antiproibizionismo


Se il proibizionismo è fallito

 

Meglio imparare dagli spacciatori

di Luigi Zingales

Perché quella di modulare prezzi e incentivi è la politica migliore

 

L’Espresso, 16 novembre 2007

Depenalizzare per credere. Il caso portoghese

a cura della redazione

Lucio Scudiero, sul sito dell’associazione Libertiamo, riassume così le conclusioni di uno studio pubblicato dal think tank americano Cato Institute sulle politiche della droga in Portogallo: “Prima di depenalizzare l’uso personale di stupefacenti, il Portogallo aveva un alto tasso di tossicodipendenze.

Così Friedman attaccava la guerra alle droghe

 

Perché l’antiproibizionismo è da Nobel

di Milton Friedman

Per l’economista di Chicago legalizzare non è solo “etico”, ma anche “conveniente”

 

Newsweek, 1 maggio 1972

La carica dei 501. Economisti pro-legalizzazione della marijuana

a cura della redazione

Rimpiazzare il proibizionismo sulla marijuana con un sistema di regole legale farebbe risparmiare circa 7,7 miliardi di dollari attualmente spesi da Washington e dagli Stati federati per far applicare il divieto. Se poi la vendita di marijuana fosse tassata come gli altri beni, lo Stato potrebbe incassare 2,4 miliardi di dollari di gettito ogni anno; se l’aliquota fosse invece la stessa che si applica a alcol e tabacco, addirittura si arriverebbe a 6,2 miliardi di dollari di entrate ogni anno.

Per salvare le persone affette da HIV che fanno uso di droga.

a cura della redazione

L’uso delle droghe per iniezione è il fenomeno più nascosto dell’epidemia globale dell’HIV. L’uso delle droghe si sta espandendo ancora attraverso il mondo. Ben 16 milioni di persone si iniettano droga in almeno 148 paesi. Intorno ai 3 milioni (ma potrebbero essere ben 6,6 milioni) di persone iniettano droga e sono positive alla HIV. Fuori dall’Africa sub-sahariana, circa un terzo delle malattie correlate all’HIV possono essere attribuite all’iniezione di droga.

Dai reati senza vittima alla forza del narcotraffico

di Annalisa Chirico

L'antiproibizionismo è il più possente incentivo di mercato ai trafficanti, facendo salire il prezzo della droga proibita a livelli stratosferici.

Sono passati 20 anni da quando tu ed Emma Bonino finiste in carcere a New York per distribuzione illegale di siringhe in istrada. Denunciavate la carenza di politiche di prevenzione contro la diffusione dell’Aids nel cuore degli Stati Uniti. Che ricordo hai di quegli anni?

I paesi antiproibizionisti

a cura della redazione

Belgio: Nella seconda metà del 2003, un cambiamento della legge e una nuova direttiva penale hanno introdotto il concetto di ‘usa problematico da stupefacente’ ( per PDU, problem drug use, si intende ‘l’assunzione di droghe, come oppiacei, cocaina, anfetamina, per via endovenosa durante periodi regolari o di lunga durata’.

Radicali: le disobbedienze civili sulla droga/2

Tre o quattro finanziarie ogni anno per la criminalità organizzata

di Rita Bernardini

I referendum lo hanno dimostrato, le mamme e le nonne sull'antiproibizionismo sono più avanti della politica italiana

Era il 12 ottobre 1997. Con il fiato in gola cercavo un telefono pubblico per chiamare mia madre. Ero appena stata rilasciata – dopo il sequestro della “sostanza”, l’identificazione e la denuncia per violazione della legge sulle sostanze stupefacenti - dalla Questura centrale di Roma e immaginavo che i telegiornali avessero già diffuso la notizia della disobbedienza civile di Marco Pannella e dei radicali in Piazza Navona.

Radicali: le disobbedienze civili sulla droga/1

Io, radicale-ignoto e disobbediente

di diego galli2

Una grande risata al processo: perché l'hai fatto? Chiese il Pm. Risposi...per essere processato.

Come ti chiami?
Mauro Zanella.

Quanti anni hai?
Sessantatre

Il tuo lavoro?
Lavoratore autonomo presso una ricevitoria di giochi e servizi.

La tua situazione giudiziaria qual è?
Attualmente sono libero da impegni con la giustizia, salvo il fatto che non godo più dell’elettorato passivo per le cariche amministrative.

Non hai altri processi in corso?
No, in corso attualmente no.

Gli anni 70: la rivoluzione dei diritti civili

a cura della redazione

Il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e l’abolizione dei Tribunali militari. 

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