La lista nera dei 162 professori tacciati di far parte di una lobby ebraica non poteva, e non doveva, cadere nell'indifferenza. Non poteva, perché i media hanno scelto questa lista per far emergere il sottobosco di esternazioni antisemite che circolano in rete. Non doveva, perché la comunità studentesca e accademica avevano l'onere di mostrarsi compatte nella denuncia all'unisono dell'ennesimo attacco contro la libertà di espressione dei docenti universitari.
A rispondere all'appello di solidarietà, lanciato dalla comunità ebraica come dai professori della lista, sono stati gli Studenti per la Libertà di Ricerca dell'Associazione Luca Coscioni.