Spagna, sì alle banche di staminali da neonati


Corriere della Sera
07/03/2006
di Mino Vignolo

Annuncio dopo il caso dell'infanta Leonor
La Spagna permetterà di conservare il sangue del cordone ombelicale dei neonati in banche private. Le cellule staminali prelevate dai cordoni saranno congelate in questi centri specializzati, e conservate per futuri scopi terapeutici.

Il ministro della Sanità Elena Salgado lo ha annunciato a Madrid, inaugurando un congresso internazionale di terapia cellulare e medicina rigenerativa. La Salgado ha detto che nei prossimi mesi la direttiva europea in materia verrà applicata con estrema attenzione, senza però specificare nel dettaglio quali saranno le condizioni e se le banche potranno essere anche a partecipazione pubblica. Il modello potrebbe essere l'Organizzazione Nazionale dei Trapianti (Ont), che in Spagna funziona benissimo ed è un modello per tutti gli altri Paesi europei.

«Bisogna garantire a tutti i cittadini che lo desiderano l'accesso ai centri di conservazione del sangue dei cordoni ombelicali», ha affermato il ministro, cui non dispiacerebbero banche pubbliche o almeno miste. La Ont è l'organizzazione incaricata di coordinare tutti i trapianti e le donazioni di organi. La Spagna è il secondo Paese del mondo come donazioni di cordoni ombelicali: sono 20.732 le unità conservate a Madrid, Barcellona, Malaga, Santiago de Compostela, Valencia, Tenerife. Sono a disposizione di chi ne ha bisogno e si impiegano per i casi di leucemia infantile e linfomi.

L'annuncio del governo Zapatero arriva a pochi giorni dalla polemica nata dalla rivelazione che la Casa Reale spagnola aveva inviato negli Stati Uniti il sangue prelevato dal cordone ombelicale dell'Infanta Leonor di Borbone, nipote di re Juan Carlos e futura erede del trono di Spagna, perché venga conservato in un centro specializzato. Erano stati i genitori, i principi delle Asturie Felipe e Letizia, a volerlo: ora le staminali sono conservate a 196 gradi sotto zero nei locali della impresa Cord Blood Registry di Tucson, in Arizona, che le terrà fino al 2020. La Casa Reale, criticata anche dalla stampa monarchica, si è difesa dicendo che molte altre famiglie spagnole avevano preso la stessa decisione. Un quotidiano ha rivelato che alcuni mesi prima della nascita di Leonor, un'impresa iberica, non ancora autorizzata ad operare nel Paese ma che possiede una banca genetica in Polonia, si era offerta di conservare le cellule dell'Infanta. Ma la Casa Reale aveva preferito gli Usa.

Mercoledì, 8 marzo, 2006 - 12:04

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