Rotondi, Sacconi e Roccella

di Gianfranco Spadaccia

Un cattolico, un democristiano, ministro del Governo Berlusconi per l'attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, parlando l'11 giugno scorso della eventuale modifica delle linee guida della legge 40, emanate da Livia Turco, ha opportunamente sollecitato un po' di prudenza: "Invidio la competenza a tutto campo dei politici laici e cattolici che si occupano massicciamente della legge 40, ma ogni tanto mi piacerebbe che ad occuparsene fossero sì laici e cattolici, ma ginecologi e non parlamentari. Nel paese delle commissioni una bella commissione di studio forse ci vuole prima di infilare un guasto dietro l'altro". L'invito alla prudenza era evidentemente rivolto dal ministro dell'attuazione del programma al collega del Governo, il ministro Sacconi, e alla sua sottosegretaria Eugenia Roccella.

Parlando davanti alla commissione del Senato Sacconi ha annunciato che sulle linee guida "che tra l'altro aprivano la strada alle diagnosi pre-impianto", sarà effettuata "un rigorosa verifica che credo non possa non condurre a una doverosa modifica" Sacconi si è in particolare soffermato proprio sulla questione degli interventi diagnostici pre-impianto. La tesi di Sacconi è semplice: quella parte della legge fu sottoposta a referendum abrogativo perché i referendari ritenevano che la legge non li consentisse. La Turco oltre che sul piano dei contenuti avrebbe dunque peccato anche sul piano giuridico formale mostrando di ritenere che la legge consenta ciò che perfino i promotori dei referendum ritenevano non consentito.

Peccato che il ministro dimentichi che l'intervento del suo predecessore era stato determinato da una sentenza del TAR del Lazio che, proprio sul piano giuridico formale oltre che su quello dei contenuti, aveva annullato su questo punto le precedenti linee- guida che ora si vorrebbero ripristinare. Anche la sottosegretaria Eugenia Roccella non mostra di avere dubbi. Rispondendo a un documento della Associazione "Scienza e vita" che dettava al governo "dieci priorità" fra le quali spiccava la richiesta della proibizione dei test genetici ha categoricamente affermato che "la tutela della vita dal concepimento alla morte è in linea con gli indirizzi programmatici del Governo". E proprio la Roccella sembrerebbe destinataria delle deleghe del ministro in questa materia. Prima si era detto che sarebbe stata la sottosegretaria alla vita e alla famiglia. Poi si era detto che si sarebbe occupata delle questioni "etiche" (e quali sono i limiti dell'etica? La corruzione o la mancata prevenzione degli infortuni sul lavoro non sono "questioni etiche?). Poi lo stesso Sacconi aveva parlato di un sottosegretario "alla procreazione".

Ora con più precisione sappiamo che sarà un sottosegretario addetto a contrastare gli obiettivi che Luca Coscioni ha voluto come ragione costitutiva della associazione che porta il suo nome. Ecco infatti le sue deleghe: 1) alla salute delle donne con particolare riferimento alla politica della maternità dal periodo preconcezionale (prevenzione infertilità e sterilità, contraccezione) alla gravidanza (diagnostica prenatale e genetica, parto e puerperio) e al periodo post-nascita (allattamento, depressione post- parto, ecc.), incluse l'attuazione della legge 194 e successive integrazioni e modificazioni e la legge 40; 2) alla ricerca scientifica in materia di procreazione assistita, di embriologia (gameti ed embrioni umani) nonchè di materiale biologico derivato da embrioni umani; 3) alle politiche di tutela della dignità della persona nella fase conclusiva della vita; 4) alla donazione, approvvigionamento, controllo, lavorazione, conservazione, stoccaggio e distribuzione di tessuti e cellule, con particolare riferimento all'utilizzazione e conservazione di cellule staminali emopoietiche da cordone ombelicale.

Insomma, si direbbe, un sottosegretario addetto alla Associazione Luca Coscioni: a contrastare gli obiettivi e comprimere e vanificare i diritti per cui è nata e si batte questa Associazione. Un motivo in più per sentircene onorati. Un motivo in più per rafforzarla. P.S.: ho, abbiamo stima del ministro Sacconi. Ho in passato difeso le sue scelte contro l'attacco pregiudiziale che gli veniva rivolto dalla sinistra e dai sindacati. Non dimentico il suo passato socialista e alcune battaglie comuni, per i diritti civili o per conoscere la verità su Tobagi. Sono perciò un po' sorpreso che il "socialista" Sacconi si faccia scavalcare, se non altro nell'appello alla prudenza, dal "democristiano" Rotondi. L'ex radicale Eugenia non mi sorprende (capita ai neofiti dopo una conversione). Sacconi sì.

Martedì, 8 luglio, 2008 - 18:25
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