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Studenti Coscioni e Cellule: proposte e analisi.


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Salve a tutti,
sono Stefano Pagliarini, un iscritto 2009 di Ancona e sono attivo per l’Associazione Luca Coscioni qui ad Ancona e dintorni. Per prima cosa saluto calorosamente tutti i ragazzi che ho avuto l’opportunità di conoscere durante la prima edizione della Scuola Coscioni, saluto Giulia Innocenzi, Rocco Berardo, Annalisa Chirico, Luca Nicotra, Josè De Falco, Marco Cappato e tutti gli altri perché devo dire che è da quel momento che mi sento veramente parte di questa associazione, dalla Scuola Luca Coscioni che per me è stata importantissima. Lancio quindi subito l’input chiedendo che, a nessuno venisse in mente di cancellare questa iniziativa dalle varie dell’Associazione.
Questo mi serve per introdurre il primo elemento: il fatto dell’eventuale situazione di solitudine in cui si sentono alcune cellule Coscioni e credo che la mia cellula (che poi, cellula non è perché sono da solo) sia una di quelle che in effetti un po’ di solitudine la soffre. Credo anche che l’associazione debba radicarsi nel territorio, quindi riprendo quello già detto da Marco Gentili e da Davide Baccinelli perché l’ Associazione ha assolutamente bisogno di aumentare il suo raggio d’azione. Voi direte: sembra facile! Però di fondo non può non essere un obiettivo e credo sia anche primario. Lo è soprattutto per chi non riesce a costituirsi cellula, prima ancora di concentrarsi sulle battaglie perché spesso si ha questo problema, che non è poco. Un’idea potrebbe essere uno spot, io appoggio questa idea di marco Gentili e Filippo Vignali che hanno parlato di uno spot, mi rendo conto che costa molto, forse troppo e quindi lancio la proposta di farlo noi lo spot: raccogliamo video e foto da tutta Italia, le si monta, si mette una bella musica sotto, qualche frase del nostro amato Luca Coscioni, qualche frase che richiami le nostre campagne, i nostri ideali e le nostre battaglie e creiamo noi un video da lanciare sul web. Lo dovremmo usare come spot, come pubblicità, come motto dall’Associazione.
Secondo punto è la quota under 25. A me l’idea piace tantissimo, non solo quota under 25 ma anche la proposta di Rocco Berardo di creare una tesoreria locale, di creare quindi una maggiore responsabilizzazione delle cellule che raccogliendo iscrizioni, contributi anche sulla vendita di alcuni gadget e che possano autogestire e autofinanziare la cellula. Interessante anche l’idea di lanciare un attività di marketing (lo ha detto Lipparini) e si è parlato di un “Associazione Coscioni” che vuole raggiungere Emergency. Se questo è un obiettivo dobbiamo allora puntare a vedere tante persone con la maglietta di Emergency quante persone con la maglietta della Luca Coscioni.
Per quanto riguarda l’Agenda Coscioni, ho seguito la relazione di tesoreria di Rocco che parlava di un finanziamento di 11.000 euro mensili per l’Agenda. Io sono a favore della totale digitalizzazione dell’Agenda, però mi rendo conto che con questo discorso, da una parte si taglia fuori una parte di utenza di persone che comunque non leggono i giornali sul computer vuoi per l’età , per la pigrizia o semplicemente perché non si sa usare il computer. Dall’altra non si consente all’Agenda di arrivare nei centri nevralgici come le università, i licei. Quindi propongo un maggiore riequilibrio: far rientrare le spese per la pubblicazione dell’Agenda e potenziare il Pdf dandogli uno spazio tutto suo, facendo una campagna di distribuzione anche on-line. Il sito ad hoc credo sia esagerato, sono più d’accordo con Annalisa che dice di migliorare piuttosto il sito che già c’è. Bellissima l’idea di lanciare il giornale in edicola con il quotidiano Terra. Apprezzabile anche la proposta di Marco Gentili che propone un quiz mensile dove chi vince prende una tessera o vince dei gadget anche tra i non iscritti, molto bello. Ma le due cose che mi premono di più riguardo l’Agenda le hanno tirate fuori Annalisa Chirico e Marco Valerio Lo Prete. Annalisa suggerisce di dare maggiore spazio agli Studenti Coscioni, questo è fondamentale perché credo che gli studenti Coscioni arrivino tra quei giovani e tra quegli studenti che hanno un certo interesse verso le nostre specifiche battaglie, quegli studenti a cui l’associazione di per se non arriva. Me ne sono accorto in questi anni di collaborazione con il Gulliver (un’associazione che lavora per i diritti degli studenti universitari): mi sono reso conto come loro siano molto più vicini ai temi degli studenti della Coscioni. Fondamentale anche il coinvolgimento delle realtà locali in cui sono immerse le cellule, perché sarebbe stupendo poter aprire l’agenda a reportage,statistiche,interviste, approfondimenti numeri, intervistando esperti, professori, scienziati. Questo ci consentirebbe di aprire il giornale all’esterno che sarebbe interessantissimo. Dovremmo anche pensare di lanciare alcuni elementi delle cellule sparse per l’Italia come fossero dei giornalisti.
Concludo con un’analisi su quello detto dal presidente Corbellini. Quando ho letto il suo intervento ha suscitato in me una reazione che mi ha fatto pensare: “ce la devo mettere ancora di più!”. Questo forse perché mi è dispiaciuto leggere il suo intervento. Corbellini ha paragonato le idee dell’associazione ad una impresa decotta che nel libero mercato dovrebbe essere fatta fuori. Credo che, come dice giustamente l’onorevole Bonino, non ci sono minimamente le premesse per un libero mercato, non abbiamo l’accesso che possono avere altri giornali e altre associazioni che possono avere a qualsiasi tipo di media, di network o punti di interesse. Questo lo si vede anche nelle campagna di tutti i giorni, dunque quando si fa questo paragone si fa un errore di carattere logico, non siamo un’associazione che lavora in un paese dove vi è la perfetta libertà di mercato e di parola e di espressione. Lui dice di contro che se i cittadini ci credessero per davvero allora si esprimerebbero o si iscriverebbero, bè, io credo che in questo, l’associazione non c’entra nulla. Credo che tutto sia dovuto ad una situazione di pesante apatia politica presente nel nostro paese, di giovani che non riescono più ad avere interesse per certe tematiche perché la politica di oggi li condanna a non avere interessi. E’ la nostra politica, il nostro modo di fare, l’Italia degli ultimi decenni che ha fatto disinnamorare chiunque e che ha portato a  far pensare tutti, che se si attivassero non raggiungerebbero nessun risultato, senza pensare che se si attivassero loro per primi, poi altri, poi altri ancora, forse qualche obiettivo si riuscirebbe a raggiungere. Il perché di questa mancanza di iscritti e di attivismo è quindi dovuta da una condizione prettamente sociale e ad una mancanza culturale a cui è arrivata la storia del nostro paese. Per cui credo che in una situazione del genere noi non dovremmo certo fare passi indietro, è il contrario! Dobbiamo essere maggiormente stimolati ad andare avanti! Io personalmente credo che, quando vengo invitato a parlare durante le manifestazioni politiche come rappresentante dell’Associazione, quando vedo che oggi siamo un certo numero e prima eravamo nessuno, quando si fanno cose insieme ( anche se non riesco ancora ad istituire questa benedetta cellula), vuol dire che il mercato c’è, che è vivo, che risponde quindi dobbiamo ancora andare a punzecchiarlo ancora di più, per lo meno voglio sperare che sia così.
Detto questo saluto tutti ,
spero di poter di nuovo intervenire a di avere delle risposte,
Un abbraccio a tutti.

 

2 commenti

Avanti i giuuuuuovani ;)

Dalle tue parole, Stefano, sento ancora lo spirito della Scuola Estiva Luca Coscioni! Un'esperienza nata per caso, ricordo che con Giulia avevamo cominciato a parlarne alla Sapienza durante una conferenza stampa sulla pillola del giorno dopo. Lei mi prendeva in giro per la mia pseudomania di seguire sti corsi estivi libertari in giro per l'Europa, fino a quando poi ci siam dette: Ma facciamola pure noi! E così è partita...non ti preoccupare, non la cancelleremo dalle nostre iniziative ;) 

Vedo che il radicamento territoriale e l'autofinanziamento restano priorità importanti per chi fa iniziativa radicale lontano da Roma. L'ho fatto notare anch'io all'inizio di questo congresso nel mio intervento. Spero che anche nella nomina degli organi (non elettivi) che saranno costituiti alla fine di questo congresso si tenga conto di un criterio terriotriale, cercando di valorizzare le persone più capaci e promettenti. con uno sguardo al futuro.

La mia proposta di dare uno spazio fisso agli SC su Agenda Coscioni, insieme a quella dell'abbassamento delle quote, mi renderà una segretaria veramente populista!! Ma corro il rischio. Dato che vogliamo comunicare con le università e abbiamo tanti giuovani sparsi per l'Italia, io dico "sfruttiamoli" ben benino!

Sui gadget, spot e quant'altro io dico: FATE! FACCIAMO!

quindi per la riunione del prossimo mercoledì voglio proposte date scadenze ...

un abbraccio,

Lisa

Commento

Ottima l'idea di lanciare gli iscritti alle Cellule Coscioni (e soprattutto degli Studenti Luca Coscioni) come giornalisti o inviati sul territorio.

Ci vorrebbe... se ognuno riuscisse a trovare un po' di spazio per dare voce ai nostri temi all'interno d'una rivista, seppure piccola, sarebbe davvero un risultato importante.

-- Davide Chicco

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