Congresso Salerno


Il vero rinnovamento della politica inizia dal diritto di voto a malati e disabili

Dichiarazione di Alessandro Capriccioli e Josè De Falco, membri di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni.

A meno di due mesi dalle elezioni politiche, migliaia di malati e disabili si preparano a dover rinunciare nuovamente al proprio diritto di voto. Se non interverranno modifiche normative dell'ultima ora, infatti, saranno ancora una volta i soli malati dipendenti da apparecchiature elettromedicali ad avere la possibilità di votare presso il proprio domicilio: tutti gli altri, e cioè tutti coloro che, pur non dipendendo dai quei macchinari, non si possono allontanare da casa, saranno privati di un loro fondamentale diritto, garantito dalla Costituzione.

Meno "reality" più realtà. Quella di Luca e di Piero

di Nino Paravia

L’Associazione Coscioni avrebbe bisogno di pubblicizzare le storie di quelle persone malate che subiscono alcune leggi. La realtà vera è quella.

Lo slogan con cui siamo stati convocati al Congresso "Dal corpo dei malati al cuore della politica" non è solo uno slogan, ma un messaggio forte. Dobbiamo infatti andare al cuore della politica ma, se possibile ancor di più, al cervello della politica e, aggiungo, anche al cuore e al cervello della gente. La simbiosi che si è concretizzata negli ultimi tempi tra l'Associazione Coscioni e il Partito Radicale è stata prima da Rocco Berardo definita più volte come una" felice ambiguità" in quanto sono presenti nell'Associazione anche esponenti che, come me, provengono dell'altra parte politica e cioè del centro destra.

Legge 40 e "Vita" per difernderla la distruggono

di Filomena Gallo

Come già sul referendum sulla legge 40, per il Congresso della Coscioni la città di Salerno si è mobilitata. Ora toccherà ai cittadini italiani ottenere ascolto dalla politica.

Molti ospiti e molti giornalisti mi hanno chiesto in questi giorni perché il VI congresso dell'Associazione Luca Coscioni si sia tenuto a Salerno: è una domanda che credo vada fatta più al Segretario dell'associazione e ai suoi organi dirigenti che a me. Tuttavia, nella città di Salerno lo slogan "Dal corpo dei malati al cuore della politica" è pienamente realizzato, più che in altre zone del sud.

Fecondazione e aborto è ora di cambiare

di Carlo Flamigni

Se la legge 40 non verrà cambiata, anche solo nelle linee guida, tra i cittadini italiani costretti a recarsi all’estero torneranno ad accentuarsi differenze di classe.

Ho accettato molto volentieri l'invito a venire qui e a stare con voi; ho pure ragionato su cose utili, propositive, che potessi dire, visto che ragionamenti teorici ne abbiamo fatti tanti. Ci troviamo in una situazione di grande difficoltà. Non credo di avere mai visto un magistero cattolico così sicuro di non correre rischi, vista l'impudenza con la quale sta intervenendo nella vita politica italiana.

La valutazione meritrocatica è la madre di tutte le battaglie

di piergiorgio strata

Una politica di lungo periodo sulla ricerca: è quello che manca alla classe politica del nostro paese. A risentirne è l’economia del sistema.

La ricerca nella sua globalità è tema centrale per le battaglie dell'Associazione: la ricerca per i malati, ma anche quella ricerca che porta benessere al paese in generale, quella ricerca che tutto il mondo ha messo in primo piano e che l'Italia, per ragioni ancora sconosciute, continua a ignorare. In questi giorni è iniziata la campagna elettorale, abbiamo sentito parlare di tutto, ma io non ho ancora sentito qualcuno che abbia detto cosa facciamo per la ricerca, l'università, l'investimento in questi settori.

Fuori il manuale Cencelli dai laboratori e dalle università

di Ignazio Marino

Ignazio Marino all’Associazione Coscioni: “Sapete che su alcune cose la penso diversamente da voi, però credo che insieme possiamo costruire un’Italia migliore”.

Sono molto contento di essere qui oggi, per poter parlare di temi che mi interessano sia per il ruolo politico che ricopro in questo momento, sia come persona che si è occupata di scienza durante tutto l'arco della sua vita. Io dico, scherzando, che in questi ultimi due anni, per la prima volta nella mia vita, il mio superiore non è un preside: ho sempre lavorato in ambiente universitario, soprattutto straniero, però mi preoccupa moltissimo il clima che si è determinato in questi ultimi mesi, o forse anche anni, nel nostro paese.

Staminali: i conti fatti senza l'oste di laboratorio

di Giulio Cossu

Prospettive internazionali della ricerca: dalle scoperte di Shinya Yamanaka al difficile lavoro di portare il laboratorio nelle corsie di ospedale.

Volevo parlare di due argomenti in modo breve, ma che credo siano entrambi importanti. Il primo riguarda questa notizia, che ha avuto anche un'eco sulla stampa e riguarda le famose cellule staminali riprogrammate, le cosiddette iPS. Ciò è molto importante, perché ha implicazioni sia scientifiche che etiche in senso generale. Come forse alcuni di voi sanno, uno scienziato giapponese che si chiama Shinya Yamanaka ha dimostrato che se prendete una cellula del corpo di un topo - ma poi è stato dimostrato che questo vale anche per l'uomo - e inserite solo 4 geni, che hanno dei nomi che non sono molto importanti, potete trasformare queste cellule adulte in cellule che sembrano molto simili alle staminali embrionali.

Noi ingenui e sprovveduti per una politica altra

di Maria Antonietta Farina Coscioni

Accade che il ministro Turco preferisca aderire alle veglie organizzate dal “Foglio”, e da mesi, si “dimentichi” di dare attuazione ad atti dovuti, come le linee guida della legge 40.

Ho cercato di decifrare, tradurre, capire i messaggi e i segnali che centro-destra e centro-sinistra in queste settimane, si sono scambiati. Ero molto dubbiosa, poi è arrivato l'articolo di Adriano Sofri su "Repubblica", quello intitolato "Elogio di Pannella, ultimo giapponese", e per me è stata una boccata di ossigeno. E' un lungo e bell'articolo, con un passaggio che in particolare mi ha colpito.

Gli scienziati, forza civile

di Paolo Bianco

Alla radice dei mali della ricerca in Italia vi è la mancanza di suo uno statuto civile e politico. Il paese non ha strumenti per amministrare e regolare la scienza.

Non prenderò più del tempo strettamente necessario per ringraziare di nuovo Marco Cappato e l'Associazione Luca Coscioni, non solo per la sensibilità dimostrata verso alcuni temi al confine la scienza e la politica, per una volta molto vicini al cuore della scienza, ma anche per avere scelto uno slogan molto efficace: "Dal corpo dei malati al cuore della politica". Non resisto alla tentazione di dire una banalità: forse la scelta dello slogan di portare la libertà della ricerca scientifica "al cuore della politica" è dettata dalla frustrazione della speranza di raggiungerne il cervello, ma, al di là di questo, credo che questo slogan abbia una rara efficacia nel portare all'attenzione di tutti qual'è il problema della scienza in questo paese.

Il problema della scienza in questo paese non è un problema di oggi, ma è un problema che ha radici culturali lontane e profonde che oggi diventa improvvisamente infiammato e visibile come un bubbone, ma in realtà presentato nel modo sbagliato, perché oggi la stessa scienza propone domande a cui è difficile dare delle risposte, è difficile dare delle risposte etiche, ma è anche difficile dare delle risposte scientifiche.

Il diritto minacciato, dall’habeas corpus al pugno nero.

Stefano Rodotà

L’universalità ed il carattere fondamentale dei diritti non vanno espulsi dal dibattito pubblico, pena l’imbarbarimento della nostra democrazia.

I diritti non godono di buona salute in troppe parti del mondo e soffrono assai in Italia. Credo che questa constatazione debba spingerci a ritenere che rimanga attuale e necessario l'antico invito alla lotta per il diritto. Permettetemi di prenderla per un momento solo alla lontana. Consentitemi di gettare uno sguardo malinconico sulla Gran Bretagna, sul paese dell'habeas corpus, della Gloriosa rivoluzione, delle leggi sul lavoro delle donne e dei fanciulli del 1830, dell'invenzione del sindacato e dello sciopero.

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