RISPOSTA DI BERTINOTTI

HO SCRITTO AI PRESIDENTI MA LA DECISONE È LORO

Caro Segretario,
mi riferisco alla "lettera aperta", pubblicata
sul quotidiano "L'Unità" del 6 gennaio
2007 e anticipatami via fax - di cui
sono destinatario e di cui Ella è primo
firmatario, insieme a Maria Antonietta
Farina Coscioni, Gianfranco Spadaccia
e Rocco Berardo, tutti a nome
dell'Associazione "Luca Coscioni" -
concernente il seguito della petizione
alla Camera dei deputati presentata da
Piergiorgio Welby e condivisa da numerosi
cittadini, con la quale è stato richiesto
che sia disposta un'indagine conoscitiva
sulla consistenza del fenomeno
clandestino dell'eutanasia in Italia.
In particolare Ella e gli altri firmatari di
tale nota lamentano che gli Uffici di
Presidenza delle Commissioni
Giustizia e Affari sociali della Camera -
alle quali è stata assegnata congiuntamente
la citata petizione - abbiano esaminato
la questione - secondo i firmatari,
"senza che peraltro il punto fosse
menzionato nell'avviso di convocazione"
-, non ritenendo di accedere all'ipotesi
dell'indagine conoscitiva e deliberando
invece l'audizione ("da effettuarsi
addirittura a porte chiuse") di una serie
di esperti.
Sempre ad avviso dei firmatari del documento
tale scelta (ed anche quella
della data dell'audizione, ritenuta troppo
ravvicinata per consentire agli interessati
di raccogliere elementi adeguati)
sarebbe stata dettata dal proposito di
"chiudere quanto prima la pratica
Welby". Sulla base di tale valutazione
Ella e gli altri firmatari chiedono un intervento
del Presidente della Camera
volto ad impedire "il perfezionamento"
di quella che nella lettera è definita
"una pagina parlamentare davvero indecorosa".
Al riguardo desidero innanzitutto fornire
alcune precisazioni sull'effettiva articolazione
del procedimento in questa
materia, sulla base delle previsioni contenute
nel regolamento della Camera.
Come è noto, l'art. 109 di tale regolamento
stabilisce che le petizioni siano
esaminate dalle Commissioni competenti,
alle quali sono pertanto assegnate
dal Presidente della Camera. Nella
consapevolezza dell'importanza e della
delicatezza della questione, ho provveduto
ad assegnare la petizione alle
Commissioni competenti il giorno stesso
della sua presentazione, ritenendo
eccezionalmente di accompagnare
l'assegnazione con una mia lettera ai
Presidenti delle Commissioni nella
quale sottolineavo l'alto significato morale
e civile del documento, anche in
considerazione della particolarissima
situazione della persona promotrice
dell'iniziativa.
Una volta intervenuta l'assegnazione,
tutte le decisioni, sia di natura istruttoria,
sia di merito, rientrano nella piena
autonomia e nella esclusiva responsabilità
delle Commissioni medesime e
dei soggetti - in primo luogo i rappresentanti
dei gruppi parlamentari - che
in tale ambito sono competenti ad assumerle.
Anche la decisione di procedere
ad una indagine conoscitiva, per la
quale è prevista l'intesa da parte del
Presidente della Camera, non può prescindere
da una iniziativa assunta nell'esclusiva
responsabilità delle
Commissioni interessate.
Rilevo, peraltro, che i Presidenti delle
Commissioni citate hanno dato tempestivo
seguito alla questione, convocando
immediatamente, con le forme ordinarie,
i rispettivi Uffici di Presidenza,
integrati dai rappresentati dei gruppi,
competenti in materia di programmazione
dei lavori, tenuto conto che la richiesta
avanzata nella petizione consiste
nello svolgimento di una attività
parlamentare di contenuto conoscitivo.
Come è noto, i predetti Uffici di
Presidenza hanno stabilito che il prossimo
mercoledì 17 gennaio 2007 le citate
Commissioni riunite procederanno ad
audizioni informali di rappresentanti
del Comitato nazionale per la bioetica,
del Comitato intergovernativo di bioetica
dell'UNESCO, dell'Istituto superiore
di sanità, del Consiglio superiore di sanità
e della Federazione nazionale
Ordini medici chirurghi e odontoiatri,
in materia di tutela della dignità e della
volontà della persona umana nelle patologie
incurabili e terminali, anche con
riferimento al tema dell'eutanasia. In
base a quanto mi è stato comunicato
dai Presidenti delle Commissioni interessate,
tale riunione costituisce la prima
di un ciclo di audizioni su tale materia,
che avranno luogo anche nei giorni
successivi.
Quelle indicate sono le iniziative fin qui
assunte dalle Commissioni, rispetto alle
quali non spetta in alcun modo al
Presidente della Camera entrare nel
merito, né con riferimento all'oggetto
dell'attività conoscitiva deliberata, né
allo strumento prescelto.
Chiariti dunque in tal modo i termini
della questione con riferimento al quadro
regolamentare, che costituisce il solo
parametro cui il Presidente della
Camera deve fare riferimento per
l'esercizio delle prerogative parlamentari
e per lo svolgimento delle relative
procedure, desidero osservare in termini
generali che le petizioni costituiscono
un importante strumento di partecipazione
popolare, espressamente
previsto dalla Costituzione per instaurare
un rapporto diretto tra i cittadini -
anche in forma associata - e le Camere,
consentendo ai primi di rappresentare
alle seconde esigenze e questioni che
scaturiscono dalla realtà sociale.
Tale rapporto si è realizzato anche nel
caso di specie, sia pure dando - allo stato
- un esito da Loro non condiviso, fermo
restando che, in base al disegno costituzionale,
le decisioni finali circa i temi
proposti per il tramite delle petizioni
non possono che spettare all'autonomia
ed alla responsabilità dei competenti
organi parlamentari, secondo le
modalità stabilite dalla Costituzione
medesima e dai regolamenti delle
Camere. Ho ritenuto comunque - data
la rilevanza delle questioni poste - di
trasmettere il testo della Loro lettera ai
Presidenti delle Commissioni II e XII,
per le valutazioni di loro competenza.

Mercoledì, 21 novembre, 2007 - 16:02
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