Studenti Coscioni contro le liste di proscrizione

di Giulia Innocenzi

La lista nera dei 162 professori tacciati di far parte di una lobby ebraica non poteva, e non doveva, cadere nell'indifferenza. Non poteva, perché i media hanno scelto questa lista per far emergere il sottobosco di esternazioni antisemite che circolano in rete. Non doveva, perché la comunità studentesca e accademica avevano l'onere di mostrarsi compatte nella denuncia all'unisono dell'ennesimo attacco contro la libertà di espressione dei docenti universitari.

A rispondere all'appello di solidarietà, lanciato dalla comunità ebraica come dai professori della lista, sono stati gli Studenti per la Libertà di Ricerca dell'Associazione Luca Coscioni. Per primi hanno organizzato una manifestazione collettiva di sdegno nei confronti dell'ennesimo atto di integralismo e hanno pubblicato in rete un appello, "Anch'io su quella lista", utilizzando così gli stessi strumenti del blogger antisemita. Non è un caso che il primo atto di denuncia contro la lista sia arrivato dagli studenti. Sono loro i primi beneficiari della libertà di insegnamento, sancita dall'art. 33 della Costituzione, che permette la piena trasmissione di saperi. "L'arte e la scienza sono libere". Per far sì che siano veramente libere, non vi deve essere alcuna catalogazione, alcuna schedatura, dei pensieri, delle manifestazioni di volontà e delle azioni di chi pratica l'arte e la scienza. Le differenze costituiscono l'humus delle società aperte, la cui sfida è l'inclusività. Va combattuta pertanto ogni forma di intolleranza, di integralismo, che se sottaciuta, se messa da parte, rischia di accrescere l'odio che porta in seno e di tramutarlo in violenza.

La manifestazione di solidarietà

Alla presenza di due dei professori inseriti nella lista antisemita, Gilberto Corbellini, docente di Storia della medicina alla Sapienza, e Sebastiano Maffettone, professore di Filosofia politica alla Luiss, gli studenti degli atenei di Roma hanno manifestato unitariamente il loro "no" contro ogni bavaglio e contro ogni discriminazione, ospitati dall'università Luiss. Marco Valerio Lo Prete, voce degli Studenti per la Libertà di Ricerca, ha ricordato come Benedetto Croce ammonisse dalla tolleranza come sopportazione passiva: "tra i tolleranti non sempre furono gli spiriti più nobili ed eroici. Spesso vi furono i retori e gli indifferenti". Per questo va promossa "la tolleranza come metodo: un'attitudine attiva, un metodo di convivenza civile, la scelta della non-violenza e della persuasione rispetto a quello della forza e della coazione. Contro ogni integralismo, appunto". A seguire le riflessioni dei relatori. Gilberto Corbellini ha rivolto l'attenzione ai "sistemi di allarme, che vanno tarati e non devono suonare a casaccio. Internet è a disposizione di tutti e se ci mettiamo a denunciare ogni blog demenziale non finiamo più". Sebastiano Maffettone, invece, ha proposto "un insegnamento permanente sull'antisemitismo e sulla questione Israele-Palestina: deve essere la nostra risposta accademica". Oltre a Luciano Pellicani, professore di Sociologia alla Luiss, che citando Russell ha ricordato che "sono poche le persone che non sentono il bisogno di odiare qualcuno", la presenza di Tobia Zevi, dell'Unione Giovani Ebrei, e di Zouhir Louassini, giornalista marocchino, ha sancito la denuncia unanime della comunità ebraica e musulmana "contro ogni integralismo".

Al via gli Studenti per la Libertà di Ricerca

Così hanno voluto esordire gli studenti dell'Associazione Coscioni, "contro ogni integralismo", per smarcarsi dai gruppi fortemente ideologizzati presenti nelle università. Dai collettivi che occupano le aule a spese dei contribuenti, agli studenti di destra, troppo occupati nel recupero di valori di una società che non esiste più, i problemi che affliggono oggi gli atenei italiani sono nel dimenticatoio. Riemergono durante le elezioni studentesche, che riproducono in piccolo le stesse nefandezze di quelle politiche, per poi risprofondare nell'oblio, privati di quella continuità di soluzione che nemmeno le legislature a intermittenza riescono a garantire. E' "da dentro, ma fuori dal palazzo" che gli Studenti per la Libertà di Ricerca vogliono agire, forti della laicità, della legalità e della trasparenza dell'Associazione Luca Coscioni, aiutati dai professori di fama internazionale che fanno parte dell'Associazione stessa, e mossi da un desiderio di riforma del sistema formativo in Italia, perché l'università e la scuola siano la casa dei saperi di tutti

Mercoledì, 5 marzo, 2008 - 17:47
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