coppie di fatto


La California apre ai matrimoni gay

di Andrea Boggio*

La Corte Suprema della California ha sancito il diritto costituzionale al matrimonio gay. Libertà, uguaglianza e rispetto della privacy: tanto basta per adeguare il diritto ai tempi che cambiano.

Una lucida e dettagliata sentenza della Corte Suprema della California ha sancito il principio secondo cui le coppie omosessuali hanno un diritto costituzionale a sposarsi, ovvero a contrarre "matrimonio", e non ad essere semplicemente parti di una ‘unione civile'. Secondo la corte, le etichette (e gli istituti giuridici) infatti contano, ed il fatto che le coppie omosessuali non potessero essere "sposati" costituiva una discriminazione costituzionalmente inaccettabile.

Soccorso Civile

Un soccorso civile per le unioni gay

di Francesco Bilotta

Nessun Paese al mondo, fino a qualche decennio fa, aveva creato norme che prevedessero l'unione tra persone dello stesso sesso. Nei Paesi che poi hanno ampliato l'istituto matrimoniale alle coppie dello stesso sesso (Belgio, Olanda, Spagna, Canada, Sud Africa), o hanno introdotto istituti che differiscono dal matrimonio solo nel nome (Regno Unito, Germania, Nuova Zelanda), vi erano in precedenza norme che utilizzavano termini analoghi a quelli italiani di marito e moglie, sostituiti con la parola "coniuge", neutra dal punto di vista del genere.

IO DICO ZAPATERO!

Manifesto per l’eguaglianza dei diritti

Al Presidente della Repubblica,ai Membri del Governo, del Parlamento italiano ed europeo, ai Rappresentanti delle Istituzioni locali, alle Associazioni per la difesa e la promozione dei diritti civili e umani, alle Parti Sociali, ai media, alle cittadine e ai cittadini italiani ed europei. Noi sottoscritti, consapevoli dell'importanza che i valori e i principi fondamentali di uguaglianza e pari dignità sociale sanciti dalla nostra Costituzione hanno per il libero e pieno sviluppo della persona, riteniamo che il provvedimento del Governo in materia di Unioni Civili non esprima una posizione laica e di respiro europeo e soprattutto non sia compatibile con il nostro dettato costituzionale.

INTERVISTA AD ALESSANDRO ZAN

ROMA DISCUTE, PADOVA CERTIFICA

di Chiara Lalli

L’anagrafe comunale di Padova inizia a rilasciare i primi certificati di riconoscimento anagrafico di “famiglia fondata su vincoli affettivi”

Il percorso per arrivare a questo riconoscimento rivoluzionario è molto interessante. Promossa da Alessandro Zan, consigliere comunale DS, la mozione ha fatto leva su un regolamento attuativo del 1989 - a firma di Francesco Cossiga, allora capo dello Stato, e di Giulio Andreotti, allora capo del Governo - di una legge apparentemente innocua e democristiana, la 1228 del 24 dicembre 1954, intitolata "Ordinamento anagrafico della popolazione residente".

Mosca-Roma: Radical pride

di Sergio Rovasio

I militanti russi arrestati a Mosca sfilano al Gay Pride con gli “oltranzisti” della moratoria sulle esecuzioni capitali

Ormai da anni l'evento del Gay pride nazionale vede coinvolti e partecipi i dirigenti, i parlamentari e i militanti di Radicali Italiani, del Partito Radicale e dell'Associazione Luca Coscioni. Quest'anno il successo era garantito dal fatto che tutte le organizzazioni glbt italiane avevano trovato negli ultimi mesi un accordo unitario per lo svolgimento della manifestazione a Roma sotto lo slogan Parità, Dignità e Laicità e, per la prima volta, la richiesta del matrimonio gay.

Dal corpo dell' omo al cuore della politica

di angiolo bandinelli

La manifestazione dell'orgoglio gay rivendica pari dignità per i corpi. Come per l'autodeterminazione della donna, come per Vesce, Coscioni e Welby, il vero protagonista di queste battaglie è il corpo, divenuto finalmente soggetto di una grande scoperta.

I diritti di libertà
vanno rivendicati
per la
concretezza
del corpo. Solo
quando tale
conquista sarà
realizzata si
potrà parlare di
diritti umani
davvero universali

Non saranno stati un milione, come hanno ironicamente proclamato, ma certo i gay e i loro sodali, amici, sostenitori e simpatizzanti che hanno sfilato per le vie di Roma nel giorno dell'orgoglio omosessuale erano parecchi e soprattutto erano visibilissimi, non solo per i colori sgargianti, la festosità dei carri allegorici, quel tanto di follia che adorna quel genere di manifestazioni.

La “famiglia”, qualsiasi ne sia l’estensione, l’organizzazione o la funzione, è comunque "naturale”

La famiglia nella Costituzione: alla radice di un ossimoro

di Roberto Bin

“Studium Iuris”, n.10 del 2000

1.Le scale di Escher È noto che l'art. 29 Cost. rappresenta uno dei sommi esempi di mediazione linguistica nella scrittura della costituzione. "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" è una proposizione impossibile, una specie di equivalente legislativo delle scale di Escher. Verrebbe da dire che ha un senso, ma non un significato: ossia muove reazioni emotive abbastanza precise sul piano ideologico, ma non si traduce in regole giuridiche che possano basare un ragionamento argomentativo serrato.

Politiche per la famiglia a costo zero. o quasi...

di Daniela del Boca-Chiara Saraceno-Francesco Billari

www.lavoce.info, 22 aprile 2007

Prima delle elezioni abbiamo partecipato al dibattito sui programmi relativi alla famiglia. Si discuteva, allora, tra i due schieramenti se fosse meglio riformare il fisco mediante l’introduzione di un quoziente familiare (nel programma del centrodestra), ovvero utilizzare nuove forme di trasferimenti monetari a favore delle famiglie e dei figli, addirittura proponendo l’istituzione di veri e propri baby bonds (nel programma del centrosinistra), nonché la costruzione di tremila nuovi asili nido.

Il matrimonio può attendere

di Daniela del Boca - Alessandro Rosina

Quando un fenomeno con ricadute importanti sulla vita delle persone si diffonde e diventa socialmente accettato, il fatto che la politica lo ignori può essere letto come una conferma sia del grado di distacco della classe dirigente dalla vita dei comuni cittadini, sia del grado di incapacità dei policy maker di cogliere per tempo le trasformazioni sociali in atto e fornire risposte adeguate. Che le coppie di fatto siano una realtà ormai diffusa e in forte crescita anche in Italia, è quanto dicono tutte le più recenti indagini.

Perchè il figlio resta unico

di Daniela del Boca

www.lavoce.info, 25 gennaio 2007

L’Istat ha presentato il 17 gennaio scorso i risultati della seconda edizione dell’Indagine sulle nascite condotta nel 2005 su un campione di madri intervistate a 18-21 mesi di nascita di un figlio, nel periodo cioè cruciale per pensare ad averne un altro. I desideri e la realtà Tra i risultati più importanti dell’Indagine emergono le difficoltà delle donne ad avere un secondo figlio. “La nascita del primo figlio, si legge nel rapporto Istat, è un evento che è stato interessato solo parzialmente dalla crisi della fecondità: le donne italiane mostrano una elevata propensione a diventare madri, anche se di un solo figlio” (1).

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