Ricerca: Staminali embrionali dalla pelle, esperimento riuscito in Usa


AdnKronos Salute
22/08/2005

Milano, 22 ago. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Staminali embrionali umane direttamente dalla pelle. Un gruppo di ricercatori americani, in uno studio che sara' pubblicato sul prossimo numero di 'Science', e' riuscito a 'ringiovanire' una normale cellula cutanea fino allo stadio di 'cellula madre' totipotente. La metodica ''non e' ancora perfetta'', sottolineano gli autori, ma rappresenta ''un grande passo avanti'' per arrivare un giorno a produrre staminali da impiegare in medicina senza dover creare nuovi embrioni attraverso la clonazione: il traguardo che e' da sempre il sogno nel cassetto degli specialisti di tutto il mondo.

L'equipe Usa - guidata da Douglas Melton, Kevin Eggan e altri esperti di cellule staminali dell'Harvard Medical School - ha lavorato utilizzando fondi privati, dopo i limiti disposti dal presidente Bush ai finanziamenti federali destinati a questo tipo di esperimenti. Tecnicamente, gli studiosi hanno creato una nuova cellula staminale embrionale umana fondendo una staminale embrionale umana con una comune cellula della pelle. Oggi - ricordano gli scienziati di Harvard - le staminali embrionali vengono ottenute da embrioni 'abbandonati' dalle cliniche per la fecondazione assistita o prodotti con la tecnica di clonazione chiamata 'trasferimento nucleare'. Questa prevede di sostituire il nucleo di una cellula uovo con quello di una cellula adulta (somatica) prelevata dal paziente. L'operazione 'riprogramma' l'ovulo, che inizia a dividersi come dopo essere stato fecondato da uno spermatozoo.
''In base a precedenti esperimenti su staminali embrionali di topo - prosegue Melton - abbiamo concluso che le staminali embrionali umane potrebbero offrire una sorgente alternativa di materiale per riprogrammare cellule somatiche''. Il team ha quindi fuso staminali embrionali con cellule di pelle, facendo regredire queste ultime fino allo stadio originario. Sottoposte ad analisi specifiche, le cellule cosi' ottenute hanno dimostrato di comportarsi come vere e proprie 'cellule madri' embrionali.
''Per ora - conclude l'esperto - il limite e' che la cellula prodotta attraverso la fusione contiene il materiale cromosomico della cellula embrionale da cui si e' partiti, il che ne ostacola l'impiego sul malato''. Ma riuscendo ad aggirare questo problema, assicurano gli autori, si potra' disporre di cellule utilizzabili contro cancro, Parkinson e altre patologie tuttora incurabili.

Lunedì, 22 agosto, 2005 - 12:16

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