INTERVISTA A IGNAZIO MARINO

Se solo i nostri Tg si occupassero di scienza

di Marco Valerio Lo Prete

Due parole che Stephen Minger ha utilizzato spesso nel corso della sua audizione sono state "agnosticismo" della ricerca e "pragmatismo" nell'approccio all'opinione pubblica...

Minger ha affermato che nel suo laboratorio utilizza una metodologia di ricerca agnostica ma ha anche detto che si sottopone volentieri - anzi quasi ha espresso un senso di conforto - ad una valutazione del suo percorso scientifico da parte di una authority che nel Regno Unito regolamenta la ricerca nel settore delle cellule embrionali. Quest'organo decide se dare il consenso o meno ad una linea di ricerca piuttosto che ad un altra. Credo che questo sia un aspetto sul quale fare delle riflessioni. Inoltre l'authority inglese è scelta con un criterio di assoluta trasparenza. I membri che poi decideranno quale percorso scientifico il Paese deve seguire nel campo della ricerca sulle cellule staminali, vengono selezionati sulla base dei loro curricula che vengono pubblicati su internet, accessibili a tutti. In più, una volta che l'Authority si è costituita, prima di assumere decisioni che abbiamo un impatto sul Paese, ascolta i cittadini, e questo è un esempio di democrazia partecipata. Rispetto a questa realtà ci sono poi altri Paesi che invece permettono purtroppo il commercio illegale di organi per i trapianti o addirittura, come accade in Cina, il prelievo degli organi dei condannati a morte.

 

E' stata l'Associazione Luca Coscioni ad ospitare Stephen Minger ed i membri dell'Autorità per la fertilità e l'embriologia britannica. Il Cnb che ruolo ha avuto nel sollevare un dibattito su queste materie, o che ruolo dovrebbe avere?

E' evidente che in materia non vi sono posizioni del Cnb. Non voglio essere sarcastico perché non appartengo a questo organismo, ma è anche evidente che lo statuto del Cnb indica con chiarezza che è un organismo che dovrebbe informare il pubblico su argomenti così delicati. Noi abbiamo una drammatica assenza di informazione scientifica che permetta al pubblico di maturare un'opinione su temi che oggi sono all'ordine del giorno. Tutti potrebbero dare un contributo intellettuale più importante se la diffusione delle idee, delle ricerche, e la spiegazione di ciò che accade nei laboratori, fossero più capillari. Ad esempio non credo che molte persone sappiamo che, dal punto di vista legale, noi non possiamo iniziare nei nostri laboratori ricerche come quelle sviluppate al King's College da Stephen Minger. Se Minger però riuscirà a ottenere staminali embrionali da questa ricerca, allora gli scienziati italiani potrebbero ordinarle e importarle in Italia per utilizzarle. Una discrepanza su cui nessuno si interroga. Se i nostri telegiornali, invece di occuparsi tanto di delitti e ballerini, si occupassero di dare anche un'informazione scientifica, probabilmente tutto il paese ne guadagnerebbe come capacità di potersi esprimere ed anche a livello culturale.

Lunedì, 5 novembre, 2007 - 15:57
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