Scontro sull’aborto selettivo di Milano

Il dramma umano di una donna milanese di 38 anni, già madre di un bambino, ha consentito nelle passate settimane un nuovo arrembaggio clericale alla legge 194 del 1978 che regola il diritto ad abortire. La donna, incinta di due gemelle, si è sottoposta nell'ultima settimana di agosto ad un intervento per salvare solo la bambina senza la sindrome di Down. Poi "la fatalità", come l'hanno definita i vertici dell'ospedale San Paolo di Milano: l'aborto del feto sano invece di quello malato. L'errore scatena una ridda di dichiarazioni fuori luogo, come quelle di Carlo Casini a proposito di aborto e sindrome di Down (dallo stesso ribattezzata come "mongolismo"). Si sprecano i lanci di agenzia che insorgono contro "la prassi eugenetica". Tanta ipocrisia, come afferma giustamente Silvio Viale, radicale e dirigente dell'Associazione Luca Coscioni, pioniere in Italia della sperimentazione sulla pillola abortiva Ru486. "Tutte le donne che ho incontrato - ha spiegato al Corriere della Sera - si comportano allo stesso modo, che siano di destra o di sinistra, che abbiano il crocifisso al collo come decoro o come segno di fede". "Si sottopongono a indagini prenatali e quando il risultato non è quello sperato, la stragrande maggioranza (direi tutte ad eccezione di due o tre) chiedono di abortire. Questo per dire che tutto quello a cui stiamo assistendo in queste ore è solo una grande strumentalizzazione della 194. Non un attacco frontale ma subdolo". Ma intanto l'Osservatore Romano sentenzia: "E' l'eugenetica che impone le sue leggi". Ma secondo Rita Bernardini (vedi intervista a lato) è piuttosto la Chiesa che "vuole imporre a tutti non solo di rinunciare all'aborto, ma anche alla diagnosi prenatale". Una pratica, quest'ultima, che come spiega ad Agenda Coscioni il prof. Forabosco (vedi pagina seguente), è ormai affermata in Europa da decenni. "L'uso crescente dei test prenatali ha delle profonde motivazioni sociali che devono essere indagate e politicamente valutate". Il clima instaurato dai politici genuflessi di fronte alle gerarchie cattoliche non favorisce la riflessione. (M.V.L.P.) @pprofondisci Commenta gli articoli su www.agendacoscioni.it

Mercoledì, 10 ottobre, 2007 - 17:21
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