L'ex chitarrista con la Sla

Suonare con li occhi

di Antonello Cadinu

Jason Becker era un virtuoso della chitarra elettrica, alla fine degli anni Ottanta sostituì Steve Vai nel gruppo di David Lee Roth: a soli vent'anni sembrava destinato a entrare rapidamente nel pantheon del rock. Il destino rema contro e nel 1990 Becker riceve una diagnosi che suona come una condanna di morte: sclerosi laterale amiotrofica e un'aspettativa di vita di massimo cinque anni. Il suo corpo è vittima di una lenta agonia che in breve tempo gli ha impedito di suonare la chitarra e lo ha costretto a comunicare con i suoi familiari solo con gli occhi attraverso un codice ideato dal padre. Jason non si rassegna: "I have Amyotrophic Lateral Sclerosis (ALS or Lou Gehrig Disease). It has crippled my body and speech but not my mind...". Becker lo scrive nel retro copertina del disco "Perspective" composto nel 1996 e distribuito, nel 2001, dalla Warner Bros. Si tratta di un disco sperimentale quasi interamente composto attraverso un supporto informatico che permette di scrivere musica con il movimento degli occhi. Un album diverso da quelli che avevano caratterizzato la precedente produzione di Becker imperniata sul funambolismo chitarristico del metal neoclassico. Ora il suo estro artistico è costretto ad adeguarsi alla malattia: il risultato è un album di rock sinfonico in cui vi è un ampio uso della tecnologia digitale e di numerosi campionamenti. Il disco si apre con "Primal" dove Becker suona la chitarra esplorando ritmiche tribali e accompagnandole a melodie orientaleggiante. Seguono le autobiografiche "Rain" e "End of the beginning": due brani di una straordinaria intensità. Nel primo la chitarra irrompe come un lamento interpretando una malinconica melodia che sintetizza lo stato d'animo dell'autore. Jason, infatti, aveva composto questo brano in un giorno di pioggia all'apparire dei primi sintomi della malattia. Nella seconda Becker propone una variazione del celebre Canone in Re del compositore barocco Johann Pachelbel. La composizione, vera punta di diamante dell'album, è arricchita dalla chitarra di Michael Lee Firkin. I toni cupi di "Rain" lasciano spazio a una lirica più serena che trova seguito nella corale "Higher". Con "Blue", una sua vecchia improvvisazione, Becker apre una breve parentesi blues. Il neoclassicismo ritorna con la sinfonica "Death and life" che introduce "Serrana" il brano che Jason presentò, nel 1989, all'Atlanta Institute of Music impressionando l'uditorio. Il virtuosismo dell'artista di San Francisco raggiunge i massimi livelli: ispirandosi ai Capricci di Paganini esegue una serie velocissima di accordi ascendenti e discendenti con la tecnica sweep-picking. Nel disco la chitarra viene sostituita da una campionatura della tromba senza inficiarne l'efficacia. Da ultimo "Meet me in the morning", una cover del poeta e cantautore Bob Dylan, emblema delle battaglie per i diritti civili negli USA. "Perspective" è un disco tanto visionario quanto intimo che mostra il genio musicale di un artista purtroppo poco noto al grande pubblico. Luca Coscioni e Piergiorgio Welby hanno dato un senso politico alla SLA affrontando temi fino ad allora tabù, Jason Becker affronta la stessa malattia attraverso la musica. Storie diverse, diversissime, ma accomunate dalla medesima volontà di smuovere le coscienze di una società, di un mondo politico e religioso, che spesso, in nome di un dogma fatto legge, hanno ucciso i diritti e la dignità dei malati offrendo in cambio una scostante commiserazione.

Lunedì, 13 ottobre, 2008 - 16:29
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