Soccorso Civile: anoressia e bulimia

AnoressiaAnoressia e bulimia sono due tra i più importanti disturbi del comportamento alimentare che affliggono non solo donne, ma anche uomini. Si parla di anoressia, sottintendendo il riferimento alla cosiddetta “anoressia nervosa”, ogni qual volta si manifesti un disagio di tipo psico-fisico che si esprime nel rifiuto assoluto verso il cibo e nel desiderio di raggiungere un livello di magrezza sempre più estremo. Se alcune scuole di pensiero mettono in evidenza come una forte responsabilità provenga da alcuni “modelli negativi”, alcune ricerche hanno dimostrato in primo luogo una certa “ereditabilità” della malattia e, in secondo luogo, lo svilupparsi di essa in contesti familiari difficili, ove manca quasi completamente la comunicazione o nel quale vi sono situazioni permanenti di disagio. Se accertata e curata doverosamente, l’anoressia e i disordini psichici ad essa connessi possono scomparire del tutto dai soggetti che ne sono affetti: ciò grazie a terapie di tipo psicologico, consistenti in sedute individuali, familiari e di gruppo, e anche a terapie farmacologiche. Spesso, lo scoglio più difficile da superare è costituito e dal coraggio e della volontà di esprimere il proprio disagio e ricorrere alle cure e dal successivo reinserimento nella società a livello professionale e relazionale.
Molto meno citata, ma altrettanto diffusa, è la bulimia, che consiste nell’assunzione incontrollata e compulsiva di cibo, con l’aggiungersi di una spiacevole e angosciante sensazione di non riuscire a controllare il proprio comportamento. Si distinguono due tipi di bulimia: il primo con condotte di eliminazione, ove il soggetto ricorre regolarmente a vomito autoindotto oppure all’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi; il secondo, nel quale non vi sono condotte di eliminazione ma il soggetto ricorre a comportamenti compensatori inappropriati. La presenza della bulimia nel soggetto è meno riconoscibile rispetto all’anoressia, poiché le condotte eliminatorie non sempre riducono il corpo a pelle ed ossa come nel primo caso. Una delle prime cause della malattia è riconducibile alla presenza di un disagio interiore dovuto a difficoltà in ambito familiare e relazionale, a traumi quali l’abbandono da parte di una persona cara o l’esser stati soggetti a violenze fisiche o sessuali che abbiano creato un abbassamento della propria autostima. Le terapie a cui si ricorre sono analoghe a quelle relative all’anoressia, con le dovute variazioni del regime alimentare da seguire. Attualmente vi è una proposta di legge del Ministro Carfagna, nella quale si propone di far rientrare anoressia e bulimia nell’elenco delle cosiddette “malattie sociali”, al fine anche di aumentare la disponibilità economica per le strutture adibite alla cura.
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Mercoledì, 18 marzo, 2009 - 22:23
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