aborto

Pillole transnazionali

USA ABORTO, ASSOCIAZIONI SCRIVONO A BUSH PER DIFENDERE OBIEZIONE DI COSCIENZA (da Adnkronos, 16 luglio 2008)
Alcuni gruppi che si occupano di pianificazione familiare e un membro del Congresso statunitense, hanno scritto al presidente George Bush per scagliarsi contro l'aborto e i numerosi metodi contraccettivi a disposizione nel Paese, invocando il diritto dei medici di rifiutare di offrirli ai cittadini a stelle e strisce.

Diritti civili

La Colombia alla prova della bioetica

di Jaime Escobar Triana*

Una sentenza della Corte Costituzionale depenalizza l'aborto, ma la sua applicazione pone ancora dei problemi. Così anche per l'eutanasia.

La nostra centenaria tradizione legalista (in Colombia) ha contribuito alla discussione sui temi che pongono problemi di bioetica.
La riforma costituzionale del 1991 permise di sollevare problemi che precedentemente erano circoscritti a determinati spazi (università, gruppi sociali, politici, religiosi), portandoli al centro di dibattiti pubblici con una più ampia partecipazione da parte di gruppi e istituzioni, tanto pubbliche che private.

30 anni di 194

Una lettura radicale del pamphlet di Sofri

di Gianfranco Spadaccia

Ma se Ferrara pensa che la legalizzazione dell'aborto sia un olocausto peggiore della Shoah, allora io e Adele Faccio, Emma Bonino e Marco Pannella che di quella campagna siamo stati i protagonisti cosa dovremmo essere: i nuoni Hitler, Himmler, Goebbles?

Adriano Sofri è legato da una grande e antica amicizia con Giuliano Ferrara, un'amicizia vera messa alla prova da vicende che lui stesso definisce "al calor bianco". "Cosa facciamo con le nostre amicizie quando non coincidano con l'accordo delle idee e anzi conoscano un forte dissenso? La mia risposta è che non sacrificherei le amicizie.
Non sacrificherei nemmeno le idee". Dalla risposta che Adriano si è dato è nata questa lunga lettera pamphlet - Contro Giuliano, Noi uomini, le donne e l'aborto, pubblicata da Sellerio, corredata di una appendice di scritti di epoche diverse tra gli altri di Pasolini, di Bobbio, di Natalia Ginzburg - con la quale prende in esame, una per una, le tesi, le argomentazioni, gli slogan, gli obiettivi, le contraddizioni e perfino le invettive che il direttore del Foglio ha posto alla base della sua "crociata" e lo fa con la chiarezza, l'intelligenza e anche l'onestà intellettuale di cui è capace.
Il libro mi ha obbligato a calarmi punto per punto in una polemica di fronte alla quale devo confessare di essermi finora ritratto con indignazione e irritazione profonde, fino al punto da smettere di leggere Il Foglio, che pure pubblica quotidianamente la piccola posta del mio amico Sofri e settimanalmente l'interessante rubrica laica di Angiolo Bandinelli.

Adriano Sofri, Contro Giuliano. Noi uomini, le donne e l'aborto

Sellerio, 2008, pp.139, euro 10,00

"Ehi, Giuliano. Hai colto, con la prontezza di riflessi che accompagna la tua intelligenza come il palo accompagna il ladro, l'occasione dello slogan: moratoria dell'aborto. Che cosa significa? Niente, direi. È uno slogan, appunto, reso efficace dal calco capovolto di quell'altro, moratoria della pena capitale. Alla lettera, non significa niente: le donne non possono sospendere a tempo indeterminato gli aborti, a differenza dagli Stati, che possono sospendere le esecuzioni capitali.

Contro Giuliano. Noi uomini, le donne e l'aborto.

di Adriano Sofri

[...] Quando proclami - a voce altissima, perentoria - che l'aborto è lo scandalo supremo del nostro tempo, io non ci credo. Mi fermo, ci penso. Ma non riesco a crederci. E non solo per ragioni, chiamiamole, comparative: i genocidi che si compiono senza tregua sulla terra, gli stermini per fame e malattia e abbandono, le guerre...
Una bambina, un bambino che viene al mondo è la cosa più bella, ma un embrione abortito non è la cosa più brutta - se mai si volessero fare paragoni per sfidarsi a superlativi- la cosa più brutta p un bambino nato che muore di fame o di abbandono o di violenza, che si aggrappa al seno vuoto di sua madre.

Una nuova agenda per la politica italiana

Intimità democratica

di Luigi Manconi

Amore omosessuale, aborto ed eutanasia non sono questioni pre-politiche.Nelle democrazie mature costituiscono il cuore dei conflitti etico-giuridici.

Fino ad oggi si è consentito che il dibattito su questi temi fosse rappresentabile in maniera caricaturale. Ovvero, da una parte la morale tradizionale che ha nella famiglia eterosessuale, monogamica e procreatrice, il suo modello; dall'altra parte, una sorta di diritto al libertinaggio

Vorrei cogliere anzitutto un passaggio di questo dibattito, il riferimento alla necessità di abbandonare stereotipi e pregiudizi, anche pregiudizi positivi, perché non si deve avere ritrosia ad affrontare le questioni complesse e aggrovigliatissime che la globalizzazione ci consegna e dunque ad affrontare i conflitti culturali ed etici che le migrazioni portano nel nostro paese e che vivono, in maniera spesso dirompente, all'interno delle stesse comunità straniere che vivono nel nostro Paese. E dunque il riferimento a culture altre, presenti in Italia, che riproducono elementi di disparità nel rapporto uomo-donna è un passaggio obbligato che abbiamo tardato a considerare.
Quando per la prima volta, una quindicina d'anni fa, mi capitò d'interessarmi alla grande questione - così dolente e dolorosa - delle mutilazioni sessuali, appresi un dato che da allora mai ho dimenticato e che in ogni occasione mi preoccupo di ricordare, ovvero il fatto che la mobilitazione contro infibulazione e mutilazioni sessuali ha avuto, nei paesi dove esse vengono praticate, come ruolo fondamentale di lotta contro quelle pratiche efferate, i movimenti femminili. Ma contemporaneamente noi dobbiamo considerare anche i più classici meccanismi del pregiudizio e dell'intolleranza.

Al cinema: Juno, l'appropriazione indebita di Giuliano Ferrara

di Gianfranco Cercone

Juno Poster(Immagine fornita da Flickr)

Da ogni favola si può tentare di dedurre una morale. Eppure, l’autore può averla raccontata soltanto per il piacere di raccontarla; e la pretesa dell’ascoltatore di trarne comunque un insegnamento, può forzare il racconto, obbligarlo a esprimere un messaggio univoco, quando potrebbe suggerirne tanti altri, anche in contraddizione con quello. In questo inconveniente mi pare che sia incorso Giuliano Ferrara, quando ha strumentalizzato – sia pure con finezza – il film “Juno”, a sostegno delle sue tesi antiabortiste.

Le leggi sull'aborto nel mondo/2007

a cura del Center for Reproductive Rights, in collaborazione, per la versione italiana, con l'Associazione Luca Coscioni e Non C'è Pace Senza Giustizia. Center for Reproductive Rights ( www.reproductiverights.org) è un'organizzazione non profit per la promozione e la difesa legale dei diritti riproduttivi delle donne di tutto il mondo.

Attualmente, più del 60% della popolazione mondiale vive in paesi dove l'aborto medico è permesso in un'ampia serie di casi o senza restrizioni con riguardo alle motivazioni.

Gli ultimi numeri sull'aborto in Italia

di Mirella Parachini

L'obiezione di coscienza
dei medici è in aumento.
Nel Sud addirittura si
passa al raddoppio.

Va dato atto al Ministro della Salute Livia Turco d'aver voluto anticipare la presentazione della relazione annuale al Parlamento sulla attuazione della legge 194 al fine di rispettare il suo impegno istituzionale di riferire sull'applicazione della legge nel periodo di vigenza del proprio mandato.

Intervista a Melinda Dubois

Quando gli anti-abortisti uccidono

di Marco Valerio Lo Prete

Parla ad Agenda Coscioni la responsabile della clinica di New York nella quale si è consumato l'ultimo omicidio di un medico abortista per mano di un estremista religioso.

La d.ssa Melinda Dubois è direttrice del Buffalo Gyn Womenservices,struttura ospedaliera dello stato di New York con anni di esperienza alle spalle nel campo dell'interruzione di gravidanza.

Ogni giorno, di fronte alla nostra clinica, vi sono manifestazioni. Cartelli, slogan, urla rivolte verso i nostri pazienti ed il nostro staff. Quotidianamente. Ma nel 1998 uno dei nostri specialisti, il Dr.

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