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Ma se Ferrara pensa che la legalizzazione dell'aborto sia un olocausto peggiore della Shoah, allora io e Adele Faccio, Emma Bonino e Marco Pannella che di quella campagna siamo stati i protagonisti cosa dovremmo essere: i nuoni Hitler, Himmler, Goebbles?
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Adriano Sofri è legato da una grande e antica amicizia con Giuliano Ferrara, un'amicizia vera messa alla prova da vicende che lui stesso definisce "al calor bianco". "Cosa facciamo con le nostre amicizie quando non coincidano con l'accordo delle idee e anzi conoscano un forte dissenso? La mia risposta è che non sacrificherei le amicizie.
Non sacrificherei nemmeno le idee". Dalla risposta che Adriano si è dato è nata questa lunga lettera pamphlet - Contro Giuliano, Noi uomini, le donne e l'aborto, pubblicata da Sellerio, corredata di una appendice di scritti di epoche diverse tra gli altri di Pasolini, di Bobbio, di Natalia Ginzburg - con la quale prende in esame, una per una, le tesi, le argomentazioni, gli slogan, gli obiettivi, le contraddizioni e perfino le invettive che il direttore del Foglio ha posto alla base della sua "crociata" e lo fa con la chiarezza, l'intelligenza e anche l'onestà intellettuale di cui è capace.
Il libro mi ha obbligato a calarmi punto per punto in una polemica di fronte alla quale devo confessare di essermi finora ritratto con indignazione e irritazione profonde, fino al punto da smettere di leggere Il Foglio, che pure pubblica quotidianamente la piccola posta del mio amico Sofri e settimanalmente l'interessante rubrica laica di Angiolo Bandinelli.