Suo diritto sospendere le cure

di Luigi Montevecchi

La “ministra” della salute dell’Andalusia difende la scelta del suo Governo

Assessore Montero,innanzitutto grazie per aver accettato questa intervista per conto di Radio Radicale e dell'Associazione Luca Coscioni. La realtà andalusa e spagnola è molto differente da quella italiana, tuttavia, per quanto concerne la autonomia del paziente nelle condizioni di fine vita vi sono alcune risoluzioni molto simili: mi riferisco al caso della signora Immaculada Echevarria.Qual è la attuale legislazione in Andalusia? Bene, ciò che la signora richiede è una sospensione di un trattamento. Teniamo conto che si tratta di una persona che da trenta anni è affetta da distrofia muscolare progressiva, che da 9 anni è attaccata ad un respiratore automatico che la mantiene artificialmente in vita... e ciò che questa persona richiede è di essere staccata dal respiratore e pertanto la sospensione di un trattamento precedentemente intrapreso. Dunque non ci troviamo di fronte ad un caso di eutanasia, che come gli ascoltatori sapranno presuppone che si provochi direttamente la morte di una persona attraverso la inoculazione di una sostanza in grado di determinarla, mentre ciò che la signora chiede è che venga sospeso un trattamento precedentemente iniziato. Quando l'assessorato alla salute ha ricevuto questa richiesta, ha inviato un questionario al comitato etico, costituito da un gruppo di persone, di esperti, con indubbio e riconosciuto valore nel campo della etica, della politica, della ricerca ed in ambito sanitario; il comitato etico, analizzando la richiesta della signora, concluse che era etico acconsentire a quanto la signora richiedeva, che la signora aveva espresso la propria volontà immutata nel tempo, e che era d'altra parte libera da coercizioni esterne. Hanno deciso che nessuno stava facendo sulla signora pressioni in grado di condizionare la sua decisione, e che inoltre il caso di questa signora dovesse rimanere nell'ambito della stretta riservatezza... pertanto ciò che è importante è che questo comitato, all'unanimità, ha stabilito che è etico esaudire la richiesta di questa persona, sottolineando che non si tratta di un caso di eutanasia - che in Spagna è condannata dal codice penale - bensì che si tratta di un caso di rifiuto di trattamento o di sospensione dell'accanimento terapeutico. Ciononostante l'assessorato alla Salute, anche per tutelare i professionisti che dovranno esaudire tale richiesta, chiese al consiglio consultivo dell'Andalusia (che è l'organo di governo politico della giunta Andalusa) di esaminare il caso, e la conclusione molto chiara del comitato consultivo è stata la dichiarazione che si tratta di un diritto della paziente in grado di intendere la facoltà di revocare il consenso ad un trattamento precedentemente iniziato. In conclusione questo diritto - in termini giuridici - viene chiamato eutanasia passiva non punibile, anche se il primo termine eutanasia potrebbe confondere l'opinione pubblica, indotta a considerare l'eutanasia con l'accezione che i cittadini più frequentemente conoscono. Però il nome tecnico è rifiuto del trattamento o sospensione dell'accanimento terapeutico. In secondo luogo questo comitato ha concluso che i professionisti che dovranno attuare tale prestazione sanitaria non potranno essere imputati di reato, in quanto atto conforme all'ordinamento vigente. Pertanto abbiamo comunicato alla equipe di assistenza la decisione presa dalla giunta di Andalusia, diritto che la giunta cercherà di far rispettare, perché il diritto del cittadino deve essere prevalente su qualunque tentativo di prevaricazione. Il presidente Andaluso Manuel Chaves ha assicurato che il distacco della signora Immaculada Echevarria dal respiratore che la mantiene in vita nell'Ospedale san Rafael di Granata, richiesto dalla paziente,"si farà in questo ospedale o in qualunque altro centro ospedaliero". Chavez ha fatto queste dichiarazioni dopo che la Curia Generale dell'Ordine di San Giovanni di Dio,con sede a Roma e che amministra l'Ospedale di San Rafael, aveva vietato ai componenti del suo ordine, e tra questi ai medici dell'ospedale che hanno in cura Immaculada,di staccare il respiratore. Può commentare questa dichiarazione? Relativamente alla seconda parte della domanda, possiamo dire che l'unico rapporto che abbiamo con l'Ordine di San Giovanni di Dio è concretamente con la Direzione dell'Ospedale San Rafael, pertanto non conosco alcun altro elemento interno che possa avere inviato istruzioni all'ospedale San Rafael e pertanto l'ultima volta che l'ospedale San Rafael ha espresso una posizione, riguardava l'intenzione di assecondare all'interno delle proprie strutture la richiesta avanzata da Immaculada, e l'equipe medica che in tutto questo tempo ha curato Immaculada, è costituita da professionisti che appartengono al servizio pubblico e che pertanto il loro contratto lavorativo è con la giunta Andalusa, con l'assessorato alla Salute, e non con l'ordine di San Giovanni di Dio. Tuttavia non so se sia stato impartito alcun tipo di istruzione poiché, come le ho detto, l'unico rapporto che abbiamo è con la Direzione del centro che la giunta di Andalusia deve mantenere....Però la dichiarazione del presidente Chaves mi sembra straordinariamente importante, perché ciò che sottolinea è che la amministrazione sanitaria va al di là dell'adempimento del diritto che ha Immaculada Echevarria: perché è etico, perché è giuridicamente tutelato, e perché l'equipe medica che dovrà farsi carico di realizzarlo non sarà punibile. Pertanto la giunta dell'Andalusia ha un obbligo di fronte ai cittadini, perché quando ci troviamo di fronte ad un diritto, di qualunque tipo si tratti, ha l'obbligo di far sì che si mettano a disposizione i mezzi e gli strumenti necessari perché tale diritto sia garantito. Nel caso che la direzione dell'ospedale dovesse comunicare all'assessorato alla salute una qualunque difficoltà perché tale provvedimento si concretizzi all'interno dell'ospedale, evidentemente dovremo realizzarlo in qualunque altro ambito del sistema sanitario. Se ho ben capito questa è una cosa completamente differente dall'accanimento terapeutico: si tratta di un diritto del paziente a rifiutare le cure... Sì, abitualmente per la dottrina cattolica - parlo non come assessore alla salute ma come cittadina - i procedimenti che mantengono artificialmente in vita i pazienti, e che li mantengono ben oltre la evoluzione naturale della malattia... abitualmente, dicevo, li definisce accanimento terapeutico...tuttavia avverrà che... ci sono molti elementi e molti argomenti tra la dottrina cattolica e la dottrina biologica a favore di un equilibrio necessario tra la dignità della persona ed il rispetto della vita...non si deve d'altra parte indurre, con supporto artificiale, un mantenimento che possa provocare sofferenza alla persona. Io vorrei che nel caso di Immaculada Echevarria ogni persona che professi una fede religiosa, trovasse un compromesso conoscendo in profondità il caso, poiché ogni persona è un caso unico, e in questo momento ciò che si pone in discussione non è un caso di eutanasia, ma di una persona che viene mantenuta artificialmente in vita per nove anni, provocandole una sofferenza che a giudizio della persona non può essere sopportata più a lungo. In questo momento si dovrebbe proporre una soluzione equilibrata da parte di una confessione religiosa come quella cattolica. Io credo che si debba trovare un compromesso, ed in un caso come quello di Immaculada Echevarria pertanto comportarsi di conseguenza. Io credo che le opinioni generali a proposito della dignità della vita siano giudizi che si debbano perfezionare giorno per giorno, e nel caso di Immaculada Echevarria probabilmente questo elemento si dovrebbe modificare conoscendo questo caso, sapendo che non si tratta di un caso di eutanasia, ma di un caso di rifiuto di trattamento. Un'ultima domanda prima di salutarci e di ringraziarla per la sua disponibilità e simpatia per la Associazione Luca Coscioni.Lei è un politico,ma anche un medico: crede che la Spagna, così come l'Italia ed il resto dell'Europa, debba dotarsi di una legge seria sull'eutanasia? Io credo che in Spagna, al momento, questo caso è stato importante perché ha fatto chiarezza su questioni che spesso vengono confuse. In termini giuridici i cittadini capiscono molto meglio quando parliamo di "sospensione del trattamento" che quando si parla di "eutanasia passiva non punibile", perché la sola introduzione della parola "eutanasia" propone all'immaginazione degli ascoltatori l'idea della somministrazione di una sostanza in grado di provocare la morte, e non è questo il caso. Credo inoltre che ciò che è maturato è che i pazienti devono essere considerati soprattutto cittadini, dunque capaci di autonomia nel prendere una decisione, e che il sistema sanitario non deve solo farsi carico di erogare le prestazioni, ma anche di garantire i diritti e decidere quali strumenti occorrano per assicurare questa autonomia nel prendere le decisioni. In seguito occorrerà che la società vada maturando, intorno a questa materia, in modo di poter sempre discutere e proporre in forma serena e rigorosa, perché quando una persona ha una sofferenza del tipo di quella che sopporta Immaculada, il peggio che possa capitare è che qualcuno possa approfittarne per confondere e manipolare la pubblica opinione. Importante è il rispetto della sua decisione, ed importante è anche che tale decisione si inquadri in un ordinamento giuridico avanzato, e che pertanto si riconosca che il cittadino ha le capacità per pensare, per fare e per operare di conseguenza, e che il potere pubblico garantisca che tali diritti riconosciuti si possano realizzare, e fornisca gli strumenti per attuarli.

Lunedì, 23 luglio, 2007 - 16:32
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