Staminali Embrionali

Se anche la Germania apre alla staminali embrionali...

di Carmen Sorrentino

L'11 aprile scorso il Parlamento tedesco ha parzialmente attenuato gli effetti negativi della Stammzellgesetz, la legge che dal 2002 regola la ricerca sulle cellule staminali embrionali in Germania. Tramite un regolamento è stato modificato il cosiddetto Stichtag, il termine ultimo entro il quale devono essere state prodotte le cellule embrionali su cui si può effettuare la ricerca. Tale termine inizialmente era fissato al 1° gennaio 2002, anno di emanazione della legge. Le cellule, che pure ancora devono essere ricavate da embrioni soprannumerari e all'estero, da ora possono risalire al massimo al 1° maggio 2007. La legge così modificata è stata definita forschungsfreundlich, letteralmente "amica della ricerca", perché un termine più vicino permetterà l'utilizzo di cellule meno vecchie quindi più vitali e maggiormente adatte.

La modifica è stata votata da 346 deputati su 580. I voti contrari sono stati 228, solo sei gli astenuti. In precedenza i deputati avevano bocciato tanto la completa abolizione dello Stichtag che il totale divieto di ricerca sulle staminali. Fondamentale è stato il ruolo della comunità scientifica nel chiedere una revisione della legge in senso maggiormente favorevole alla ricerca. Persino la cancelliera Angela Merkel e la Ministra per la Ricerca scientifica Annette Schavan (ambedue CDU) si erano espresse a favore del provvedimento, mettendo per molto tempo a dura prova la tenuta del governo. Con la mozione ora approvata, presentata dai deputati René Roespel (SPD) e Ilse Aigner (CSU), è stato inoltre chiarito che gli scienziati tedeschi non si rendono punibili partecipando a progetti internazionali di ricerca sulle staminali. La Chiesa cattolica si è opposta fin dall'inizio ad un cambiamento del termine ultimo per l'importazione.

Il presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, ha chiesto anzi un divieto totale della ricerca sulle cellule staminali embrionali. Alla vigilia dell'approvazione del Settimo Programma Quadro per la Ricerca in Europa, la Germania era insieme all'Italia a capo del blocco contrario al finanziamento dei progetti sulle cellule staminali embrionali. La Germania ha ora fatto un notevole passo avanti soprattutto in termini di dialogo tra la comunità scientifica e quella politica, mentre in Italia la legge 40 rimane proibitiva per la ricerca e i ricercatori italiani del tutto inascoltati. La Germania si è distinta negli ultimi mesi anche per la nomina del nuovo Comitato etico che pure è stata ritardata, probabilmente dalle stesse polemiche che hanno riguardato la modifica della Stammzellgesetz.

Il Comitato avrà funzioni tanto consultive che informative rispetto al pubblico. I suoi 26 membri sono per legge indipendenti e i loro nominativi vengono suggeriti a metà tra il governo e il parlamento federale. La Ministra per la Ricerca tedesca Annette Schavan ha dichiarato che la struttura del nuovo comitato è in linea con la prassi internazionale e che esso lavorerà in modo indipendente e in piena sovranità nei confronti del parlamento e del governo federale. L'accordo sulla nomina e quello sulla revisione della legge sono stati raggiunti pressoché contemporaneamente, lasciando pensare non solo ad una ritrovata stabilità governativa ma forse anche ad un processo di riforma in atto in Germania. Infatti oltre all'innovazione operata da quel paese con l'istituzione del nuovo Deutscher Ethikrat, va rilevato comunque che prima del suo scioglimento, a luglio 2007, il precedente comitato si era pronunciato a favore di una revisione della legge sulle cellule staminali embrionali. Un dibattito durato poco più di sei mesi ha portato ai risultati che sono sotto i nostri occhi e a cuore di tanti ricercatori.

Lunedì, 5 maggio, 2008 - 17:07
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