007. Dopo sei anni di supplenze da precario sono stato finalmente assunto con contratto a tempo indeterminato, il che significa che per me è finita la vita da precario, quindi non posso lamentarmi viste le recenti promesse di tagli alla scuola e il relativo blocco del piano assunzioni predisposto dal precedente governo. Non posso lamentarmi ma sono rimasto indignato quando ho letto (giovedì 25 settembre) sul Corriere della Sera l'articolo di Lorenzo Salvia dal titolo "Aumenti solo ai docenti di religione. Collega di diritto fa causa: risarcita" e nell'occhiello "Iniziativa dei Radicali. Il giudice: discriminatorio". In realtà già un paio di anni or sono il fatto che agli insegnanti di religione fosse stato riconosciuto un aumento sugli anni di servizio prestati con contratto a tempo determinato è noto ai frequentatori dei siti radicali.it e dell'associazione "anticlericale.net" già da tempo. Da anni entrambi i soggetti si battono anche per veder riconosciuti pari diritti a tutti gli insegnanti. Tale aumento, non è stato riconosciuto infatti agli insegnanti delle altre discipline ma si è dovuto ricorrere al giudice del lavoro che, finalmente, si è espresso chiaramente definendo il trattamento "discriminatorio" e provvedendo al risarcimento del danno causato all'amministrazione al docente dipendente; non molto, 2.611 e 36 centesimi, come fedelmente riportava il giornalista, ma quanto basta per trovarne soddisfazione. Anche se, moltiplicando la cifra per i circa 200.000 insegnanti che, in base alla sentenza ne avrebbero diritto, ci si trova davanti al numero fantastico di due miliardi e mezzo di euro! L'ho sempre considerata una cosa assai ingiusta, soprattutto se si tiene in considerazione che la religione cattolica è un insegnamento (l'I.r.c.) facoltativo e non obbligatorio come invece sono tutte le altre discipline. Un prepotere delle gerarchie vaticane. Ma la cosa più strana, che di più fa indignare, è che a tutelare gli insegnanti siano soltanto i radicali. E i sindacati? Nonostante i milioni di euro percepiti ogni anno in vario modo, quelli dell'altra casta, che con le trattenute automatiche sulla busta paga di milioni di pensionati potrebbero, e dovrebbero, tutelare i diritti dei lavoratori, che fanno? Da tutte le sigle sindacali su questo non ho mai sentito una parola, eppure verso una regolare quota automaticamente trattenuta sulla busta paga di 7 euro al mese. Adesso che non è più soltanto un'associazione radicale, ma anche un giudice del lavoro a definire - in nome del popolo italiano - discriminatoria la disparità di trattamento tra insegnanti di religione e tutti gli altri. E' per che questo ho deciso, per il futuro, di versare l'importo che avrei versato al sindacato (dal quale farò presto a cancellarmi), integralmente e volontariamente all'Associazione Anticlericale.net. E mi rivolgerò pure io al giudice del lavoro, non per i soldi ma per una questione di principio. L'eventuale risarcimento che mi dovesse essere riconosciuto lo devolverò all'Associazione Luca Coscioni che pure si batte per evitare i prepoteri della chiesa, quella cattolica, nel campo dei diritti individuali e della libertà di ricerca.

Venerdì, 10 ottobre, 2008 - 18:40
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